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Latte di soia: il nuovo latte di tutti i giorni

Conosci le alternative vegetali al latte vaccino? Il latte di soia è una bevanda vegetale che è entrata a far parte delle abitudini alimentari di moltissimi consumatori, che lo preferiscono al tradizionale latte di mucca per una serie di motivi.

Si tratta di un alimento tipico, molto usato e apprezzato nei Paesi orientali. In Italia si è inizialmente diffuso tra chi è intollerante al lattosio ma anche tra chi sostiene le diete strettamente vegetariane o vegane, in quanto lo zucchero contenuto nel latte animale è del tutto assente nella soia, che pertanto è una valida alternativa a chi non lo digerisce.

Anche se il termine “latte” è considerato improprio secondo le linee guida della legislazione europea (è vietata la commercializzazione della bevanda con questo termine), quasi tutti continuano a utilizzare questa parola per indicare la bevanda vegetale. Il suo gusto è delicato, naturalmente dolce (alcune marche aggiungono zuccheri, per questo è sempre bene controllare l’etichetta), dal colore bianco alcune volte tendente al giallo.

Bere latte di soia tutti i giorni

Le caratteristiche organolettiche del latte di soia possono essere più o meno gradite dai consumatori in base alle preferenze personali. Alcune delle sue proprietà nutrizionali, invece, sono degne di nota:

  • assenza di colesterolo, presente invece seppur in modeste quantità nel latte vaccino
  • frazione lipidica ricca di grassi insaturi, ovvero una categoria di nutrienti particolarmente favorevoli per la salute, scarsi nel latte vaccino
  • buona distribuzione di amminoacidi essenziali, che rendono le proteine della soia particolarmente nutrienti, anche se con livelli inferiori rispetto a quelli del latte vaccino
  • facile digestione della frazione proteica, grazie all’assenza delle caseine tipiche del latte di origine animale
  • alto tenore di lisina
  • le proteine della soia agiscono come “spazzini” delle arterie, abbassando i modo significativo il colesterolo plasmatico totale, le LDL, i trigliceridi

Latte di soia come berlo

Come abbiamo già accennato, il latte di soia è una bevanda di origine vegetale sana e nutriente, e per questo può essere consumata non solo dagli adulti ma anche da bambini e da persone diabetiche, oltre che dagli intolleranti al tradizionale latte vaccino.

Il consumo abituale della bevanda può aiutare ad aumentare le riserve personali di ferro e calcio, che aiutano ad accrescere il livello di globuli rossi nel sangue, oltre a mantenere le ossa e i denti in salute.

Anche chi sta seguendo un regime alimentare per perdere peso può trarre benefici dal latte di soia. La bevanda, infatti, allo stato puro non contiene molti zuccheri ed è ideale anche per chi ha il diabete.

 

Latte di soia marche

Quali sono le principali e più famose marche che producono e immettono in commercio il latte di soia? Tra i prodotti più acquistati dai consumatori di questa bevanda, e da coloro che intendono assaggiarla, c’è il latte di Soia professionale Alpro, indicato per baristi e proprietari di caffetterie. Grazie a questo prodotto, infatti, è possibile sostituire il classico latte vaccino anche per la preparazione del tanto amato cappuccino, offrendo ai clienti la possibilità di non rinunciare alla propria bevanda preferita anche se intolleranti.

Come per tutti gli altri prodotti alimentari, il consiglio è quello di leggere attentamente l’etichetta e, prima dell’acquisto, effettuare una breve ricerca in rete per verificare gli eventuali ingredienti sconosciuti su essa riportati. È sempre meglio prediligere bevande senza zuccheri aggiunti e con la lista ingredienti più corta.

Tra i brand più apprezzati e da tempo presente sul mercato con prodotti a base di soia c’è Valsoia, con il suo Soyadrink Gusto Morbido. Due catene di supermercati mettono a disposizione le proprie bevande vegetali: Coop con BENE-Sì Bevanda biologica di soia e Carrefour con Carrefour BIO.

Vino Nobile: la vendemmia 2012 brilla con 5 stelle

 

Sarà un’annata a cinque stelle, il massimo del punteggio previsto, quella del Nobile 2012. E’ il giudizio con il quale si è espressa la commissione tecnica incaricata come ogni anno dal Consorzio del Vino Nobile per valutare la vendemmia appena trascorsa e che per l’occasione è stata presieduta dall’enologo Riccardo Cotarella. “Il vino è come un tavolo, senza gambe non può stare in piedi – ha detto Cotarella nel presentare l’annata – e in annate così incerte dal punto di vista climatico è l’intervento dell’uomo che fa la differenza e mi sento di dire che a Montepulciano questo succede ormai costantemente”. Sono le parole che hanno risuonato nella sala degustazione gremita da oltre 150 giornalisti specializzati provenienti da tutto il mondo arrivati a Montepulciano per la giornata conclusiva dell’Anteprima del Vino Nobile, evento che nei giorni riservati agli operatori del settore aveva fatto registrare circa 3 mila presenze.

“Questo giudizio di massima qualità mi fa particolarmente piacere – ha detto nell’occasione il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Federico Carletti – perchè in sei anni del mio mandato siamo riusciti come Consorzio a far passare un messaggio di continuità qualitativa, certificata non solo dalle stelle alle annate, ma anche dai dati di mercato che ormai da qualche anno ci vede senza giacenze nelle nostre cantine, dato questo che in un periodo così particolare a livello economico dimostra quanto il nostro sistema abbia funzionato e continui a funzionare”.

In degustazione nella giornata riservata alla stampa le nuove annate in commercio dal 2013, ovvero il Nobile 2010 e la Riserva 2009, oltre al Rosso di Montepulciano DOC 2011. Tutte annate a quattro stelle, quelle in commercio da quest’anno, che confermano ormai un trend positivo che dura da un decennio a Montepulciano e che con la vendemmia 2012 ha confermato il lavoro qualitativo svolto in vigna e poi in cantina dalle oltre 70 aziende associate al Consorzio, organo di tutela che proprio di recente è stato tra i primi in Italia a operare sul territorio nel controllo della produzione con lo strumento dell’Erga Omnes.

 

 

A quanto pare la qualità dei vini di Montepulciano è sempre più apprezzata all’estero, mercato che nel 2012 ha assorbito il 68% (7 punti percentuali in più rispetto al 2012) di prodotto mentre il restante 32% è stato commercializzato in Italia. Per quanto riguarda il mercato nazionale le destinazioni di Vino Nobile vedono in testa la Toscana con il 44,1%, seguita dal resto del centro Italia (il 23,5%), mentre cresce sempre di più la vendita diretta in azienda che dal 16% del 2011 passa a quasi il 19 per cento con il 2012, assecondando l’incremento del movimento turistico. Se il primo paese di riferimento per l’export resta la Germania (44 per cento), significativo è anche il costante incremento del mercato statunitense che nel 2012 ha assorbito il 17% delle vendite. Il Benelux si attesta al 12 per cento delle esportazioni, mentre è in crescita anche il mercato verso l’Oriente che in tutto fa registrare circa il 6%, con un esponenziale incremento da parte del Giappone (+30 per cento dal 2009 al 2012), mercato verso il quale il Consorzio ha rivolto numerose azioni di promozione.

L’Anteprima del Vino Nobile si è svolta in una sede speciale quale la Fortezza, esempio lampante di come il vino a Montepulciano abbia una forte influenza anche sui beni culturali e sulla loro tutela. Questo edificio, grazie proprio all’impegno dei produttori del Consorzio del Vino Nobile, con la stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, conferma la sua centralità anche per il prodotto-principe del territorio. I rappresentanti del Consorzio e del Comune sono infatti appena rientrati dagli USA con in tasca il finanziamento di 400.000 Euro dell’Università di Kennesaw (Georgia) che, insieme ai fondi erogati dalla Regione Toscana e dai due partner locali, consentirà di completare il restauro della Fortezza (un investimento costato in tutto circa 2 milioni e mezzo di euro), destinata a diventare il punto di riferimento delle attività vinicole/culturali di Montepulciano insieme alle sede dell’ateneo statunitense e dove, nelle intese tra i costitutori ed il Comune, troverà posto anche un oliteca e punto degustazione di prodotti di qualità, oltre alla nuova sede del Consorzio stesso.

Durante l’Anteprima è stato presentato anche un altro importante progetto che rientra nelle attività cosiddette “green” del Consorzio del Vino Nobile. Si chiama il Salvasughero e quello di raccogliere i tappi di sughero e riciclarli nel campo della bioedilizia è lo scopo di questa iniziativa che rientra nel progetto “Qui si ricicla il sughero” promosso dall’Associazione “A Braccia Aperte”, di cui il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è entrato a far parte insieme a Wwf Italia, Amorim Cork Italia, la cooperativa E.S.T.I.A e il Centro Ricerche Sardegna. Nella fattispecie il “Salvasughero” è un box realizzato in carta riciclata dall’azienda senese Ecobox Srl, leader nella produzione di scatole per il vino, che contiene circa 50 tappi di sughero. Una volta riempita, la scatola potrà essere riconsegnata all’Enoteca del Consorzio e in cambio il consumatore riceverà una bottiglia di Vino Nobile.

Il Vino Nobile è un fondamentale volano per l’economia del territorio. Il vino a Montepulciano muove una forza lavoro importante considerando che sono oltre mille gli addetti del settore. Oltre a questi vanno considerati gli stagionali e l’indotto generato dal vino (una stima parla del 70% dell’economia mossa dal settore vitivinicolo). Ogni anno a Montepulciano arrivano mossi dal vino circa 250 mila enoturisti. Il valore patrimoniale dei vigneti è stimato intorno ai 200milioni di euro mentre il valore della produzione si aggira sui 60milioni di euro all’anno. Altro dato curioso è che su 16 mila ettari di superficie comunale, a Montepulciano 2.600 ettari sono vitati. Questo vuol dire che il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto) che ogni anno producono circa 55 mila ettolitri di Vino Nobile e circa 18 mila destinati a divenire Rosso di Montepulciano. Nel 2012 sono state immesse nel mercato circa 7,6 milioni di bottiglie di Vino Nobile e circa 2,6 milioni di Rosso di Montepulciano Doc.

 

 

A Montepulciano e al suo Vino Nobile l’Oscar del Turismo

La cittadina toscana è al quarto posto assoluto della classifica dei Traveller’s Choice Award.

E’ l’enogastronomia il principale traino secondo la recente classifica internazionale di TripAdvisor, la web-community che raccoglie le preferenze di milioni di viaggiatori di tutto il mondo. Il Vino Nobile ed il territorio si confermano punto di forza del territorio.
Montepulciano, patria del Vino Nobile, è la quarta città d’Europa preferita da viaggiatori per la propria offerta di vino e cibo. E’ questo lo straordinario risultato dell’annuale premio indetto da Trip Advisor, la web-community più cliccata al mondo per la scelta dei viaggi. Traveller’s Choice Award, questo il nome della classifica che il sito internet ogni anno diffonde con i risultati tratti proprio dai viaggiatori iscritti a questa community (oltre 30milioni le recensioni di viaggio ogni anno). Nella Top 25 europea per la scelta enogastronomica non poteva mancare la città del Vino Nobile che è preceduta dalle altre due toscane Firenze (al primo posto) e Siena e poi da Bordeaux (altra città famosa in tutto il mondo per il vino).

“Montepulciano è nota soprattutto per la ricchezza dei suoi vigneti da dove si ricava il Vino Nobile, uno dei più pregiati vini rossi italiani. La città è famosa anche per i suoi magnifici palazzi rinascimentali e le eleganti chiese. Il paese, circondato da muraglie e da fortificazioni, si può facilmente percorrere a piedi. Camminando per il corso si raggiunge Piazza Grande, il punto più elevato della città, dove sorgono il Duomo, il Palazzo Comunale e altre splendide costruzioni”. Questo si legge nella motivazione della classifica. Da un recente sondaggio curato dal Consorzio del Vino Nobile del resto risulta che identità territoriale, riconoscibilità elevata, blasone e ottimo rapporto qualità/prezzo sarebbero gli elementi che spingerebbero il consumatore ad acquistare i vini di Montepulciano. Tra i dati emersi dal sondaggio, secondo la maggior parte degli intervistati, negli ultimi 15 anni, i produttori hanno contribuito abbastanza o molto (92% delle risposte) ad accrescere la qualità del Nobile riuscendo però a mantenere equilibrato il rapporto tra qualità e prezzo (secondo l’86% questo sarebbe di ottimo livello).

Il turismo enogastronomico avrebbe portato a Montepulciano nel 2009, secondo i dati registrati dalla Strada del Vino Nobile, oltre 250mila enoturisti. A questi si aggiungono anche gli ottimi numeri di affluenza registrati dall’Enoteca del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano: nel periodo di apertura (tra aprile e ottobre 2009) sono stati accreditati circa 5.000 ingressi e di questi oltre 2.000 hanno degustato, mentre almeno in 1.300 hanno acquistato prodotti in enoteca. Un dato importante che letto sul totale delle presenze turistiche registrate (sulla stima dei dati della Provincia di Siena) rappresenterebbe il 20%.

Proprio Internet si conferma sempre di più il principale strumento di prenotazione degli enoturisti. Sempre secondo i rilevamenti della Strada del Vino Nobile c’è infatti chi sceglie di riservare posti e visite attraverso internet; il primo approdo è quindi il sito della Strada del Vino Nobile (www.stradavinonobile.it ) che nel 2009 ha registrato oltre 90mila accessi. C’è anche chi arriva a Montepulciano e passa per la sede della Strada cercando la migliore soluzione in base alle proprie esigenze. A fare da traino insieme al vino sono i “Wine Tour” prodotti dalla Strada (oltre 15 nel menu) che offrono insieme alla visita delle cantine anche l’arte, l’artigianato, le terme e la gastronomia di Montepulciano.

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