Le dieci Fontine Dop finaliste del Concorso Fontina d’alpage 2009

November 18, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Formaggio, gusto, Premi 

 

Le dieci Fontine Dop finaliste del Concorso Fontina d’alpage 2009

L’Assessorato dell’ agricoltura e risorse naturali rende noti i nomi dei produttori delle dieci Fontine Dop finaliste del Concorso Fontina d’alpage 2009, organizzato dall’Assessorato per valorizzare le migliori Fontine prodotte in alpeggio durante l’estate scorsa e per dare visibilità ai prodotti di eccellenza della nostra regione.

Le Fontine sono state selezionate nel corso di due settimane di degustazioni, alle quali hanno preso parte esponenti del mondo lattiero-caseario valdostano, ristoratori, albergatori, commercianti, giornalisti, opinion leader e possessori del contrassegno di qualità Saveurs du Val d’Aoste, oltre ai tecnici dell’Assessorato che ne hanno coordinato lo svolgimento e al presidente della giuria, il noto giornalista enogastronomico Paolo Massobrio.


Questi i finalisti:
Rinaldo Petitjacques, alpeggio Les Barmettes di La Thuile, fascera 24
Sandro Bonin, alpeggio Grimaudet di Gressan, fascera 117
Rosella Frachey, alpeggio l’Arp-Vieille di Valgrisenche, fascera 124
Andrea Clusaz, alpeggio Beaurègne di Arvier, fascera 129
Attilio Yeuilla, alpeggio Les Maisonnettes di Avise, fascera 173
Tiziana Cerise, alpeggio Barasson di Etroubles, fascera 212
Leo Bétemps, alpeggio La Léchère di Bionaz, fascera 221
Irene Abram, alpeggio Berovard di Ollomont, fascera 243
Rino Favre, alpeggio Larveusse di Doues, fascera 252
Caseificio Agricole Valgrisenche di Valgrisenche, fascera 750

La cerimonia di premiazione, durante la quale saranno annunciati i nomi dei primi tre classificati del Concorso Fontina d’alpage 2009, si svolgerà domenica 22 novembre prossimo in concomitanza con la premiazione della Finale delle Batailles de reines, per rimarcare il valore della complementarietà e dell’unitarietà del mondo agricolo valdostano in tutte le sue espressioni.

 

 

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Un italiano su cinque pranza con cibo da casa

October 29, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Cibo, gusto, lavoro, Ricerche e studi 

 

Un italiano su cinque pranza con cibo da casa

Il fatto che quasi un italiano su 5 (16,4 %) preferisca portarsi il cibo da casa per la pausa pranzo sul lavoro è anche il risultato di una maggiore attenzione alla qualità del cibo consumato, come conferma il boom delle insalate pronte il cui consumo è triplicato negli ultimi dieci anni.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati della ricerca realizzata dal Progetto Food, iniziativa promossa da Accor Services in collaborazione con l’Unione Europea dalla quale emerge che i lavoratori italiani nella pausa pranzo si recano al ristorante o in pizzeria (25,8%), al bar tavola calda (18,1%) o, se c’è, alla tradizionale mensa aziendale (35,8%) mentre al fast food ci va appena il 2,7 % contro l’1,6 % dei ristoranti etnici.

Le verdure pronte per l’uso sono acquistate da un italiano su due per una spesa complessiva che ha raggiunto – sottolinea la Coldiretti – i 700 milioni di euro all’anno e una quantità complessiva di oltre 90 milioni di chili. Con un chilo e mezzo per persona di verdure già pronte acquistate all’anno, si tratta del comparto più dinamico dell’agroalimentare tradizionale favorito – sostiene la Coldiretti – dal bisogno crescente dei cittadini di non rinunciare a cibi salutari.


La sconfitta del fast food a vantaggio di una alimentazione più tradizionale in mensa, al ristorante o portata da casa è confermata anche dal recente sondaggio Coldiretti/Swg secondo il quale una maggioranza assoluta del 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali che battono nettamente le grandi marche, le quali si fermano al 12 per cento. Secondo l’indagine – conclude la Coldiretti – per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo.

 

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Tolleranza zero sul falso Prosciutto di Parma

October 18, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Cibo, gusto 

 

Tolleranza zero sul falso Prosciutto di Parma

 

Tolleranza zero nei confronti della contraffazione degli alimenti come il prosciutto di Parma che rappresenta un simbolo dell’agroalimentare Made in Italy. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’operazione dei Carabinieri dei Nas di Parma che hanno scoperto tre tonnellate di prosciutti di provenienza incerta marchiati con il simbolo del Crudo di Parma in un deposito di Varano de’ Melegari, nella provincia parmense.

La smercio di prodotti falsificati, che spesso non rispettano neanche i necessari requisiti sanitari, soprattutto nel caso dei simboli dell’agroalimentare italiano assume un valore che – continua la Coldiretti – va ben al di la della situazione specifica e va per questo combattuto con decisione. Si tratta di un doppio inganno a danno dei consumatori e degli allevatori impegnati nel garantire la qualità di un prodotto unico ed inimitabile.

 

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