Archivio mensile:marzo 2011

Storia e democrazia della pasta: Benedetto Cavalieri racconta

“Esiste un solo Dio ed è il denaro. Così l’unico modo che abbiamo oggi per essere persone è sapere come spendere. Possiamo scegliere di privilegiare chi produce bene e costruisce un mondo migliore oppure chi ne costruisce uno peggiore”. E’ martedì 22 marzo e con queste parole Vittorio Fusari, chef della Dispensa Pani e Vini di Adro , introduce Benedetto Cavalieri, nipote del fondatore dell’antico pastificio di Maglie (Lecce), oscar al Fancy Food Show della “National Association for the Specialty Food Trade“.

Sono in Franciacorta per un laboratorio di cucina alla Dispensa, invitato dall’ azienda vitivinicola Contadi Castaldi. Durante la cena ascolto Benedetto raccontare appassionatamente la storia di cui è protagonista da molti decenni, una storia di tradizione, bisogni e nuovi abitudini di consumo. Dalla ricerca della qualità negli ingredienti alla svolta degli anni’ 70 imposta da Barilla con l’avvento dell’alta temperatura, vera rivoluzione tecnologica e di mercato che cambia le caratteristiche stesse di uno dei simboli dell’italianità nel mondo.

Ma lasciamo spazio alle immagini e alla voce dell’imprenditore pugliese:

Luca Sirianni

Per vivere a lungo bisogna saper mangiare!

Questo periodo storico potrebbe vedere invertire, per la prima volta negli ultimi 150 anni, la tendenza che vede aumentare la durata di vita media delle persone.
Anche se la medicina fa passi da gigante, la maggioranza delle persone da oltre 20 anni si sta alimentando drammaticamente male. L’avvento massiccio dell’industrializzazione alimentare ha fatto perdere la maggioranza delle sostanze nutritive degli alimenti. L’industrializzazione esasperata ha fatto diminuire i nutrienti anche nella frutta e nella verdura cruda. La maniacale gestione del peso inoltre fa danni continuamente. Le diete lette su un giornale invece di rivolgersi ad un nutrizionista bravo, sta portando le persone a peggiorare il loro livello di benessere medio.
Inoltre, tutti i cibi precotti, le merendine, gli snack, ecc…, hanno abbassato sensibilmente la qualità dell’alimentazione delle persone.
Come fare per tornare ad aumentare la qualità della vita? Come fare per garantirsi un livello di salute ottimale?
Bisogna saper mangiare bene! Bisogna sapersi nutrire al meglio!
Per raggiungere questi obiettivi ci sono 2 interventi necessari:
1) Le istituzioni dovrebbero aumentare l’informazione sulla cultura alimentare
2) Le persone dovrebbero rivolgersi ad un nutrizionista bravo per farsi seguire e non solo per farsi prescrivere una dieta.
Questi interventi, che oggi sembrano non urgenti, lo saranno fra qualche anno. Infatti aumentano moltissimo i bambini obesi e in sovrappeso!
Il problema principale è la cultura dell’ “apparire subito”, che sta portando le persone a non dare importanza ad un cambiamento nella propria gestione alimentare. Viene percepito come una perdita di tempo imparare a mangiare, cucinare cibi sani, e soprattutto si preferisce intervenire con diete dell’ultima ora e con interventi chirurgici.
Ma questo ovviamente porta ad un abbassamento della qualità della vita. Sempre più persone sono ammalate in maniera cronica anche da giovani e sempre meno persone crescono con un livello di energia elevato.

Il Cibo di strada festeggia ad Arezzo l’Unità d’Italia

5 chili di Grifi, 3 porchette di Monte San Savino, 1.000 Cannoli siciliani, 450 coni di bombette pugliesi, 50 chili di salsicce calabresi, 2 quintali di Farinata, 100 teglie grandi di Focaccia di Recco, 30 chili di porchetta di Ariccia, 650 arancini, 1500 piadine, 1 quintale di pesce fritto, 70 chili di lampredotto, centinaia di litri di birra artigianale, oltre 15.000 visitatori in tre giorni senza contare che molti operatori hanno chiuso anzitempo per esaurimento scorte. Coinvolto anche il mondo della scuola per educare ai prodotti sani e genuini. Con questi numeri si riassume il successo portato a casa dall’ Associazione Streetfood grazie alla fiducia data dall’Amministrazione Comunale che per festeggiare il 150° anno dell’Unità d’Italia ha scelto di promuovere il mercato dei cibi di strada nel cuore della città, piazza della Badia.

L’evento “Il Cibo di Strada Italiano” è stato inaugurato dal sindaco della città Giuseppe Fanfani e assessori al Sociale Lucia de Robertis e al Commercio Alessandro Giustini con taglio ufficiale del nastro. Il presidente dell’Associazione Streetfood Massimiliano Ricciarini ha poi accompagnato il primo cittadino per i banchi allestiti tra una regione d’Italia e l’altra rappresentata proprio dai rispettivi cibi di strada per ricostruirla come era prima dell’Unità: dal Regno delle Due Sicilie allo Stato Pontificio al granducato di Toscana e il Regno di Sadegna.

Nell’anniversario del giorno in cui l’Italia fu ufficialmente proclamata unita Piazza della Badia ad Arezzo ha fatto foggia dei suoi colori, delle sue bandiere e i suoi cibi di strada convogliati dall’Associazione Streetfood. Il giorno di festa ha reso onore all’Associazione Streetfood e ai suoi artigiani del gusto con migliaia di visitatori incuriositi dalla sfiziosa proposta gastronomica. Si è unito alla festa anche il Club amici della Dolce vita per gli abbinamenti del “fumenogastronomo” Fabrizio Franchi con il sigaro toscano e marsala.

Alle 12 di giovedì l’appuntamento tanto atteso: stappatura della bottiglia di Sherry Pedro Ximenez del 1861 “Santa Ana” della bodega (cantina) Hidalgo di Jerez de la Frontera (Spagna) offerta da Francesco de “Le Carovaniere”.

Ricciarini (presidente Streetfood): «Il nostro gruppo tra fondatori e associati è davvero contento di aver portato a casa questa ennesimo trionfo per il cibo di strada, e personalmente, da aretino doc, sono orgoglioso di aver contribuito, nella mia città d’origine alle celebrazioni del 150° compleanno di un Paese al quale sento fortemente di appartenere. Arezzo ha scelto l’originale, l’unico e inimitabile Cibo di Strada Italiano portato alla ribalta dall’Associazione Streetfood ed è stato ripagato con un enorme successo».

L’Associazione invita così a unire le forze e le idee per fare rete e rendere il progetto Streetfood l’arma vincente per creare un’alternativa valida al prodotto globalizzato.

Ricetta per la pizza perfetta

Gli ingredienti di questa ricetta sono molto semplici per preparare la nostra Pizza perfetta sono: acqua, farina,lievito di birra, zucchero e sale. La dose dell’acqua deve essere la metà di quella della farina, quindi se metteremo 500 gr di farina dovremo mettere 250 gr di acqua.
La particolarità si trova nel procedimento: prendo la metà dell’acqua e ci sciolgo dentro il lievito e lo zucchero, lascio agire il lievito per qualche minuto e ci aggiungo la metà della farina ed impasto in modo da ottenere un composto elastico ed omogeneo, che metto a riposare in una ciotola coperto con un panno.
Nel frattempo prendo l’altra acqua e l’altra farina e le impasto aggiungendoci lo zucchero. A questo punto prendo i due impasti e li fondo, lavorandoli per almeno 10 minuti.
Lascio riposare l’impasto finché è raddoppiato di volume e lo stendo direttamente in una teglia unta lavorandolo con le mani. Una volta stesa la pizza la lascio riposare per circa 30 minuti, poi la condisco e la inforno.

Semplice la preparazione della pizza vero? Buon appetito a tutti!