Le cartellate e le Pittole Pugliesi

March 2, 2011 by · Leave a Comment
Filed under: Dolci 

Le cartellate, dolci presenti in Puglia fin dal XVI secolo, in dialetto pugliese vengono dette “Carteddate”, e vengono preparate soprattutto nel periodo natalizio.
Hanno la forma di coroncine di pasta con i bordi seghettati, e ogni famiglia custodisce il proprio modo di preparare le cartellate, che spesso cambia da persona a persona e si tramanda come una ricetta da custodire gelosamente.
Possono essere passate nel vin cotto, o nel miele, oppure mangiate semplicemente cotte o con un po’ di sale sopra.
La preparazione necessita di molta cura per questo dolce di origine greca, arrivato in Puglia grazie agli spagnoli e agli arabi. Dopo averle fritte fino a doratura occorre far bollire il vin cotto o il miele, e trasferitevi un po’ per volta le cartellate, facendo in modo che si impregnino bene. Quando tornano a galla, occorre scolarle e disporle su un largo piatto da portata, a strati.
A questo punto interviene la fantasia del cuoco perchè si possono spolverizzare con cannella o zucchero a velo.

Le cartellate vengono preparate soprattutto nel Salento, come accade a Morciano di Leuca:
questa è una città molto interessante per quanto riguarda lo sviluppo turistico nell’ambito delle coste mediterranee. C’è da dire che però è ancora in crescita e capita molto spesso di trovarsi di fronte uno scenario che ne fa apprezzare anche la parte selvaggia, e le antiche tradizioni, come appunto questi dolci tipici.

Le pittole pugliesi costituiscono il piatto più preparato durante il periodo natalizio in Puglia.
Tradizione vuole che le pettole siano mangiate appena fritte, calde e fragranti. Possono essere accompagnate da un buon vin cotto o miele.
All’impasto di farina, levito e sale possono essere aggiunti altri ingredienti per insaporire le pittule: baccalà, cavolfiore bollito, un misto di olive nere snocciolate con acciughe, cipollotti e pomodorini .
Una variante sono le pittole dolci, quando nella pasta per pittole già lievitata e pronta per essere fritta, si aggiungono pinoli e uvetta. Spesso si aggiunge invece la buccia grattugiata di un limone
e di un mandarino.
Alla fine della cottura una cosa è importante: il miele non si cosparge sulle pittule, ma le stesse si intingono nel miele.
Aggiungere al impasto delle pittule delle patate dolci , è tipico dei comuni della Grecìa salentina, paesi dalle antiche tradizioni e dal gran fascino archeologico, storico e artistico, caratterizzati da
una grande vivacità culturale. Molti turisti scelgono la Grecia Salentina soprattutto per le tradizioni della Pizzica e della taranta, altri soprattutto per le prelibatezze culinarie.

Il prosciutto: come si conserva

March 1, 2011 by · Leave a Comment
Filed under: Carne, Marchi di qualità 

Il prosciutto è un alimento gustoso e genuino ma sapete quali sono le modalità corrette per conservarne le caratteristiche? Il prosciutto intero va tenuto al fresco, possibilmente in cantina. Dopo il taglio , la parte va protetta con un foglio di alluminio o di semplice carta per alimenti. Se invece lo avete acquistato già affettato, si deve conservare in frigorifero, ma prima di servirlo va tolto in anticipo, perchè per gustarne appieno profumo e sapore è meglio che sia a temperatura ambiente.

Comunque va consumato entro un paio di giorni dall’acquisto perchè è particolarmente deperibile e perde rapidamentw gusto ed aroma.

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