Concorso Oleario Internazionale Armonia

Sono aperte le iscrizioni al Concorso Oleario Internazionale Armonia, divenuto per i produttori internazionali di olio extra vergine di oliva d’eccellenza uno tra gli appuntamenti annuali più importanti.
Saranno premiati con il “Trofeo Alma” gli oli provenienti dai due emisferi che si saranno aggiudicati il Primo ed il Secondo posto nelle categorie fruttato Delicato- Medio- Intenso e con il “Diploma di Gran Menzione”, i primi 10 classificati successivi al secondo di ogni singola categoria.
Gli oli vincitori potranno partecipare di diritto all’Elaioteca Internazionale ed entrare a far parte del Circuito dei Ristoranti Internazionali dell’Olio che coinvolge la ristorazione di alto livello e quella delle grandi catene alberghiere aderenti e dislocate tra New York, Toronto, Montreal, Heidelberg, Tokyo, Sao Paulo do Brasil, Rio de Janeiro, Seoul, Sydney e Singapore.
Saranno inoltre premiati i 3 oli con la migliore composizione chimica provenienti da ciascun emisfero, più cinque Gran Menzioni e uno Speciale Riconoscimento sarà assegnato per l’impatto comunicativo del design del contenitore l’immagine grafica delle etichette ed il packaging.

Scadenza iscrizioni: 12 Febbraio 2012
Per informazioni:
Segreteria del Concorso Oleario Internazionale “Armonia”
via Nursina 2, 06049 SPOLETO (Perugia) Italy
Ph. + 39 011 19567218
Mob. + 39 347 49 13 924 +39 338 53 94 663 – Fax +39 0743 778608
e-mail: info@oliveoilagency.org
web: www.oliveoilagency.org
Vinitaly: Olio italiano verso mercati cinesi e russi

Cinesi e Russi insieme presso lo stand della Confagricoltura per
imparare a conoscere e degustare l’ olio. Si è svolta a Verona presso
lo stand della Confagricoltura al Vinitaly-Sol una degustazione di oli
di oliva di qualità guidata dal capo panel Alissa Mattei per favorire
un primo contatto di giornalisti provenienti da Cina e Russia con il
mondo dell’ olio e con il made in Italy.
La degustazione è stata organizzata dal Consorzio extravergine di
qualità (Ceq), a cui Confagricoltura aderisce, per le due delegazioni
di giornalisti cinesi e russi in visita al Vinitaly-Sol, nell’ambito
del programma di promozione comunitaria dell’olio d’oliva nei Paesi
terzi. Dopo l’introduzione del presidente del Consorzio Elia
Fiorillo, i giornalisti stranieri sono stati accompagnati alla
scoperta delle caratteristiche e delle proprietà degli extravergini di
qualità da una presentazione tecnica del professor Riccardo Gucci.
La delegazione russa, composta da sole donne esperte nel settore
enogastronomico, ha appena terminato un tour di una settimana presso
le maggiori aziende associate al Ceq, mentre per i giornalisti cinesi
il viaggio comincia proprio dal Sol. Da qui partiranno alla volta di
Puglia, Umbria e Toscana per approfondire la loro conoscenza del
settore olivicolo.
Assaggiatori olio

VINITALY, CONFAGRICOLTURA: ASSAGGIATORI OLIO SEMPRE PIU’ ‘TESTIMONIAL’ DEL COMPARTO
Li chiamano ‘esperti dell’oro verde’. Una volta arrivavano direttamente dalle sommellerie, oggi l’assaggiatore d’olio è una figura professionale specializzata, con tanto di ‘Elenco nazionale dei tecnici ed esperti degli olii di oliva extravergini e vergini’ tenuto presso il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e curato dalle Camere di Commercio. Una professione in crescita e, secondo Confagricoltura, sempre più centrale per la tutela e la valorizzazione delle produzioni oleicole del Paese. Per questo, in occasione del Sol di Veronafiere, Confagricoltura ha organizzato in tre tappe dei percorsi gustativi a tutto campo sull’olio, guidati da Alissa Mattei: “I sapori della terra e del mare” con un focus sugli oli delle Isole; “Le declinazioni del fruttato” con il confronto fra dolce, piccante e amaro; e “oli aromatici e dintorni” con un approfondimento sulle contaminazioni a base di erbe e spezie. (8-10 aprile).
Un patrimonio enorme, quello della olivicoltura italiana, con 900mila aziende, 6mila frantoi e quasi 10mila aziende agricole sul territorio che confezionano e vendono esclusivamente extra vergine con proprio marchio aziendale. E che ora necessitano – come è successo con il vino – di figure sempre più specializzate in grado di far conoscere le reali differenze gustative (e qualitative) tra prodotti di pregio e quelli industriali. A una domanda formativa in grande crescita negli ultimi anni ha fatto seguito un fiorire di percorsi legati alla professione. Crescono infatti i corsi – anche universitari o indetti dalle Regioni stesse – in tutto il Paese, cui deve seguire una formazione attraverso stage, sedute di assaggio e/o Panel per esercitare la professione e iscriversi all’elenco nazionale.
Sono nasi e palati finissimi: riscaldando tra le mani i bicchierini sono in grado di captare distintamente profumi volatili e caratteristiche sensoriali; ossigenando l’olio in bocca riescono ad interpretare le sensazioni (dolce, amaro, piccante) differenze organolettiche per poi associarle alle diverse varietà diffuse in tutto il Paese. Una scienza esatta, più che sensazioni soggettive: la degustazione si avvale infatti di regole precise, affidate metodo di valutazione voluto dall’Unione Europea (Reg. Cee n. 2568/91 e Reg. Ce n.796/2002) e dal COI (Consiglio Oleicolo Internazionale).
Ma l’attività non si ferma solamente all’analisi sensoriale del prodotto; interviene su tutta filiera. Alla sapienza di questi professionisti è affidata la qualità e il gusto del Made in Italy che esportiamo nel mondo: sono proprio le commissioni di degustazione delle Camere di Commercio a certificare la qualità dell’olio, classificarlo merceologicamente (ad esempio indicando se il disciplinare di produzione viene rispettato) e a esercitare la funzione di controllo che il mercato richiede. La funzione viene svolta attraverso il ‘Panel Test’ – una commissione che va dagli 8 ai 12 assaggiatori riconosciuta dal ministero dell’Agricoltura e dal COI – che ne giudicherà caratteristiche ma soprattutto le qualità per essere considerato extravergine.
Altra opportunità è la consulenza aziendale: figure professionali con competenze specifiche, in grado di ridurre i punti critici della filiera e migliorare la qualità dell’olio. Un ‘total quality supervisor’ che abbraccia tutte le fasi della lavorazione: dall’assistenza tecnica alle fasi produttive aziendali; dalla raccolta alle fasi industriali di trasformazione delle olive e di conservazione dell’olio.
Olio extravergine toscano
Presentato a palazzo Strozzi Sacrati un ricettario di dieci ‘maghi’ della cucina
Quando il piatto si fa buono, ci vuole l’ extravergine toscano
L’iniziativa del Consorzio di tutela per promuovere l’olio certificato nella ristorazione
Dove la scelta dell’ olio diventa determinante per la riuscita del piatto, l’ extravergine di oliva Toscano Igp (Indicazione geografica protetta) viene utilizzato in modo davvero versatile e fa la differenza: anche nelle ricette di alta cucina.
Lo dimostra una brochure voluta dal Consorzio per la Tutela dell’Olio Toscano e presentata questa mattina in “sala Pegaso” della Regione Toscana con l’intervento del presidente Claudio Martini e dei vertici del consorzio guidati dal presidente Fabrizio Filippi. Dieci tra i più rappresentativi cuochi italiani, insieme ad Alma (la scuola internazionale di cucina italiana) e a Toscana Promozione, riuniscono le loro ricette dimostrando come puntare sulla qualità sia la soluzione migliore e vincente. Con l’extravergine toscano Igp si arricchisce, ad esempio, il sapore del manzo chianino o della triglia in crema di ceci, quello dei ravioli a base di ananas o dei fusilli al farro; con l’extravergine Igp delle colline toscane si guarnisce, addirittura, “l’idea del tiramisù” o il sorbetto al cioccolato; si dà gusto agli scampi affumicati e al merluzzo, all’astice blu e al rosso di rapa. Con questa iniziativa il Consorzio punta a incrementare l’utilizzo dell’extravergine toscano Igp nella ristorazione, visto che attualmente questo settore si dimostra ancora insensibile al prodotto certificato: solo il 5 per cento, infatti, dell’Igp toscano viene acquistato dai ristoranti. Il resto si divide tra la vendita diretta dei produttori (20 per cento) e quella attraverso la grande distribuzione (70 per cento).
I dieci maghi della cucina sono (fra parentesi il ristorante): Alessandro Breda (Gellius, Oderzo), Flavio Costa (Arco Antico, Savona), Daniel Facen (Anteprima ai Santi, Chiuduno di Bergamo), Fabrizio Ferrari (Roof Garden hotel San Marco, Bergamo), Antonia Klugmann (Antico Foledor Conte Lovaria, Pavia di Udine), Giancarlo Perpellini (Perpellini, Isola Rizza di Verona), Marco Sacco (Piccolo Lago, Verbania Fondotoce), Silvio Salmoiraghi (Acquerello, Fagnano Olona di Varese), Gaetano Trovato (Arnolfo, Colle Val d’Elsa), Matteo Vigotti (Novecento, Meina di Novara).
Nel corso dell’incontro è stato anche presentato, diviso per singole province, l’elenco dei confezionatori aderenti al consorzio che, fondato nel 1997, ha lo scopo di promuovere l’olio extravergine d’oliva prodotto nella regione Toscana. E’ dell’anno successivo il disciplinare di produzione che, concedendo l’Indicazione geografica protetta (Igp), obbliga a rispettare determinati parametri chimici e organolettici oltre che a limitare all’interno della Toscana tutte le fasi di produzione dell’olio, dalla raccolta al confezionamento del prodotto finale. Nello spazio “tracciabilità” all’interno del sito consortile è anche possibile ripercorrere tutto il processo di filiera di ogni bottiglia di olio toscano: basta immettere la capacità della confezione in litri e il codice alfanumerico presente sul contrassegno. Secondo i dati forniti dal consorzio (aggiornati al 2 dicembre 2009) sono iscritti 11.049 soci (circa 770 le nuove adesioni nell’ultimo anno); provengono da tutte le province toscane e in grande maggioranza sono olivicoltori (ci sono anche 301 frantoi e 549 imbottigliatori). Quasi 7 milioni le piante iscritte per una produzione regionale di olio stimata in 16 milioni di kg. I produttori associati al consorzio rappresentato il 13% del totale dei produttori regionali e il 75% dei frantoi toscani (la loro produzione certificata oscilla fra il 17 e il 20% della produzione totale toscana). Al top delle province, con il 67,6% degli associati, si collocano quelle con i territori più naturalmente vocati (Grosseto, Firenze, Siena); seguono (con il 30,3%) Livorno, Arezzo, Pisa e Pistoia mentre il restante 2,1% è distribuito fra Lucca, Prato e Massa. Il consorzio per la tutela dell’olio extravergine toscano Igp rappresenta oltre il 40% di tutto l’olio a denominazione su scala nazionale. Il volume di affari al consumo è stimato (2008) in circa 47 milioni di euro (il 65% si indirizza sul mercato estero: Cina e Nord Europa le aree emergenti). Fra le attività del consorzio anche campagne di comunicazione.
