Frutti Dimenticati …ma non a Casola Valsenio

August 3, 2010 by admin · Leave a Comment
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Nel “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati” si svolgono due originali appuntamenti dedicati alla valorizzazione di alberi da frutto oramai abbandonati.

La Valle del Senio, nel comprensorio turistico delle Terre di Faenza (in provincia di Ravenna) svela un paesaggio di raro fascino, all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, offrendo al visitatore un mosaico di boschi, vigneti, frutteti e giardini.
Nel paese di Casola Valsenio, che si fregia del titolo di “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati”, le antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di produzione. A questi frutti dimenticati Casola Valsenio dedica un doppio originale appuntamento autunnale: la Festa del Marrone, 9-10 ottobre, farà da gustoso antipasto alla Festa dei Frutti Dimenticati, giunta alla 20esima edizione, prevista per il 16-17 ottobre.

Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l’inverno. Salvati dall’estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti e di chi li vede per la prima volta, ecco tanti bei frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane e i marroni, simbolo dell’autunno.


La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della festa si svolge un concorso di marmellate e uno di liquori mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l’autunno la “Cucina ai frutti dimenticati”. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo.
Fra le ricette a base di questi frutti ricordiamo: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con protagoniste le pere volpine, con le castagne, l’alkermes, il vino e il formaggio. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il “migliaccio”, che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, secondo l’antica ricetta, sangue di maiale in aggiunta.
A Casola Valsenio, infine, i frutti dimenticati trovano un grande aiuto gastronomico nel locale Giardino Officinale, e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melograno, completate dall’olio extravergine Brisighello. Nei menù compaiono i risotti di pere volpine, l’arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello al melograno, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.

Fra questi frutti dimenticati, merita un accenno particolare il marrone al quale Casola Valsenio dedica un appuntamento specifico il fine settimana precedente la “Festa dei Frutti dimenticati”. Giunta alla quarta edizione, la “Festa del Marrone” (9-10 ottobre) propone bancarelle allestite dai produttori, conferenze tematiche sulla certificazione I.G.P., animazioni a tema agreste e assaggi delle eccellenze gastronomiche casolane preparate utilizzando questo prodotto: cotto nell’acqua con l’alloro (balòc), oppure arrostito sulla fiamma (brusé) o cotto nel forno della stufa a legna (spasmé) dopo averli “castrati”, cioè praticato un piccolo taglio. Con le castagne secche si prepara una minestra, mentre la farina di castagne è la base per la polenta da mangiare con formaggio fresco e per il dolce castagnaccio. Tra i dolci si ricordano anche i ravioli, detti topini, preparati con la polpa di marrone arrostiti. Il marrone di Casola Valsenio è particolarmente apprezzato per il consumo fresco e per la preparazione dei marron-glace.
Per la valorizzazione e la promozione del patrimonio castanicolo della zona è stato creato un percorso ad hoc: la “Strada dei Castagneti”. E’un itinerario che vuole proporsi come occasione per entrare in contatto – in ottobre come negli altri periodi dell’anno – con il mondo dei castagneti e dei marroni e con le aziende agricole (in totale sono circa 80 con oltre 450 ettari coltivati a castagneto da frutto tra le valli dei fiumi Senio, Lamone e Sintria) che dedicano impegno, passione e fatica per mantenere vivo l’interesse per questo tipico e straordinario prodotto dell’Appennino.

Info. per il pubblico: Pro Loco Casola Valsenio tel. 0546 73033 www.terredifaenza.it

I sapori autunnali del Meranese

July 29, 2010 by admin · Leave a Comment
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Festa della castagna (17/31-10) e Vino Culti (14-10, 04/11), aspettando Merano International WineFestival & Gourmet, di novembre

Merano, 28 luglio 2010 – In autunno, in particolare nel mese di ottobre, nella zona di Merano si svolgeranno degli importanti eventi, tra cui: Vino Culti e la Festa della Castagna.

VinoCulti, in programma dal 14 ottobre al 04 novembre, a Tirolo, rappresenta l’appuntamento con i sapori autunnali, un connubio tra cucina tradizionale altoatesina e vini di alto valore.

Non mancheranno diverse proposte per intenditori e gourmet, nel ricco programma che prevede diversi interessanti momenti, tra i quali: Sulle tracce delle Locande di Tirolo (27 ottobre e 03 novembre) e la Festa della Via del Castello & del vino (24 ottobre).

I due appuntamenti più importanti della manifestazione del gusto si svolgeranno il 29 ottobre, VinoCulti Altissimo, presso l’ Albergo Hochmuth, una degustazione in quota con cena a base di prodotti contadini e il 4 novembre, VinoCulti Dolcissimo, con premiazione dei migliori dolci.

La Festa della Castagna 2010, tra Foiana e Tesimo, inizierà il 17 ottobre e si concluderà a fine mese, domenica 31.

Al centro della Festa la celebrazione di questo frutto, simbolo sempre presente nella storia e nella cultura di questi luoghi. Dalla castagna, infatti, nei secoli passati, si ricavava la farina per pani e dolci e, per l’occasione, saranno riproposte antiche ricette e sarà accesso il fuoco del vecchio forno in pietra, che sfornerà un pane particolare e gustoso.

Base dell’alimentazione autunnale in passato, oggi la castagna è celebrata in questo soleggiato altopiano, di fronte alla città di Merano, con molti appuntamenti culinari, che prevedono ricette a base di castagna e iniziative culturali.

La Festa della Castagna o “Keschtnriggl”, (il nome “Keschtnriggl” deriva dall’antico strumento utilizzato per sbucciare le castagne arrostite sul fuoco) avrà anche quest’anno, come uno dei suoi momenti principali, la serata “Tre castelli in una notte” (20 ottobre), ovvero, una passeggiata enogastronomica a lume di fiaccola, tra tre castelli di Tesimo e Prissiano, che si concluderà con una cena elegante.

Questi eventi di ottobre anticiperanno la diciannovesima edizione del Merano International WineFestival & Gourmet, che attenderà i sommelier e gli appassionati di vino da tutto il mondo, dal 5 all’8 novembre 2010, nelle sale del palazzo del Kurhaus e nelle tensostrutture esterne.

Ancora una volta Merano International WineFestival & Gourmet si presenta come una delle più importanti rassegne continentali dedicata ai vini di grande qualità, italiani ed esteri (sono attesi più di 750 produttori), con la possibilità di gustare le eccellenti pietanze della cucina italiana.

I sapori e i piaceri dell’antica tradizione altoatesina, a Merano

July 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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I sapori e i piaceri dell’antica tradizione altoatesina, a Merano

La posizione privilegiata e l’estensione del territorio che circonda Merano, hanno da sempre consentito lo sviluppo di una prosperosa agricoltura, che ogni stagione regala prodotti genuini e sani, da portare in tavola.

Il meranese include, infatti, parte della Val d’Adige, la Val Senales, la Val Passiria, la Val d’Ultimo con l’Alta Val di Non e l’inizio della Val Venosta.

Le catene montuose che circondano il territorio, prima fra tutte quella del Gruppo del Tessa, proteggono le coltivazioni e garantiscono un clima mite in primavera, estate e autunno e meno rigido in inverno.

La genuinità dei prodotti dei contadini e delle aziende agricole è rimasta pressoché immutata negli anni e le innovazioni sono state introdotte solo laddove non alteravano la qualità degli stessi.

Nelle cucine delle famiglie, delle trattorie e dei masi, ancora oggi si possono gustare i piatti e le specialità di un tempo, mentre, l’alta gastronomia dei numerosi eccellenti ristoranti (ben quattro con una o più stelle Michelin), non ha abbandonato le antiche tradizioni ma le ha riviste, in chiave moderna e raffinata.

In questo territorio proprio l’ arte culinaria è unica e speciale, perché nasce dall’incontro tra quella tradizionale mitteleuropea e la fantasia di quella mediterranea.

I prodotti locali, freschi e genuini

I prodotti locali, agricoli e non, si distinguono per la genuinità e la qualità.

Speck, formaggi, il tipico pane duro, detto “Schüttelbrot“, vini, aceto, succhi di frutta, sciroppi, frutta secca, marmellate, sono realizzati con materie prime locali. Anche per le uova non sono utilizzati allevamenti in batteria.

Nella conca meranese sono coltivate, in zona pianeggiante, frutta e verdura, sui pendii crescono i vigneti, su quelli più alti, invece, si trovano le condizioni ideali per le coltivazioni di piante, che sviluppano i loro aromi su un terreno più arido. Raccolte manualmente ed essiccate naturalmente, queste erbe alpine danno alle tisane e agli infusi un sapore e dei profumi particolari.

Il più grande frutteto d’Europa

Intorno al fiume Adige si estende un’area di quasi 200 chilometri quadrati, il più grande frutteto d’Europa. Si tratta di una zona incontaminata, con un eccellente qualità del suolo, che favorisce le coltivazioni grazie anche ai 300 giorni di sole all’anno. Le mele, regine incontrastate dell’area, sono conosciute e apprezzate nel mondo: dalle Golden Delicious, Gala e Granny Smith, fino alle meno note, ma non per questo meno gustose, Jonagold, Braeburn o Morgenduft.

Alcuni contadini, in alta montagna, coltivano specie ormai scomparse dai mercati cittadini, come le Lederäpfel (particolari mele tirolesi), le Calvill o le Weirouge.

La valorizzazione dei prodotti locali

I prodotti naturali del meranese sono commercializzati in negozi specializzati, utilizzati nella cosmetica, nell’estetica e nei trattamenti e, ovviamente, in cucina.

Esistono due punti vendita che offrono al pubblico i prodotti sani degli agricoltori: La Bottega dei Contadini di Naturno e il negozio specializzato Pur Südtirol.

La Bottega dei Contadini di Naturno offre generi alimentari “Dal produtore al consumatore”, a km zero, grazie al lavoro dei contadini associati in una cooperativa.

Pur Südtirol valorizza le coltivazioni sostenibili e l’alta qualità, a “prezzi di produttore”. Lo scopo principale di Pur Südtirol è esaltare la genuinità e l’autenticità di sementi, vitigni e frutteti autoctoni e di prodotti con ingredienti locali, realizzati e venduti in Alto Adige.

La cosmesi naturale

I prodotti genuini sono anche alla base di trattamenti e per la realizzazione di cosmetici. Le Terme Merano offrono servizi, nel settore Spa & Vital, in cui sono utilizzati i prodotti derivanti delle materie prime dell’Alto Adige.

Tra l’ampia e varia offerta di trattamenti proposti, ci sono anche quelli con prodotti locali come mele, uva e fieno, scelti con rigorosi criteri di ricerca; per la cosmetica, anche le Terme Merano commercializzano prodotti di alta qualità, derivanti da prodotti naturali locali.

Inoltre, esiste una nuova linea di prodotti cosmetici Glacisse®, realizzata da R&S Effegilab, a base di minerali e acqua purissima del Ghiacciaio della Val Senales, su idea di Paul Gruner, proprietario del rifugio “Bella Vista”.

Il punto di forza dei prodotti Glacisse® sta nel rivoluzionario estratto minerale che contiene l’energia delle rocce e dell’acqua del ghiacciaio della Val Senales, ricco di oligoelementi indispensabili per la pelle, che la idratano e la rendono elastica.

Bere bene: acqua pura e birra Forst

La qualità del bere inizia dalle fonti in alta montagna.

Parte di essa è imbottigliata e venduta con diversi marchi al grande pubblico e parte è utilizzata per la realizzazione di una birra, la Forst, prima birra commercializzata da molti decenni in Alto Adige, molto apprezzata anche all’estero.

Forst fa della genuinità delle materie prime utilizzate la propria filosofia e l’azienda, gestita da un’unica famiglia, investe molto in innovazione, per migliorare continuamente i propri prodotti.

I vini del meranese

Stessa attenzione per l’alta qualità la ritroviamo nella cura prestata per la coltivazione delle numerose varietà di viti. Moltissimi vini della zona sono oggi premiati e riconosciuti dalle principali guide, dal Gambero Rosso ai Vini di Veronelli, da DuemilaVini a Vini d’Italia.

Ogni giorno i produttori si sforzano per offrire vini che siano in grado di stimolare i sensi degli appassionati, con caratteristiche diverse ma caratterizzati da un alto livello di qualità e sono riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Eventi eno-gastronomici nel 2010  

Segue un elenco dei principali eventi eno-gastronomici, da luglio a dicembre 2010: 

Marmo & albicocche     30 luglio / 01 agosto

Giornate della zucca a Lana   settembre 2010

Settimane dell’agnello in Val d’Ultimo  18 settembre / 03 ottobre

Cucina contadina in Val Passiria   24 settembre / 10 ottobre

Ars et Vinum a Lagundo    16 ottobre / 08 novembre

Festa dell’Uva a Merano    15 ottobre / 17 ottobre

Festa della Castagna a Tesimo e Foiana  17 ottobre / 31 ottobre

VinoCulti     14 ottobre / 04 novembre

Giornate del Riesling    23 ottobre / 20 novembre

Merano International WineFestival & Culinaria  05 novembre / 08 novembre

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