Archivio della categoria: Agricoltura

I regali gastronomici apprezzati in qualsiasi periodo dell’anno

Natale è ormai passato da poco e come sempre la scelta del regalo ideale non è mai facile come si crede. Può capitare di non avere l’idea giusta o di essere incerti sui gusti della persona a cui fare il dono o perché magari la si conosce poco o perché non si vuole evitare di sbagliare o risultare ripetitivi.

Nessun problema, anche per risolvere problemi di questo tipo esistono i grandi classici per regali perfetti, che chiaramente sono indicati anche per Natale.

Un esempio in questo sono senso sono i vini pregiati e i tartufi di Acqualagna, due prodotti di altissima qualità che sorprenderanno chi li riceverà, è impossibile, infatti, che non siano graditi.

Si tratta di due capolavori del panorama enogastronomico italiano. Una buona bottiglia di vino, di un’ottima annata, è il regalo giusto per chi è amante di questa bevanda e non può che apprezzare di riceverla, ma anche per chi non è un grande esperto e ama sorseggiarlo durante i pasti o per un aperitivo. Esistono moltissime etichette tra cui scegliere, per trovare la cantina perfetta, che risponda ai gusti della persona a cui si farà il regalo, può essere d’aiuto essere seguiti da esperti del settore, che guideranno nella scelta ideale.

Anche i tartufi di Acqualagna sono un regalo pregiato che sarà sicuramente apprezzato dalla maggior parte delle persone.
Acqualagna, infatti, è una località che si trova sull’Appennino nelle Marche, famosa proprio per essere terra di tartufi molto pregiati e infatti meta degli amanti di questa pietanza. Dunque, se si vuole sorprendere qualcuno in queste feste, scegliere tra la varietà di questi prodotti sarà sicuramente una buona idea. C’è il tartufo bianco pregiato, per assaporare bene il suo gusto è assolutamente indicato mangiarlo a crudo, tagliandolo a scaglie sottili su un piatto caldo o, se lo si preferisce, grattuggiandolo su pasta come i tagliolini all’uovo. C’è poi il tartufo nero, questo, invece, può essere gustato a crudo ma anche lievemente cotto, da abbinare soprattutto alle carni. Esiste poi l’ampia gamma di specialità a base di tartufo, amatissime dagli amanti di questa pietanza intensa, si tratta di prodotti classici che hanno la variante di un sapore forte. C’è l’olio extravergine di oliva, ideale per condire le verdure, la salsa al tartufo nero o bianco e le tagliatelline al tartufo estivo, da cucinare all’olio o al burro per non perdere l’aroma, tutte cose che doneranno alla cucina un tocco unico.

Sono perfette ad esempio se si deve comporre una confezione regalo, si possono scegliere due buone bottiglie di vino e alcune specialità a base di tartufo, abbinando la giusta bottiglia per il sapore di quest’alimento. Solitamente le scatole con alimenti sono molto gradite, utili e buone, sono meglio, ad esempio, di qualcosa da indossare che può non piacere. Se si vuole avere la certezza di fare il regalo giusto, un buon vino pregiato con un pò di tartufo o un vasetto di salsa al suo sapore, non deluderanno la persona che lo riceverà.

Altamura: attesa la registrazione del marchio per le lenticchie

I numeri

9 aree di distribuzione su 19 nel disciplinare di produzione e circa 10mila ettari di terreno dedicati alla coltivazione: questi sono i numeri collegati alle lenticchie della zona fra la Basilicata e la Puglia.

 

La registrazione del marchio

È dello scorso novembre il riconoscimento della denominazione IGP delle lenticchie di Altamura da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. A seguire c’è stato il Consorzio di Tutela e Valorizzazione, in cui i legumi sono stati riconosciuti produzione di qualità della Basilicata, mentre si aspetta la registrazione del marchio da parte dell’Unione Europea.

 

Vendite

Sono ottime le aspettative nei confronti della vendita delle lenticchie, visto l’andamento positivo dei legumi, protagonisti del FAO 2016. I prodotti della Basilicata sono i due terzi della produzione totale della coltura legata alla storia, alla geografia e al territorio di questo tipo di lenticchie, già diffuse nelle grande distribuzione organizzata.

 

Altamura, la Basilicata e le lenticchie

La città pugliese è nota per la sua produzione di lino, lana e lenticchie: per questo, anche se queste provengono dalla Basilicata, è stato deciso di indicare Altamura come luogo di origine. Le lenticchie, che avevano subito una diminuzione per quello che riguarda le superfici coltivate, hanno ripreso terreno per merito del bando Programma di Sviluppo Rurale Basilicata 2014-2020. La lavorazione su sodo potrebbe svilupparsi, nonostante gli impedimenti causati da una pratica agronomica, detta cover crops, che prevede una copertura vegetale del terreno nelle stagioni fredde, ma supporta finanziariamente il primo regime di aiuto (la lavorazione su sodo, appunto).

 

Lenticchie e altri prodotti

Ora si deve procedere alla diffusione della comunicazione sulla qualità dei prodotti tipici della zona: oltre alle lenticchie, che hanno visto un aumento dei coltivatori negli ultimi anni, anche il pane di Matera e l’olio extravergine di oliva della Basilicata. Tradizione culinaria e culturale unite, insomma, il tutto con il coinvolgimento dei produttori e dei consorzi.

 

Collaborazione

Per il progetto di comunicazione e diffusione dei prodotti, sarà necessaria una collaborazione fra le istituzioni e le imprese agricole: si dovrà dare l’immagine di un territorio che riesce a valorizzare le tipicità locali. In questo modo si conosceranno le lenticchie, il pane e l’olio e se ne avrà, presumibilmente e auspicabilmente, un aumento delle vendite, per la felicità di produttori, istituzioni e, non ultimi, i consumatori.

 

Un certificato camerale per difendere lo zafferano

 

Poco più di quarant’anni fa nasceva in Abruzzo la Cooperativa Altopiano dei Navelli, grazie alla cura che una famiglia poneva alla raccolta e al trattamento dei fiori di zafferano.

Grazie a queste persone, che hanno continuato la loro attività nel corso degli anni, oggi la Cooperativa riunisce un centinaio di soci in una delle zone principali di produzione di zafferano.

 

Gli inizi

Nella zona dell’Altopiano dei Navelli, in provincia dell’Aquila, sembrava che agli inizi degli anni Settanta il destino dello zafferano, chiamato anche oro rosso per il suo costo elevato, fosse ormai segnato. Finché un coltivatore decise di prendere in mano la situazione, e i fiori, riavviando la produzione.

 

Ripresa

In un primo momento la cooperativa contava circa quaranta soci, che si erano riuniti per cercare di recuperare qualcosa dai bulbi avanzati da una precedente raccolta.

Dieci anni fa lo zafferano dell’Altopiano dei Navelli è stato definito prodotto DOP (Denominazione di Origine Protetta) e la sua produzione è difesa dal Consorzio per la Tutela dello zafferano dell’Aquila, regolarmente registrato presso la Camera di Commercio provinciale e la cui attività può quindi essere benissimo tracciata tramite una visura o certificato camerale.

 

Regole

La produzione dell’oro rosso DOP deve seguire una serie di norme, che dispongono il rispetto di determinate caratteristiche dal punto di vista della coltivazione, metodi di raccolta e tipi di bulbi da usare.

 

Diffusione

Oggi, dietro alla produzione di zafferano ci sono un centinaio di persone che lavorano in una zona che comprende circa venti comuni, arrivando ai confini di L’Aquila, che costituiscono buona parte dell’economia della zona. Oltre ai singoli soci, non sono da dimenticare i loro familiari, gli amici e i conoscenti che contribuiscono alla realizzazione del prodotto finito.

 

Lavoro di gruppo

È la raccolta durante l’autunno che richiede in particolare la collaborazione di più persone, un’incredibile forza lavoro che si concentra in un’unica giornata per mettere insieme e far essiccare i fiori, altrimenti la materia prima andrebbe sprecata.

Grazie alla partecipazione di tutti i componenti delle aziende di stampo familiare, la stima delle cento persone fatta prima va quindi evidentemente rivalutata.

 

Tocco femminile

Oltre che lavoro di gruppo, si tratta soprattutto di lavoro femminile. Sono infatti principalmente le donne a maneggiare i fiori, che richiedono un trattamento delicato, molta pazienza e dedizione.

Maltempo: consegna del latte e verdure

Maltempo: consegna del latte e verdure
Cervi e daini si avvicinano alle aziende agricole in cerca di cibo

L’ondata di maltempo con la straordinaria caduta della neve sulle strade sta ostacolando la raccolta e la distribuzione di prodotti deperibili come il latte e le verdure mentre il forte abbassamento della temperatura e il gelo mette a rischio le coltivazioni agricole se prolungato. E’ questo il primo bilancio degli effetti del maltempo nelle campagne tracciato dalla Coldiretti che sottolinea come in molte zone rurali per togliere dall’isolamento aziende, stalle, case e garantire la viabilità delle strade sono stati chiamati a intervenire in soccorso anche gli imprenditori agricoli con i trattori agricoli utilizzati come spalaneve e spargisale. La possibilità di utilizzare anche i mezzi meccanici agricoli messi a disposizione dagli imprenditori delle campagne ha garantito a migliaia di chilometri di strade – sostiene la Coldiretti – la viabilità e scongiurato il rischio di isolamento delle abitazioni soprattutto nelle aree interne e montane, grazie alla maggiore tempestività di intervento.

In molte zone sono stati annullati a causa dei problemi di viabilità i mercati degli agricoltori organizzati dalla Coldiretti per portare i prodotti agricoli nelle città durante le festività. A causa delle intense nevicate serre, strutture agricole e piante hanno ceduto sotto il peso della neve e in numerose contrade rurali e aziende agricole è stato necessario intervenire per garantire – evidenzia la Coldiretti – l’alimentazione degli animali e per liberare le strade per consentire la consegna delle verdure e del latte munto giornalmente nelle stalle alle industrie.


Numerose sono le segnalazioni di animali selvatici come cervi e daini che si sono avvicinati alle aziende agricole alla ricerca di cibo.

Il freddo intenso e prolungato non solo mette in pericolo verdure e ortaggi ma rischiano di essere colpite piante da frutto, oliveti e vigneti. Se la temperatura dovesse permanere a lungo di molti gradi sotto zero – continua la Coldiretti – sarebbe in grado di provocare una moria di alberi, come accadde nel 1985-86 con gli olivi toscani, umbri e abruzzesi, ma anche per i kiwi e per i vigneti del Centro-Nord.

Se l’auspico e per un rialzo delle temperature, la Coldiretti attraverso le proprie strutture territoriali sta monitorando la situazione per raccogliere le segnalazioni delle aziende agricole in difficoltà e predisporre interventi di sostegno.