La Grappa del Trentino protagonista “in casa” a Trento

Non poteva di certo mancare la Grappa del Trentino, uno dei distillati più importanti d’Italia conosciuto in tutto il mondo, alla 75esima edizione della Mostra dei Vini del Trentino, l’evento che si svolgerà dal 20 al 23 maggio a Trento. Al Castello del Buonconsiglio di Trento, simbolo della città, l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino sarà presente con uno stand istituzionale che raccoglierà ben 24 aziende associate. Nello stand dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, oltre a conoscere da vicino l’arte della distillazione in Trentino con la possibilità di degustazioni guidate sui vari prodotti in assaggio, saranno presenti oltre 40 diverse etichette tra cui circa 30 grappe cosiddette “giovani”, comprese quelle realizzate con monovitigni autoctoni (Teroldego, Nosiola, Marzemino), il vero vanto della grappa del Trentino. Inoltre oltre 10 grappe “invecchiate”.
«La Mostra dei Vini del Trentino – commenta il Presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – è un appuntamento importante a cui l’Istituto non può mancare perché mette insieme l’eccellenza enologica della nostra regione richiamando ogni anno migliaia di appassionati da tutta Italia e non solo». Un modo per incontrare i produttori nel loro territorio e offrire la possibilità di degustare, ma anche di scoprire le distillerie stesse con la possibilità di poter fissare delle visite in azienda.
La Grappa del Trentino è tra i distillati più antichi d’Italia. Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l’impiego del sistema trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, rende migliori profumi e aromi delle grappe.
Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia prima. L’ Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.
Fare la grappa
Fare la grappa in casa è molto pericoloso, oltre che illegale.
L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino torna sulla questione dopo i recenti fatti di cronacaGrappa “fai da te”: il no dell’Istituto di tutela grappa del Trentino
Il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli: «Non possiamo permettere a chiunque di mettere in circolazione dei prodotti che possono nuocere gravemente alla salute del consumatore». I produttori trentini: «Così si rovinano il lavoro e la tradizione centenaria dei nostri distillatori»
L’Istituto di Tutela della grappa del Trentino torna sulla questione della grappa fai da te in seguito ai recenti fatti di cronaca che hanno riguardato la denuncia di un cittadino di Monte Terlano (Tn) che distillava clandestinamente vinacce in quantità sicuramente non per uso personale. La questione riporta alla proposta di legge sulla grappa fatta in casa: 50 litri all’anno (250 bottiglie) da offrire agli amici o agli ospiti nel caso degli agriturismi. «Questo episodio conferma la pericolosità di questa proposta di legge – spiega Beppe Bertagnolli, presidente dell’Istituto di Tutela della grappa del Trentino – nei confronti della quale siamo stati fin da subito contrari sia come Istituto che come produttori di grappa; esiste già una legge che permette ad una azienda agricola, anche di piccole dimensioni, di ottenere il permesso per distillare fino a 300 litri per consumo interno il tutto in maniera controllata e legale. Permettere però a tutti di poterlo fare senza controllo sarebbe davvero un messaggio negativo, oltre che un rischio per la salute».
L’Istituto ribadisce anche la pericolosità della grappa “fai da te” nei confronti del consumatore. «Come Istituto – continua Bertagnolli – abbiamo portato avanti in questi anni una vera e propria campagna contro l’abuso dell’alcol promovendo prodotti di qualità quali quelli riconosciuti dall’Istituto che mensilmente applica dei rigidi controlli sanitari sulle aziende produttrici e di qualità sul prodotto che finisce in bottiglia; legalizzare il fai da te sarebbe come disperdere tutto questo lavoro e mettere a rischio la salute del consumatore».
Se davvero il Ddl andasse avanti a rischio sarebbero anche molte delle piccole distillerie trentine. «Si perderebbe il senso di questo mestiere – chiude il presidente dell’Istituto – una professione che negli anni ha visto da parte dei nostri distillatori accrescere gli investimenti aziendali in nuove tecnologie pur restando fedeli ai principi della distillazione artigianale. E’ grazie a questo che siamo riusciti a portare la grappa a diventare sempre di più un prodotto ricercato per le proprie qualità organolettiche. Dare il via libera alla grappa fatta in casa sarebbe un clamoroso declassamento dell’immagine di questo prodotto dopo che, non senza difficoltà, siamo riusciti a conquistare il favore dei consumatori».
L’Istituto di tutela della grappa del Trentino ha come finalità quella di garantire al consumatore una qualità certificata dall’Istituto agrario di San Michele all’Adige, attraverso analisi di laboratorio, e dalla Camera di Commercio di Trento, presso la quale è operante una Commissione per l’analisi organolettica. L’Istituto svolge un’azione di vigilanza sull’osservanza del regolamento di autodisciplina, recentemente aggiornato e sottoscritto dalla totalità dei distillatori, e promuove a livello locale e nazionale iniziative e studi atti a favorire il perfezionamento della produzione e l’incremento del consumo di Grappa trentina in Italia e all’estero.
La Grappa del Trentino alla conquista dei mercati del Centro – Sud
L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino sarà tra i protagonisti a Perugia di Acquavite Italia
Da venerdì 29 a domenica 31 gennaio le medaglie d’oro Anag protagoniste nello stand di degustazione dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. E domenica la grappa di Santa Massenza sarà protagonista su Rete Quattro nella puntata domenicale del programma Mela Verde.
Non poteva mancare la Grappa del Trentino, uno dei prodotti più importanti d’Italia, alla terza edizione di Acquavite Italia, l’evento che si svolgerà da venerdì 29 a domenica 31 gennaio presso la Rocca Paolina di Perugia, nel cuore dell’Umbria. Un appuntamento che metterà in mostra distillati provenienti da tutta Italia e dove quella del Trentino sarà tra le grappe più ricercate dagli appassionati. Nello stand dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino saranno presenti le grappe autoctone vincitrici della medaglia d’oro Anag nel 2009. Le distillerie Pezzi e Bertagnolli per la grappa di Teroldego; Pilzer con la Nosiola; Dalla Valle e Vettorazzi per il Pinot Nero; Pisoni con la grappa di Moscato. Inoltre saranno presenti le distillerie Marzadro, Segnana e Giovanni Poli per la medaglia d’oro nella categoria invecchiate.
«Quello del Centro – Sud è un mercato per noi in divenire – commenta il Presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – in cui sicuramente tanto abbiamo fatto in questi ultimi anni, ma tanto ancora c’è da fare e per questo è per noi importante essere presenti in occasioni come questa dove non solo ci possiamo far conoscere ad un pubblico nuovo, ma anche mettere il nostro prodotto a confronto con gli altri d’ Italia». Secondo recenti dati il Nord Ovest e il Nord Est contano rispettivamente per il 36 e 34 per cento dei consumi nazionali di grappa mentre il Centro (Sardegna inclusa) vale il 20% ed il Sud con le sue isole il 10%. Il dato sarebbe tuttavia in crescita.
La Grappa del Trentino è tra i distillati più antichi d’Italia. Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l’impiego del sistema trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, rende migliori profumi e aromi delle grappe.
Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.
