L’Espresso premia vini e ristoranti dell’Alto Adige

December 16, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Premi 

L’Espresso premia vini e ristoranti dell’Alto Adige

Anche quest’anno L’Espresso ha interamente dedicato una delle sue guide ai ristoranti e ai vini dell’ Alto Adige celebrandone l’alta qualità.
Il primo posto è intoccabile: il St. Hubertus di San Cassiano in Alta Badia guida nuovamente la classifica con i suoi 17 punti su 20. Lo Chef Norbert Niederkofler vizia i suoi clienti con una cucina senza confini, internazionale e innovativa.

Seguono altre tre stelle della ristorazione con 16,5 punti ciascuno:

- Anna Stuben di Ortisei, premiata anche per l’ambiente accogliente oltre che per gli ottimi piatti dello Chef Armin Mairhofer

- Schöneck di Molini di Falzen, apprezzato per l’accoglienza e ovviamente per le creazioni del famoso Chef Karl Baumgartner

- Zur Rose di Appiano, con la cucina d’eccellenza dello Chef Herbert Hintner.

Ben 53 ristoranti premiati con un punteggio da 12 a 17 su 20 disponibili: la gastronomia altoatesina festeggia questo tripudio di riconoscimenti, cercando sempre di migliorarsi per offrire un’ottima qualità, un servizio eccellente e un’accoglienza indimenticabile.


Nella sezione vini, la Guida de L’Espresso premia 4 vini altoatesini con 18,5 punti su 20 e precisamente:

- il Moscato Giallo Passito “Serenade Castel Giovanelli” della Cantina di Caldaro

- il Moscato Rosa Passito 2007 della Tenuta Waldgries

- il Gewürztraminer Val d’Isarco “Atagis” 2008 della Tenuta Loacker Schwarhof

- la “Composition Reif” 2007 del Maso Unterganzner.

Quattordici vini si sono aggiudicati 18 punti e altri 52 una valutazione fra 17,5 e 17 punti. Tenendo conto dello sviluppo della qualità, del livello qualitativo dell’azienda vinicola e dei risultati ottenuti nel corso degli anni, i vini altoatesini sono sempre più apprezzati e premiati.


Ristoranti Bolzano

December 16, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Guide, Ristoranti 

Ristoranti a Bolzano: con i suoi 16 ristoranti premiati dalla rinomata guida Michelin, è la provincia più stellata d’Italia!
La Guida Rossa Michelin ha pronunciato il suo verdetto, assegnando 18 stelle a 16 ristoranti altoatesini.

Due i ristoranti insigniti entrambi di 2 stelle Michelin: il St. Hubertus di San Cassiano in Val Badia, con il suo chef Norbert Niederkofler, e la Trenkerstube di Tirolo (vicino a Merano) ai cui fornelli regna lo chef Gerhard Wieser.

Tre le novità del 2010. Nell’Olimpo sono saliti:

- l’Hotel Castel Fragsburg di Merano – chef Alois Haller

- il Ristorante Sissi di Merano – chef Andrea Fenoglio

- il Ristorante Kleine Flamme di Vipiteno – chef Burkard Bacher.

Confermati gli altri 11 ristoranti che già gli anni scorsi avevano affisso alla loro porta l’ambita stella.

L’Alto Adige riconferma quindi la sua vocazione per la buona cucina, piazzandosi al primo posto fra le province italiane per numero di ristoranti premiati.


L’ enogastronomia altoatesina può essere gustata però anche nei tanti masi di montagna, nelle trattorie storiche, nei rifugi ad alta quota. Ovunque in Alto Adige troverete un’ottima cucina che conquisterà i vostri palati.

 

 

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A Firenze sarà di scena il gusto per il cioccolato

December 10, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Cioccolato, Fiere 

 

Questo blog è dedicato al gusto italiano, ai prodotti tipici, al made in Italy.

Dal 4 al 7 febbraio a Firenze in Piazza Santa Croce torna la Fiera del Cioccolato Artigianale. Ormai giunta alla sua sesta edizione la fiera si conferma come il primo ma forse anche il più importante appuntamento col cioccolato d’autore, grazie anche alla confermata presenza dei migliori maestri cioccolatieri italiani ed esteri che fanno di questa mostra mercato un’opportunità irrinunciabile per tutti coloro che apprezzano il miglior cacao lavorato con sapiente maestria. La kermesse sarà arricchita da eventi collaterali ed altre attività ancora da confermare, mentre sarà sicuramente presente in piazza e per tutta la durata dell’evento un vero e proprio laboratorio dove un maestro cioccolatiere sarà impegnato nella dimostrazione della lavorazione del cioccolato. Dalle 10.00 alle 22.00 gli stand dei tanti cioccolatieri e quelli ormai tradizionalmente dedicati ai prodotti che ben si sposano col cioccolato: tè, birra, caffè, latte ed altri ancora, attendono il pubblico ed i tanti turisti che da sempre sono parte integrante di questa città dove il gusto e l’arte si incontrano quotidianamente.

 

www.fieradelcioccolato.it

 

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La pasticceria siciliana

December 4, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Dolci 

 

La pasticceria siciliana

La Sicilia è un territorio ricco di luoghi meravigliosi, il mare, il sole, le spiagge, ma una delle più importanti meraviglie siciliane è la sua tradizione dolciaria, che non ha forse eguali.

Ciò che infatti, al giorno d’oggi, rende famosa l’isola anche fuori dal territorio nazionale è la sua tradizione dolciaria. Il turista che va in vacanza in Sicilia, a quanto pare, alle spiagge di Cefalù, Taormina, Lampedusa, sembra prediligere gustare un cannolo siciliano con il suo dolcissimo ripieno di ricotta , la cassata, la frutta Martorana o dei pasticcini di mandorle, ora prodotti con le più moderne macchine impastatrici.
I siciliani hanno avuto da sempre una predilezione al consumo di dolci, tanto che in nessun’altra regione se n’è mai registrato un consumo così alto come in Sicilia tant’ è vero che quello della pasticceria sembra essere uno degli aspetti più antichi dell’ isola e come tale, alle spalle, presenta una storia ricca di segni e tradizione.
Secondo antiche fonti pare che il primo ambiente in cui nasce la tradizione dolciaria siciliana è la famiglia contadina. Toccava, infatti, alle donne, e senza i moderni sollevatori, in varie occasioni e ricorrenze preparare i dolci previsti per tali feste come, ad esempio, accadeva con la nascita del primogenito maschio che veniva festeggiata regalando trecce di zucca candita legata con un nastro rosso, un segno contro il malocchio.
Un’altra fonte di “ispirazione” dei dolci siciliani è l’ambiente monastico: molti dolci tipici siciliani, infatti, vennero per la prima volta inventati dalle monache di clausura siciliane, e si tramandavano di generazione in generazione fino ad arrivare ai giorni nostri.
Un altro segno importante nella tradizione dolciaria siciliana è stato lasciato dalla dominazione araba introducendo alcuni elementi, quali il pistacchio, la cannella e lo zucchero, di cui si fa largo uso nella preparazioni di molti dolci siciliani. Il miele, elemento fondamentale nella pasticceria araba, è stato in seguito sostituito dallo zucchero.


Il dolce più classico di derivazione araba è la cassata. Furono proprio gli arabi a importare la canna da zucchero, il limone, la mandorla, l’arancia amara. Con il barocco poi si aggiunsero anche i canditi.
La fonte di ispirazione dei dolci siciliani di più recente acquisizione, infine, riguarda la pasticceria importata in Sicilia dai pasticceri svizzeri che si trasferirono nell’isola all’inizio del secolo scorso introducendone la crema e la panna dando origine ai più famosi dolci siciliani che oggi sono conosciuti e diffusi in tutta Italia.

La pasticceria siciliana, dunque, è un mix di cultura e tradizione non soltanto locale ma di diversa provenienza. Non possono mancare i classici come “cannoli” e “cassate”: i tipici prodotti dell’arte siciliana, fatti principalmente con ricotta zucchero e canditi sono un vero dono per il palato. Di queste due ricette esistono infinite varianti.
Il cannolo è un dolce costituito da un involucro a forma tubolare di pasta fritta, farcito con un impasto di ricotta, zucchero, pistacchi, cioccolato e frutta candita. La storia narra che il cannolo acquisisce il suo nome dalla parola “canna”, ovvero “rubinetto” in siciliano. Da uno scherzo carnevalesco infatti, nato in un dimenticato monastero e successivamente propagato dalla pasticceria palermitana, si faceva uscire da un rubinetto invece dell’acqua, la crema di ricotta. Impossibile dimenticare poi la pasta di mandorle, ora creata grazie alle formatrici, per produrre un delicato impasto dolce, profumato dalle mandorle di Avola e sapientemente contrastato dall’uso di mandorle amare, ottimo per ottenere una bevanda fresca oppure per decorare i dolci.

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