Archivio mensile:giugno 2016

Menù per un cenone di capodanno perfetto

La notte di San Silvestro è tra le più attese non fosse altro che per la possibilità di festeggiare e concedersi qualche vizio o qualche lusso straordinari. Festeggiare un capodanno a Roma, città d’arte per eccellenza, è di per sé un lusso, un momento da suggellare anche con un’esperienza gastronomica a cavallo tra la tradizione e l’innovazione, il fasto e l’eleganza. Non c’è capodanno Roma che si rispetti senza il cenone con il giusto mix di pietanze tradizionali e qualcosa di più “esotico” e stravagante.

Idee per il cenone di capodanno

Che lo si prepari da sé decidendo di trascorrere l’ultimo dell’anno ai fornelli, oppure in un ristorante che, magari, offre anche un bello spettacolo pirotecnico a fine cena o metta a disposizione dei suoi clienti le suggestive lanterne di carta giapponesi da lasciar librare nella fredda aria dicembrina, legandovi un desiderio o un buon auspicio per l’anno nuovo, il cenone di capodanno deve essere sontuoso.

Quindi, via libera a un menù misto di carne e pesce a cominciare dal classico antipasto mari e monti, con un ricco tagliere di salumi e formaggi, polpette di carne, riso, patate, insalata di tonno, olive e funghi sott’olio, calamari fritti e polpette di pesce. Concedersi a capodanno qualcosa di più rispetto alla dieta normalmente seguita è un peccato di gola veniale, l’importante sono le porzioni. Basta non esagerare e prendersi la libertà di assaggiare un po’ di tutto, con buona pace del proprio nutrizionista o del medico.

Il tema mari e monti può continuare a dominare anche il mood delle portate successive: un assaggio di due primi. Per i monti si può indugiare sui classici cannelloni ripieni oppure provare in alternativa i succulenti tortelloni al forno. Il primo di mare non può prescindere dalle classiche linguine allo scoglio con profluvio di astici e aragoste oppure delle semplici, intramontabili ma raffinate farfalle al salmone.

Un anno nuovo in cui conquistarsi mari e monti deve essere auspicato anche con dei secondi piatti misti e c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma degli accostamenti di gusti molto apprezzabili al palato sono il filetto di vitello con contorno di patate da accostare al un secondo assaggio di filetto di merluzzo in crosta e contorno di insalata. In alternativa si possono accostare il pollo al forno con patate con una seconda portata di grigliata mista di pesce (gamberi, calamari, pesce spada, tonno). O, infine, una grigliata di carne da accostare ad una portata di cozze gratinate.

Immancabile allo scoccare della mezzanotte il ben augurante piatto di cotechino e lenticchie. Tra una portata e l’altra ci si può “pulire” la bocca con qualche acino di uva o chicchi di melograno, sempre ben auguranti.

Il pasto non può non concludersi con un dolce, dal tipico pandoro o panettone a seconda dei gusti, oppure il tradizionale tiramisù (il dolce più amato dagli italiani) o anche una golosa porzione di profiterole.

Tutto il pasto deve essere sapientemente innaffiato da vini eccellenti e solleticanti bollicine che contribuiscono anche a preparare lo stomaco alla digestione, in fondo la notte di San Silvestro arriva una volta l’anno.

Tendenze food per i matrimoni nel 2016

Ci sono due cose di cui tutti gli invitati ad un matrimonio immancabilmente si ricordano. Il vestito della sposa ed il cibo. Soprattutto noi italiani per cui il cibo è un dogma.

Il fotografo di matrimonio Udine Mayda Mason che ha immortalato tanti matrimoni e tanti banchetti ed è sempre molto attenda alle tendenze wedding, ci spiegherà quali sono gli ultimi trend in fatto di cibo ai matrimoni.

 

In Italia i pranzi con banchetti faraonici che si trasformano in tremende odissee digestive, sono sempre di più malvisti. Meglio optare per un menu più semplice e leggero che non tenga gli invitati incollati al tavolo per ore.

Parte integrante del banchetto ovviamente l’aperitivo di benvenuto. Che includa finger food ed alcuni aperitivi alcolici ed analcolici per i più piccoli. Durante l’aperitivo sempre molto apprezzati, i cooking show con lo chef all’opera. Una cosa semplice ma che fa “intrattenimento”. Ovviamente se all’aperto, l’apertivo andrà servito sotto a degli appositi gazebo o ombrelloni.

 

Fondamentale poi pensare alle esigenze alimentari di tutti. Per questo motivo già a partire dalla raccolta delle partecipazioni al banchetto sarà fondamentale, individuare gli invitati che hanno esigenze  alimentari. Pensiamo a vegetariani, vegani o celiaci. Per tutte e tre le categorie è opportuno far predisporre un menu ad hoc, anche considerando che i ristoranti specializzati in matrimoni, sono sempre più preparati in questo senso.

 

Anche se il banchetto è stato lauto una cosa che non manca mai in un banchetto di nozze è la torta nuziale. Le spose più in, la vogliono in cake design, quasi fosse un’opera d’arte. Il cake design anche se spettacolare, fa lievitare i costi della torta e non sempre piace ai palati italiani. Meglio optare una torta realizzate secondo la classica, ma deliziosa, tradizione pasticcera italiana magari con un tocco di modernità e freschezza come la frutta fresca o il pan di Spagna a vista.

 

Alla torta nuziale può essere affiancato il cosiddetto buffet di dolci con mini assaggi di dolci al cucchiaio, macedonie e gelato. Per chi invece volesse rimanere sull’essenziale è sempre possibile optare per la confettata con a disposizione degli invitati, i classici coni portaconfetti, affinchè ognuno possa portasi a casa un gustoso ricordo del matrimonio.

 

Infine per concludere bene i festeggiamenti, magari al momento del party finale è sempre molto gettonato l’open bar, in cui gli ospiti possono realizzarsi autonomamente i propri cocktail e long drink. Il cocktail principe per un matrimonio estivo? Ovviamente il fresco mojto.

Non solo sushi: gli altri piatti tipici della cucina giapponese

Si scrive cucina giapponese e, di solito, si legge sushi e sashimi. Almeno questo è quello che pensano in molti. Come se i giapponesi mangiassero pesce crudo tutti i giorni e niente altro. Invece non è così, sebbene il pesce resti uno degli ingredienti fondamentali della cucina nipponica. Sono moltissimi i piatti tipici della tradizione culinaria giapponese e, se siete appassionati, vi consigliamo di assaggiarli per avere una panoramica completa.

Partendo dai primi piatti possiamo presentare i soba e gli udon, spaghetti fini di grano saraceno nel primo caso e spaghetti grossi di farina di grano i secondi. Entrambi possono essere serviti asciutti o conditi con verdure e gamberi e sono, in qualche modo, paragonabili, ai nostri piatti di pasta.

L’altro piatto tipico è l’Okonomiyaki, simile alla nostra pizza. Si tratta di una grande “frittata” dentro la quale si può mettere quello che si desidera. L’impasto di base è composto da farina, acqua e cavolo e viene cotto sopra una speciale piastra che nei ristoranti più tradizionali si trova posizionata sul tavolo dei clienti, in modo che loro stessi possano aggiungere gli ingredienti che preferiscono

Il Sukiyaki è, invece, il tipico piatto di carne, a base di fette di manzo molto sottili cotte in un brodo di soia, zucchero e sakè. Anche questo piatto è, solitamente, preparato direttamente al tavolo e viene servito con verdure come porri, cipolla, cavolo cinese e rape. 

In ultimo possiamo parlare del Misoshiru, una zuppa fatta di miso, una pasta di soia fermentata che ha svariati usi nella cucina moderna nipponica, e dashi, tipico brodo giapponese di pesce.

E queste sono solo alcune delle tante proposte che oggi è possibile gustare in un buon ristorante giapponese. Le Colonne di S. Lorenzo, l’antica costruzione medievale posta nel quartiere Ticinese, sono uno dei punti strategici preferiti per ritrovarsi a Milano alla sera: la zona è, infatti, piena di locali e ristoranti, a due passi dal centro e vicino ai Navigli ed offre ogni tipo di svago per una serata all’insegna del divertimento nella capitale meneghina. 

Birra bionda: 8 bottiglie da provare su Cantinadellabirra.it

Quando parliamo di “birra bionda” non parliamo di uno stile, di una ricetta ben precisa, ma del colore luminoso, caldo, dorato di prodotti diversi. Tutto dipende dal tipo di malto impiegato e dal suo grado di torrefazione, oltre che dalla sua essiccazione a basse temperature.

 

Una “birra bionda” potrebbe essere una lager, alcune ipa (India Pale Ale), alcune ale, una pils, le birre d’abbazia, le tripel ma persino certe trappiste. Insomma, un mondo tutto da scoprire e da assaporare a partire da 10 bottiglie da provare assolutamente e che potete trovare su Cantinadellabirra.it.

 

Iniziamo da Sunnyside del birrificio di latina Eastside Brewing. È una delle novità del famoso portale ed è una ipa dal colore dorato e gusto prevalentemente amaro. Il profumo è fresco, con note intense di aghi di pino, pompelmo e frutta tropicale. Al palato si presenta agrumata, con finale amaro e persistente.

 

Altra ipa da assaggiare se siete alla ricerca di una buona birra bionda è la Biale del birrificio polacco Artezan. In questo caso abbiamo un prodotto meno alcolico (5,6% rispetto al 7% della Sunnyside) e dal sapore molto particolare. La Biale infatti nasce da un incrocio tra due stili di birra molto in voga al momento: l’India Pale Ale e la blanche. Del primo prende il gusto luppolato, mentre del secondo si riconoscono i sentori di arancia, frumento, coriandolo.

 

Torniamo ora in Italia e assaporiamo la Perfect Circle del CR/AK Brewery della provincia di Padova. Ecco un’altra birra bionda da scoprire e bere fino all’ultimo sorso! È un prodotto ben equilibrato: i luppoli si mescolano allo sciroppo d’agave azul creando… il cerchio perfetto. Il profumo è caratterizzato da note erbacee e agrumate.

 

Erbacea e altamente beverina è la romagnola Gradisca, famosa e amata etichetta del birrificio Amarcord. Si tratta di una premium Lager, dal colore biondo e gusto prevalentemente dolce. Al naso sentirete il profumo del fieno mentre in bocca prevarrà quello balsamico che ricorda il miele d’eucalipto.

 

Birra bionda è anche l’American Weizen che, a dispetto del nome, viene dal birrificio polacco Birbant. È un prodotto in stile hefeweizen ma con l’aggiunta di luppolo americano, dal colore dorato intenso e profumi caratteristici che ricordano la banana, il lievito ma anche gli agrumi. Il retrogusto è amaro e persistente.

 

Altra hefeweizen interessante è la Est del birrificio friulano Gjulia, dal colore giallo con riflessi agrumati. È una birra complessa, creata miscelando malti d’orzo e frumento e fatta infine rifermentare e affinare in bottiglia. Consiglio: provatela con i formaggi erborinati e quelli mediamente stagionati.

 

Nella nostra top ten per la categoria “birra bionda” del portale Cantinadellabirra.it non può mancare un’altra perla italiana. Viene da Varese, dal birrificio Extraomnes e si chiama semplicemente Blond. Stiamo parlando di una Belgian Ale profumata, con alcune note speziate e altre che ricordano l’aroma del bergamotto e del pompelmo. È una bionda estremamente dissetante, gusto equilibrato con finale amaro.

 

Dalla Lombardia arriva pure la famosa Montestella del birrificio Lambrate. È una birra leggera, fresca, dal colore giallo dorato. Si tratta di una pilsner prodotta con diverse varietà di luppolo tedesco che dona quel gusto amaro e secco tipico di questo stile.

 

Dall’Australia troviamo invece una bionda unica, una pils che nasce dalla collaborazione tra il birrificio Victory e la Nomad Brewing Company. Si chiama Secunda Pils e, grazie alla forte presenza di luppoli australiani, si caratterizza per aromi fruttati di arancia e pesca.

Concludiamo la nostra lista di 10 birre bionde da provare assolutamente su Cantinadellabirra.it con una specialità tedesca, la premium lager Prototyp del birrificio Kreativbrauerei Kehrwieder. Il colore dorato opaco, la bevibilità, l’aroma erbaceo e di frutti tropicali rendono questa birra bionda piacevole in ogni situazione e in ogni stagione.