A Montepulciano e al suo Vino Nobile l’Oscar del Turismo

May 6, 2010 by · Leave a Comment
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La cittadina toscana è al quarto posto assoluto della classifica dei Traveller’s Choice Award.

E’ l’enogastronomia il principale traino secondo la recente classifica internazionale di TripAdvisor, la web-community che raccoglie le preferenze di milioni di viaggiatori di tutto il mondo. Il Vino Nobile ed il territorio si confermano punto di forza del territorio.
Montepulciano, patria del Vino Nobile, è la quarta città d’Europa preferita da viaggiatori per la propria offerta di vino e cibo. E’ questo lo straordinario risultato dell’annuale premio indetto da Trip Advisor, la web-community più cliccata al mondo per la scelta dei viaggi. Traveller’s Choice Award, questo il nome della classifica che il sito internet ogni anno diffonde con i risultati tratti proprio dai viaggiatori iscritti a questa community (oltre 30milioni le recensioni di viaggio ogni anno). Nella Top 25 europea per la scelta enogastronomica non poteva mancare la città del Vino Nobile che è preceduta dalle altre due toscane Firenze (al primo posto) e Siena e poi da Bordeaux (altra città famosa in tutto il mondo per il vino).

“Montepulciano è nota soprattutto per la ricchezza dei suoi vigneti da dove si ricava il Vino Nobile, uno dei più pregiati vini rossi italiani. La città è famosa anche per i suoi magnifici palazzi rinascimentali e le eleganti chiese. Il paese, circondato da muraglie e da fortificazioni, si può facilmente percorrere a piedi. Camminando per il corso si raggiunge Piazza Grande, il punto più elevato della città, dove sorgono il Duomo, il Palazzo Comunale e altre splendide costruzioni”. Questo si legge nella motivazione della classifica. Da un recente sondaggio curato dal Consorzio del Vino Nobile del resto risulta che identità territoriale, riconoscibilità elevata, blasone e ottimo rapporto qualità/prezzo sarebbero gli elementi che spingerebbero il consumatore ad acquistare i vini di Montepulciano. Tra i dati emersi dal sondaggio, secondo la maggior parte degli intervistati, negli ultimi 15 anni, i produttori hanno contribuito abbastanza o molto (92% delle risposte) ad accrescere la qualità del Nobile riuscendo però a mantenere equilibrato il rapporto tra qualità e prezzo (secondo l’86% questo sarebbe di ottimo livello).

Il turismo enogastronomico avrebbe portato a Montepulciano nel 2009, secondo i dati registrati dalla Strada del Vino Nobile, oltre 250mila enoturisti. A questi si aggiungono anche gli ottimi numeri di affluenza registrati dall’Enoteca del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano: nel periodo di apertura (tra aprile e ottobre 2009) sono stati accreditati circa 5.000 ingressi e di questi oltre 2.000 hanno degustato, mentre almeno in 1.300 hanno acquistato prodotti in enoteca. Un dato importante che letto sul totale delle presenze turistiche registrate (sulla stima dei dati della Provincia di Siena) rappresenterebbe il 20%.

Proprio Internet si conferma sempre di più il principale strumento di prenotazione degli enoturisti. Sempre secondo i rilevamenti della Strada del Vino Nobile c’è infatti chi sceglie di riservare posti e visite attraverso internet; il primo approdo è quindi il sito della Strada del Vino Nobile (www.stradavinonobile.it ) che nel 2009 ha registrato oltre 90mila accessi. C’è anche chi arriva a Montepulciano e passa per la sede della Strada cercando la migliore soluzione in base alle proprie esigenze. A fare da traino insieme al vino sono i “Wine Tour” prodotti dalla Strada (oltre 15 nel menu) che offrono insieme alla visita delle cantine anche l’arte, l’artigianato, le terme e la gastronomia di Montepulciano.

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October 10, 2009 by · Leave a Comment
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Consumi a tavola: meno pane, carne, olio e vino. Bene pasta, latte, formaggi, yogurt e frutta

September 4, 2009 by · Leave a Comment
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Questo blog parla di cucina, vino, ricette, prodotti tipici  e altri temi.

I consumi a tavola restano al palo. Meno pane, carne, olio e vino. Bene pasta, latte, formaggi, yogurt e frutta. Ma le difficoltà economiche spingono il 60 per cento delle famiglie a cambiare menù.

Secondo un’indagine della Cia, condotta anche sulla base dei dati Ismea e Istat, conferma una situazione stagnante per gli acquisti alimentari: più 0,3 per cento nel primo semestre 2009. Anche le previsioni per l’intero anno parlano di un solo più 0.2 cento. Cresce la spesa negli hard-discount.

Le tavole degli italiani continuano a risentire della crisi economica. I consumi alimentari segnano una sostanziale stabilità, dovuta anche alla frenata della corsa dei prezzi. Nel primo semestre 2009 si è registrato, in quantità, un lieve aumento (più 0,3 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2008, quando, tuttavia, si era avuta una preoccupante caduta. Non certo più incoraggianti le previsioni per l’intero anno che parlano di una crescita di appena lo 0,2 per cento. Una situazione che ha spinto il 60 per cento delle famiglie a modificare il proprio menù, il 35 per cento a limitare gli acquisti, il 34 per cento ad optare per prodotti di qualità inferiore. E’ quanto si ricava da una ricerca della Cia-Confederazione italiana agricoltori condotta a livello territoriale e sulla base dei dati Ismea e Istat che sarà presentata in occasione della terza Conferenza economica che si terrà a Lecce il 2 e 3 ottobre prossimi.


Nel dettaglio, nei primi sei mesi dell’anno -rileva la Cia- si hanno contrazioni nella domanda di derivati dei cereali (meno 2,8 per cento), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. Si registrano flessioni anche per la carne bovina (meno 2,6 per cento) e avicola (meno 3 per cento), per l’olio di oliva (meno 2,7 per cento) e per i vini e spumanti (meno 2,9 per cento). Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola e di spumante. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi e ortaggi. Una domanda più vivace, invece, si è avuta per il latte e i derivati del latte (più 0,8 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In forte crescita, al contrario, i consumi di frutta che hanno segnato un più 4,8 per cento.
Per quanto riguarda le previsioni per l’intero 2009, la Cia -anche sulla base delle rilevazioni Ismea- evidenzia che i consumi dei prodotti agro-alimentari dovrebbero attestarsi, in quantità, sugli stessi livelli del 2008. Anche sul fronte della spesa non sono attesi particolari incrementi, grazie alla stabilità dei listini di cui sta godendo attualmente il mercato. Nel dettaglio, le voci che hanno registrato una flessione della domanda nel primo semestre, rimarranno in trend negativo, ma le contrazioni dovrebbero attenuarsi, mentre dovrebbe proseguire il buon andamento degli acquisti di prodotti ittici, frutta e agrumi e latte e derivati.
La spesa per generi alimentari e bevande -sottolinea al Cia- è attestata, sempre nel primo semestre 2009, su 475 euro, circa 9 euro in più rispetto ai 466 euro registrati nell’analogo periodo del 2007. Un risultato dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che ha caratterizzato il settore ( più 5,4 per cento). Un effetto -come rileva lo stesso Istat- che è stato, tuttavia, mitigato dalla messa in atto di strategie di risparmio da parte delle famiglie. Infatti, la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40 per cento. In particolare, si attesta al 43,4 per cento per il pane, al 49,2 per cento per la pasta, al 55,7 per cento per la carne, al 58 per cento per il pesce e al 53,7 per cento per frutta e verdura.
E’ continuata ad aumentare la percentuale di famiglie che acquistano generi alimentari (pane, pasta, carne, pesce, frutta) presso gli hard-discount (dall’8,6 del 2006, al 9,7 per cento del 2007, al 10,9 per cento del 2008, all’11 per cento nel primo semestre del 2009). Il supermercato rimane il luogo di acquisto prevalente (68,1 per cento), soprattutto nel Centro-Nord (superiore al 70 per cento), immediatamente segue il negozio tradizionale (63,7 per cento), in particolare nel Mezzogiorno (76,2 per cento) e per l’acquisto di pane (59,4 per cento). Il 17,2 per cento delle famiglie acquista presso ipermercati, con punte del 22 per cento nel Nord, dove questa tipologia distributiva è più diffusa. Al mercato si reca circa il 22 per cento delle famiglie del Centro-Nord contro il 33,1 per cento del Mezzogiorno.
Sempre nei primi sei mesi del 2009, la spesa per generi alimentari e bevande ha rappresentato, in media, il 19,1 per cento di quella mensile totale ed è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,6 per cento pesce, 2,7 per cento latte, formaggi e uova, 0,8 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,8 per cento bevande.

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Riunione a Parigi per fronteggiare la crisi europea di pesche e nettarine

August 21, 2009 by · Leave a Comment
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Riunione a Parigi per fronteggiare la crisi europea di pesche e nettarine

CONFAGRICOLTURA: QUOTAZIONI DELLA FRUTTA IN CALO DEL 50%

A Parigi si è tenuta la riunione di enti pubblici ed organizzazioni dei Paesi produttori per affrontare i nodi strutturali della crisi di pesche e nettarine che si fa sentire fortemente anche in Francia.

L’eccesso di sovrapproduzione penalizza notevolmente l’Italia (che è il secondo paese produttore al mondo di pesche e nettarine dopo la Cina) con un calo delle quotazioni all’origine anche del 50%. Va ricordato che sono quattro i Paesi che superano il milione di tonnellate di produzione – Cina, Italia, Spagna e Usa – e, da soli, rappresentano quasi il 70% della produzione mondiale.

Nell’incontro di Parigi è emerso come la crisi sia generalizzata in Europa e vada affrontata con decisione da Bruxelles. Ad avviso di Confagricoltura, in una situazione di instabilità dei mercati, bisogna prevedere nell’ambito della politica agricola comunitaria una strumentazione adeguata per fronteggiare le crisi ormai sempre più ricorrenti.


Confagricoltura in più occasioni ha sottolineato la necessità di favorire le operazioni di ritiro del prodotto da parte delle Organizzazioni di produttori nell’ambito dei rispettivi Programmi Operativi anche per l’ utilizzo a fini energetici. Ha quindi chiesto che venga previsto un aiuto di Stato de minimis di 700 euro/ha sino al livello massimo consentito. Fondamentali gli accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per il collocamento del prodotto .

In prospettiva occorre pure:

- procedere ad una reale riduzione degli oneri contribuitivi e fiscali a carico delle imprese agricole datoriali di lavoro;

- assicurare le risorse per il finanziamento dell’assicurazione agevolata tramite il Fondo di Solidarietà Nazionale;

- favorire la ricerca e gli investimenti anche in impianti ed attrezzature per variare l’offerta in termini di varietà e di calendari ma anche per aumentare la durata del prodotto ampliando il periodo di offerta;

- incentivare la programmazione delle produzioni e la diversificazione dei prodotti finali;

- investire in promozione per incentivare i consumi interni e la domanda estera.

“L’impegno è quello di superare il momento difficile – sottolinea Confagricoltura – ma senza dimenticare che la soluzione a questi problemi è strutturale e passa anche attraverso una migliore organizzazione dell’offerta ed una più incisiva azione sui mercati comunitari ed italiani, incentivando la domanda”.

 

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