Pomodoro del piennolo, una prelibatezza vesuviana dal sapore inconfondibile!

Tra le varietà di pomodori più apprezzate in assoluto nel territorio nazionale, un posto privilegiato spetta sicuramente al saporitissimo pomodoro del piennolo. Da generazioni le famiglie vesuviane portano avanti questa fantastica tradizione che, ormai, ha fatto la storia di questa prelibatezza dal colore rosso vivo.
Il pomodoro del piennolo è un particolare tipo di pomodoro che ha ben saputo adattarsi alle coltivazioni su piccoli appezzamenti di terreno collocati ai piedi del mitico Vesuvio. Qui, come già detto, le famiglie locali sono state abilissime nel coltivare questa variante di pomodoro dal sapore dolce-acidulo ed inconfondibile, caratteristica dovuta alla particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali presi dal terreno vulcanico.
Il pomodoro del piennolo è così definito perché viene coltivato e conservato in “piennoli” (i famosi pendoli), legati ad un filo di canapa e tenuti a grappoli dopo la raccolta, generalmente fatta tra Luglio ed Agosto.
La particolarità di questi pomodori, dalla forma tondeggiante e dal peso che non supera in genere i venti grammi, sta’ nel fatto che è possibile farne un uso svariato, a seconda del piatto che si va’ a condire. Specialità tipiche campane che si sposano bene con i pomodori del piennolo sono infatti le bruschette, gli spaghetti, la pizza e i tanti piatti a base di pesce. Senza dimenticare le famosissime “bottiglie di pomodoro”, che le massaie sono solite conservare per avere sempre sottomano questo ingrediente delizioso.
Un ingrediente che sta’ alla base della famosissima dieta mediterranea e che, sempre più spesso, viene esportato oltreoceano, alla ricerca di sempre più palati da soddisfare e di un mercato orfano di sapori tradizionali e conservati naturalmente.
Prodotti tipici del Salento

Giunti a Maglie nel Salento si noterà subito che la cittadina è collocata in ottima posizione, sul declivio della collina, dove risplende sempre il sole e l’aria è fresca e salubre; qui ci si sentirà veramente accolti, pur nella piacevole confusione della festa di San Nicola. I festeggiamenti civili e religiosi animano il cuore di Maglie a Maggio. A Maglie il culto per il vescovo di Mira è molto diffuso per i poteri miracolosi attribuitigli dalla popolazione.
Il borgo non è completamente cinto da mura, ma è ben protetto da ponti e da muraglie di difesa.Vi è pure, sulla sommità del luogo, un castello semidistrutto del 1300, che guarda come una sentinella i piatti tipici che vengono serviti nei vari stend: orecchiette alle cime di rapa , laganelle con salsa alla Sangiovanniello, cozze gratinate alla pugliese, e polpi in umido.
Inoltre la sagra del vino che si tiene a gennaio a Villa Convento (Lecce), e gli ottimi taralli fragranti al pepe nero, delizieranno i palati dei visitatori che qui si recheranno per festeggiare Sant’Antonio Abate dove verrà accesa una grande “focara”. I taralli saranno ovviamente accompagnati dal vino e ci si potrà concedere squisite e saporite cenette con la famiglia o gli amici negli eleganti stand per gustare un morbido Salice Primofiore, un Primitivo, una Malvasia Nera, un Monaci.
A Nardò quel che maggiormente colpirà i turisti sarà la scelta di pietanze semplici ma raffinate, il giusto abbinamento dei vini, l’impeccabile servizio, per esaltare al massimo il sapore di ogni festa.
Il massimo della prelibatezza si raggiunge con il dolce dove la fantasia nelle varie preparazioni si arricchisce di zucchero come nella cotognata (mele con zucchero), nei mustaccioli alla cioccolata, nei biscottini detti tozzetti al sapore d’arancia. Durante la cosiddetta “Sagra della Zeppola”, a marzo, tantissimi banchetti saranno pronti per gustare le buonissime zeppole di tanti
maestri pasticceri neretini.
A Veglie, a 12 chilometri da Lecce, in aprile la sagra ti li mbruiatieddhri in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna dei Greci, si dedicheranno serate ai sapori della terra salentina. I mbruiatieddhri sono involtini gustosi preparati con fegatini e in ogni stand culinario
per tradizione si cerca, si sperimenta, si crea, unendo il tutto alle capacità e alla dote innata ed eccezionale dei cuochi, attenti e sensibili, con l’unico obiettivo di esaltare l’essenza dei sapori.
Si potrà approfittare per entrare a Veglie tra stradine strette, vicoli, gradini, cortili e le tipiche e deliziose piazzette. Passeggiare tra vie di Veglie e ammirare quelle casette farà viaggiare con la fantasia anche il più scettico dei turisti.
L’occasione della “sagra dei prodotti paesani” in onore della Madonna delle Grazie, nella piccola frazione di Tricase di Lecce, si potranno assaporare tantissime specialità salentine: sarà un modo anche per dedicarsi a sé stessi, fare un po’ di shopping: a Tricase si potranno trovare, oltre ai prodotti locali, e ai fantastici prodotti dell’artigianato, anche oggetti un contesto molto affascinante, iper moderno e con un pizzico di etnico.
Da non dimenticare le favolose Zucchine ripiene Pugliesi.
Mozzarelle blu made in Italy, interviene il Codacons

In merito alle mozzarelle blu il codacons denuncia la granarolo alle procure di Torino e Bologna e alla Corte dei Conti.
“Il quadro emerso dall’indagine della Procura di Torino è a dir poco inquietante, e ci impone un intervento a tutela dei consumatori’. Così Carlo Rienzi, Presidente Codacons, commenta la notizia delle “mozzarelle blu’ prodotte in Italia dalla nota azienda Granarolo, vicenda attualmente al vaglio del Procuratore Guariniello.
In base alle notizie emerse, sarebbero state individuate delle mozzarelle vendute in Italia e prodotte dalla Granarolo, contenenti il batterio Pseudomonas fluorescens, quello che determina l’anomala colorazione blu. L’azienda, infatti, acquisterebbe dalla società tedesca responsabile della scandalo alimentare, materiale per lavorare alcuni prodotti.
“Qualora fosse vera questa circostanza, e qualora i prodotti Granarolo non venissero realizzati esclusivamente con materie prime italiane, vi sarebbe un danno non solo per i consumatori, ma anche per l’economia nazionale. Infatti – spiega Rienzi – le pubblicità dell’azienda relative al “Latte Alta Qualità’, reperibili anche sul sito www.granarolo.it, parlano di “mucche italiane selezionate’, di “filiera garantita e controllata’ e di “latte garantito e certificato ogni giorno con controlli più numerosi e approfonditi di quelli di legge’.
Se ciò non corrispondesse al vero, e l’azienda utilizzasse anche latte proveniente da altri paesi, ci troveremmo di fronte ad un potenziale inganno per i consumatori italiani, con conseguenze negative anche per l’economia del paese, in relazione alla perdita di credibilità dei prodotti doc italiani e più in generale del made in Italy.
Per tali motivi il Codacons, attraverso il proprio dipartimento per il controllo delle pubblicità alimentari (COPALCONS) depositerà oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Torino e Bologna (città dove ha sede la Granarolo) e alla Corte dei Conti dell’ Emilia Romagna, chiedendo di verificare se una eventuale pubblicizzazione come italiani di prodotti realizzati anche con materie prime straniere possa configurare possibili reati come frode in commercio o truffa aggravata, e le responsabilità connesse, e di avviare una indagine per accertare possibili danni all’erario connessi alle esportazioni e al discredito per il “made in Italy’.
I prodotti tipici abruzzesi a Bruxelles

Rappresentanti della Nato hanno degustato i prodotti tipici abruzzesi, in occasione della Festa della Repubblica che si è celebrata ieri a Bruxelles. Presente anche l’associazione dei ristoratori della capitale belga. Lo ha reso noto l’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, che ha partecipato alla “Festa Italiana”, il tadizionale incontro promosso dal Comando della Rappresentanza militare italiana presso la Nato e l’Ue. Diverse migliaia di persone, in rappresentanza di 35 paesi hanno degustato i migliori prodotti tipici e della tradizione enogastronomica abruzzese nello stand allestito dall’Arssa in collaborazione con l’Assessorato. L’iniziativa ha avuto lo scopo di “promuovere l’immagine dell’Abruzzo nella comunità internazionale ai più alti livelli istituzionali, spendendo le peculiarità della nostra regione, ma anche di farci conoscere dai ristoratori di una importante capitale europea”, ha aggiunto Febbo. “L’evento ha avuto una grossa eco – ha aggiunto l’Assessore – sottolineata anche dalla presenza del generale dell’Aeronautica, Gian Piero Ristori, capo della Rappresentanza militare italiana, che ha osservato – riferisce ancora Febbo – come l’evento consenta di far conoscere ai colleghi delle altre nazioni il meglio che il nostro paese può offrire in campo gastronomico, culturale, turistico e industriale”. Quindi, l’assessore Febbo ha colto l’occasione per rinnovare al generale Ristori “il senso di profondo ringraziamento dell’Abruzzo nei confronti della comunità NATO che, dopo il tragico terremoto dell’Aquila, si fece, tra l’altro, promotrice di una raccolta di fondi in favore delle popolazioni aquilane.
