Prova del cuoco, Pentoline di patate, la ricetta

Ogni giorno vengono proposte tante ricette gustose e da preparare con una certa facilità, soprattutto grazie ai numerosi consigli dispensati nel corso della puntata.
Stiamo parlando del programma di punto di Raiuno, La Prova Del Cuoco . La bravissima padrona di casa Antonella Clerici, accompagnata da Anna Moroni e dai tanti ospiti e partecipanti della puntata, presenta ogni giorno manicaretti per ogni palato.
Oggi proponiamo la ricette delle “pentoline di patate”, proposta dalla signora Cesira di Olbia durante la puntata del 1 Dicembre 2011. Iniziamo dagli ingredienti:
-
250 g di farina 00
-
300 g di patate pasta gialla
-
350 g di polpa di maiale
-
100 g di olive snocciolate
-
4 uova sode
-
15 capperi
-
1 melanzana
-
1 cipolla grande
-
1 peperone
-
2 zucchine
-
200 g di piselli
-
1/2 bicchiere di vino bianco
-
olio di semi
Veniamo ora alla preparazione. Dovrete innanzitutto Lessare le patate, schiacciarle ed impastarle da calde con la farina, poi vanno fatte delle palle con questo impasto e friggerle finché non vengono a galla. Quando la palla si raffredda dovrete fare un buca al centro della stessa. Poi prendete una padella, mettete olio e cipolla tritata, scottate la carne in padella, salare e sfumare con vino bianco. A questo punto tagliate le verdure a cubetti e passatele in padella. Aggiungete capperi, olive ed uovo sodo. Infine riempite le patate con il composto ottenuto.
Non resta che assaggiare e gustarvi questa deliziosa pietanza oppure aspettare che in Cucina con Ale su Real Time, la concorrenza, pubblichi qualche ricetta alternativa.
Le zucchine ripiene di Puglia

Si dice che si può gustare un cibo anche sfogliando un libro, e infatti per promuovere la gastronomia numerose pubblicazioni dedicate ai diversi aspetti della cucina salentina, ai prodotti tipici d’eccellenza del territorio e all’evoluzione del gusto.
Non si possono certo elencare tutti i prodotti tipici e le ricette tradizionali della Puglia ma sicuramente si può narrare qualche curiosità su prodotti .
La Puglia fornisce oltre all’ olio extravergini DOP, anche grano, frutta ed ortaggi di ottima qualità;
a rammentare soprattutto l’uva da tavola e da vino, le mandorle, i lampascioni,e soprattutto le zucchine.
Dal grano pugliese si ricava la pasta, con acqua, farina bianca e sale; si otteine uno dei piatti più tipici della tradizione pugliese: le orecchiette , esportate in tutto il mondo che la fantasia dei
cuochi ha condito in mille modi.
Numerose sono le sagre nelle varie cittadine dedicate alle pettole natalizie, ai biscotti di mandorle con vino, alle preparazioni di fave e cicorie, alla burrata, alle stracciatelle, ai vini pugliesi.
Ma il piatto più caratteristico della Puglia può dirsi senz’altro quello delle zucchine: accompagnate da tacchino o involtini di pollo, inserite in uno strudel di pasta sfoglia con lo speck, in un condimento della pasta insieme al salmone…
Le zucchine ripiene rappresentano il piatto caratteristico pugliese per eccellenza. Si tratta in pratica di lessare le zucchine e tagliarle a metà e poi togliere la polpa. Alla polpa si deve aggiungere, oltre alle uova, del formaggio parmigiano, del pan grattato, del tonno, capperi e infine sugo di pomodoro. Questo composto viene usato per riempire le zucchine; dopo un ultima spolverata di parmigiano si mettono in forno per una trentina di minuti a 180°.
A dire il vero, in alcuni luoghi alla polpa si aggiunge un trito con prezzemolo, basilico, fiori di zucchina, ricotta (al posto delle uova), formaggio grattugiato e pan grattato; talvolta anche provola dolce pugliese a dadini, prima di mettere in forno.
Talvolta, in alcune ricette pugliesi, il piatto è a base di carne: alla salsiccia privata della pelle e fatta soffriggere, si aggiunge il Canestrato Pugliese grattugiato, il prezzemolo, un uovo e il
basilico; le zucchine vanno svuotate e riempite con questo composto e poi passate in forno; si servono con sopra una grattata di Canestrato Pugliese.
Olio extravergine toscano
Presentato a palazzo Strozzi Sacrati un ricettario di dieci ‘maghi’ della cucina
Quando il piatto si fa buono, ci vuole l’ extravergine toscano
L’iniziativa del Consorzio di tutela per promuovere l’olio certificato nella ristorazione
Dove la scelta dell’ olio diventa determinante per la riuscita del piatto, l’ extravergine di oliva Toscano Igp (Indicazione geografica protetta) viene utilizzato in modo davvero versatile e fa la differenza: anche nelle ricette di alta cucina.
Lo dimostra una brochure voluta dal Consorzio per la Tutela dell’Olio Toscano e presentata questa mattina in “sala Pegaso” della Regione Toscana con l’intervento del presidente Claudio Martini e dei vertici del consorzio guidati dal presidente Fabrizio Filippi. Dieci tra i più rappresentativi cuochi italiani, insieme ad Alma (la scuola internazionale di cucina italiana) e a Toscana Promozione, riuniscono le loro ricette dimostrando come puntare sulla qualità sia la soluzione migliore e vincente. Con l’extravergine toscano Igp si arricchisce, ad esempio, il sapore del manzo chianino o della triglia in crema di ceci, quello dei ravioli a base di ananas o dei fusilli al farro; con l’extravergine Igp delle colline toscane si guarnisce, addirittura, “l’idea del tiramisù” o il sorbetto al cioccolato; si dà gusto agli scampi affumicati e al merluzzo, all’astice blu e al rosso di rapa. Con questa iniziativa il Consorzio punta a incrementare l’utilizzo dell’extravergine toscano Igp nella ristorazione, visto che attualmente questo settore si dimostra ancora insensibile al prodotto certificato: solo il 5 per cento, infatti, dell’Igp toscano viene acquistato dai ristoranti. Il resto si divide tra la vendita diretta dei produttori (20 per cento) e quella attraverso la grande distribuzione (70 per cento).
I dieci maghi della cucina sono (fra parentesi il ristorante): Alessandro Breda (Gellius, Oderzo), Flavio Costa (Arco Antico, Savona), Daniel Facen (Anteprima ai Santi, Chiuduno di Bergamo), Fabrizio Ferrari (Roof Garden hotel San Marco, Bergamo), Antonia Klugmann (Antico Foledor Conte Lovaria, Pavia di Udine), Giancarlo Perpellini (Perpellini, Isola Rizza di Verona), Marco Sacco (Piccolo Lago, Verbania Fondotoce), Silvio Salmoiraghi (Acquerello, Fagnano Olona di Varese), Gaetano Trovato (Arnolfo, Colle Val d’Elsa), Matteo Vigotti (Novecento, Meina di Novara).
Nel corso dell’incontro è stato anche presentato, diviso per singole province, l’elenco dei confezionatori aderenti al consorzio che, fondato nel 1997, ha lo scopo di promuovere l’olio extravergine d’oliva prodotto nella regione Toscana. E’ dell’anno successivo il disciplinare di produzione che, concedendo l’Indicazione geografica protetta (Igp), obbliga a rispettare determinati parametri chimici e organolettici oltre che a limitare all’interno della Toscana tutte le fasi di produzione dell’olio, dalla raccolta al confezionamento del prodotto finale. Nello spazio “tracciabilità” all’interno del sito consortile è anche possibile ripercorrere tutto il processo di filiera di ogni bottiglia di olio toscano: basta immettere la capacità della confezione in litri e il codice alfanumerico presente sul contrassegno. Secondo i dati forniti dal consorzio (aggiornati al 2 dicembre 2009) sono iscritti 11.049 soci (circa 770 le nuove adesioni nell’ultimo anno); provengono da tutte le province toscane e in grande maggioranza sono olivicoltori (ci sono anche 301 frantoi e 549 imbottigliatori). Quasi 7 milioni le piante iscritte per una produzione regionale di olio stimata in 16 milioni di kg. I produttori associati al consorzio rappresentato il 13% del totale dei produttori regionali e il 75% dei frantoi toscani (la loro produzione certificata oscilla fra il 17 e il 20% della produzione totale toscana). Al top delle province, con il 67,6% degli associati, si collocano quelle con i territori più naturalmente vocati (Grosseto, Firenze, Siena); seguono (con il 30,3%) Livorno, Arezzo, Pisa e Pistoia mentre il restante 2,1% è distribuito fra Lucca, Prato e Massa. Il consorzio per la tutela dell’olio extravergine toscano Igp rappresenta oltre il 40% di tutto l’olio a denominazione su scala nazionale. Il volume di affari al consumo è stimato (2008) in circa 47 milioni di euro (il 65% si indirizza sul mercato estero: Cina e Nord Europa le aree emergenti). Fra le attività del consorzio anche campagne di comunicazione.
Gelo e neve: è boom per le zuppe a tavola
Gelo e neve: è boom per le zuppe a tavola
Con il forte abbassamento delle temperature che ha portato neve e gelo sull’Italia si registra un boom negli acquisti degli ingredienti base per la preparazione di zuppe calde, dalle verdure ai legumi come fagioli, lenticchie, ceci e fave. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che iniziare la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta ad “alzare la temperatura corporea” e a rafforzare, con l’apporto di vitamine, le difese immunitarie dal rischio dell’insorgenza dell’ influenza.
Con il freddo aumenta il dispendio energetico corporeo che – precisa la Coldiretti – l’organismo spende per mantenere la temperatura ideale di circa 37 gradi e in occasione di abbassamenti repentini delle temperature come quelli attuali può essere corretto aumentare di una piccola quantità l’assunzione calorica giornaliera.
Fondamentale – sottolinea la Coldiretti – è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo.
Nella dieta – prosegue la Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali.
Per la frutta – evidenzia la Coldiretti – di grande importanza il consumo di kiwi e di agrumi (arance, limoni, mandarini, clementine) per il contenuto notevole di vitamina C. Va anche ricordato che in un soggetto normale è importante l’assunzione di proteine per cui una buona dose di carne nella dieta non può fare che bene.
Un esempio di dieta antigelo che – riferisce la Coldiretti – aiuta a resistere al freddo e ad evitare malanni di stagione, senza però fare ingrassare, inizia la mattina con latte e miele a colazione, per arrivare a consumare nel pasto principale zuppe o minestre di verdure ben calde (300 calorie), con un secondo a base di carni bianche di pollo o tacchino (160 calorie) e contorno di verdura cotta o cruda (30-40 calorie) e due frutti di stagione (50-100 calorie). Con l’avvicinarsi dell’inverno a difesa dell’ organismo occorre – conclude la Coldiretti – un’alimentazione ancora più equilibrata per esercitare un’azione protettiva nei confronti delle arterie contro i depositi di colesterolo visto che ci si avvia verso una dieta più ricca di grassi con l’arrivo a breve delle festività natalizie.
LA DIETA ANTIGELO DELLA COLDIRETTI
COLAZIONE: LATTE CALDO CON MIELE
PASTO PRINCIPALE: ZUPPE O MINESTRE DI VERDURE (300 calorie)
CARNI BIANCHE DI POLLO O TACCHINO (160 calorie)
CONTORNO DI VERDURA COTTA O CRUDA (30-40 calorie)
DUE FRUTTI DI STAGIONE (50-100 calorie)
Fonte: Elaborazione Coldiretti
