Vendita torte online

December 15, 2011 by · Leave a Comment
Filed under: Dolci 


 

La passione per il dolce è un qualcosa che contraddistingue la maggior parte della nostra generazione. Sempre più persone si scoprono golose di dolce e, in questo senso, le torte sono quanto di più buono si possa offrire ad un buongustaio del dolce.

Comprare le torte è una pratica veramente diffusissima: compleanni, eventi di ogni tipo e matrimoni. E chi più ne abbia, più ne metta!

Ma una cosa che pochi pasticcieri fanno, oggigiorno, è dedicarsi alla vendita torte online, un’occasione di far conoscere i propri prodotti, le proprie opere d’arte in tutto il territorio nazionale. E non solo.

Se l’ecommerce di vendita torte riesce ad avere successo su internet, non ci sono limiti ragionando come bacino d’utenza. I clienti, poi, se si lavora bene vengono fidelizzati. E cosa meglio di clienti che apprezzano il tuo lavoro potrebbero darti motivazioni e forza per allargare la tua grande passione ed il tuo business?

Torte fredde, al cioccolato o con particolari sapori, tutto dovrebbe essere preparato e lavorato con la massima diligenza e professionalità; il mix della torta perfetta si ottiene solo con anni di esperienza alle spalle e mettendoci tanta, ma tanta passione.

Le persone apprezzano chi fa’ la differenza, in qualsiasi campo. E se un dolce è più saporito e bello di tutti gli altri, è ovvio che merita un’attenzione particolare sul mercato. Il lavoro, fatto bene, paga sempre. Parola di pasticciere.

Le cartellate e le Pittole Pugliesi

March 2, 2011 by · Leave a Comment
Filed under: Dolci 

Le cartellate, dolci presenti in Puglia fin dal XVI secolo, in dialetto pugliese vengono dette “Carteddate”, e vengono preparate soprattutto nel periodo natalizio.
Hanno la forma di coroncine di pasta con i bordi seghettati, e ogni famiglia custodisce il proprio modo di preparare le cartellate, che spesso cambia da persona a persona e si tramanda come una ricetta da custodire gelosamente.
Possono essere passate nel vin cotto, o nel miele, oppure mangiate semplicemente cotte o con un po’ di sale sopra.
La preparazione necessita di molta cura per questo dolce di origine greca, arrivato in Puglia grazie agli spagnoli e agli arabi. Dopo averle fritte fino a doratura occorre far bollire il vin cotto o il miele, e trasferitevi un po’ per volta le cartellate, facendo in modo che si impregnino bene. Quando tornano a galla, occorre scolarle e disporle su un largo piatto da portata, a strati.
A questo punto interviene la fantasia del cuoco perchè si possono spolverizzare con cannella o zucchero a velo.

Le cartellate vengono preparate soprattutto nel Salento, come accade a Morciano di Leuca:
questa è una città molto interessante per quanto riguarda lo sviluppo turistico nell’ambito delle coste mediterranee. C’è da dire che però è ancora in crescita e capita molto spesso di trovarsi di fronte uno scenario che ne fa apprezzare anche la parte selvaggia, e le antiche tradizioni, come appunto questi dolci tipici.

Le pittole pugliesi costituiscono il piatto più preparato durante il periodo natalizio in Puglia.
Tradizione vuole che le pettole siano mangiate appena fritte, calde e fragranti. Possono essere accompagnate da un buon vin cotto o miele.
All’impasto di farina, levito e sale possono essere aggiunti altri ingredienti per insaporire le pittule: baccalà, cavolfiore bollito, un misto di olive nere snocciolate con acciughe, cipollotti e pomodorini .
Una variante sono le pittole dolci, quando nella pasta per pittole già lievitata e pronta per essere fritta, si aggiungono pinoli e uvetta. Spesso si aggiunge invece la buccia grattugiata di un limone
e di un mandarino.
Alla fine della cottura una cosa è importante: il miele non si cosparge sulle pittule, ma le stesse si intingono nel miele.
Aggiungere al impasto delle pittule delle patate dolci , è tipico dei comuni della Grecìa salentina, paesi dalle antiche tradizioni e dal gran fascino archeologico, storico e artistico, caratterizzati da
una grande vivacità culturale. Molti turisti scelgono la Grecia Salentina soprattutto per le tradizioni della Pizzica e della taranta, altri soprattutto per le prelibatezze culinarie.

La pasticceria siciliana

December 4, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Dolci 

 

La pasticceria siciliana

La Sicilia è un territorio ricco di luoghi meravigliosi, il mare, il sole, le spiagge, ma una delle più importanti meraviglie siciliane è la sua tradizione dolciaria, che non ha forse eguali.

Ciò che infatti, al giorno d’oggi, rende famosa l’isola anche fuori dal territorio nazionale è la sua tradizione dolciaria. Il turista che va in vacanza in Sicilia, a quanto pare, alle spiagge di Cefalù, Taormina, Lampedusa, sembra prediligere gustare un cannolo siciliano con il suo dolcissimo ripieno di ricotta , la cassata, la frutta Martorana o dei pasticcini di mandorle, ora prodotti con le più moderne macchine impastatrici.
I siciliani hanno avuto da sempre una predilezione al consumo di dolci, tanto che in nessun’altra regione se n’è mai registrato un consumo così alto come in Sicilia tant’ è vero che quello della pasticceria sembra essere uno degli aspetti più antichi dell’ isola e come tale, alle spalle, presenta una storia ricca di segni e tradizione.
Secondo antiche fonti pare che il primo ambiente in cui nasce la tradizione dolciaria siciliana è la famiglia contadina. Toccava, infatti, alle donne, e senza i moderni sollevatori, in varie occasioni e ricorrenze preparare i dolci previsti per tali feste come, ad esempio, accadeva con la nascita del primogenito maschio che veniva festeggiata regalando trecce di zucca candita legata con un nastro rosso, un segno contro il malocchio.
Un’altra fonte di “ispirazione” dei dolci siciliani è l’ambiente monastico: molti dolci tipici siciliani, infatti, vennero per la prima volta inventati dalle monache di clausura siciliane, e si tramandavano di generazione in generazione fino ad arrivare ai giorni nostri.
Un altro segno importante nella tradizione dolciaria siciliana è stato lasciato dalla dominazione araba introducendo alcuni elementi, quali il pistacchio, la cannella e lo zucchero, di cui si fa largo uso nella preparazioni di molti dolci siciliani. Il miele, elemento fondamentale nella pasticceria araba, è stato in seguito sostituito dallo zucchero.


Il dolce più classico di derivazione araba è la cassata. Furono proprio gli arabi a importare la canna da zucchero, il limone, la mandorla, l’arancia amara. Con il barocco poi si aggiunsero anche i canditi.
La fonte di ispirazione dei dolci siciliani di più recente acquisizione, infine, riguarda la pasticceria importata in Sicilia dai pasticceri svizzeri che si trasferirono nell’isola all’inizio del secolo scorso introducendone la crema e la panna dando origine ai più famosi dolci siciliani che oggi sono conosciuti e diffusi in tutta Italia.

La pasticceria siciliana, dunque, è un mix di cultura e tradizione non soltanto locale ma di diversa provenienza. Non possono mancare i classici come “cannoli” e “cassate”: i tipici prodotti dell’arte siciliana, fatti principalmente con ricotta zucchero e canditi sono un vero dono per il palato. Di queste due ricette esistono infinite varianti.
Il cannolo è un dolce costituito da un involucro a forma tubolare di pasta fritta, farcito con un impasto di ricotta, zucchero, pistacchi, cioccolato e frutta candita. La storia narra che il cannolo acquisisce il suo nome dalla parola “canna”, ovvero “rubinetto” in siciliano. Da uno scherzo carnevalesco infatti, nato in un dimenticato monastero e successivamente propagato dalla pasticceria palermitana, si faceva uscire da un rubinetto invece dell’acqua, la crema di ricotta. Impossibile dimenticare poi la pasta di mandorle, ora creata grazie alle formatrici, per produrre un delicato impasto dolce, profumato dalle mandorle di Avola e sapientemente contrastato dall’uso di mandorle amare, ottimo per ottenere una bevanda fresca oppure per decorare i dolci.

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