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Cartizze: i consigli su come servirlo

Se si parla di Cartizze si parla di bollicine e se si parla di bollicine inevitabilmente si parla di un sapore sapido e pieno. Per esaltarne le caratteristiche è importante seguire alcuni semplici consigli su come servirlo, non certo per fare gli intenditori di vino, ma semplicemente per goderne al meglio delle sue note e delle sue sfumature.

Cartizze è sì un prosecco, ma il nome indica la precisa zona collinare all’interno del comune di Valdobbiadene nelle frazioni di Saccol, Santo Stefano e San Pietro di Barbozza dove nasce e viene prodotto. Una zona di appena 100 ettari di terreno davvero ristretta se si pensa a quanto vino viene prodotto.

Per chi ama le bollicine questa è sicuramente una delle bottiglie più pregiate, di quelle che si stappano in occasioni speciali, non soltanto all’ora dell’aperitivo, anche se è sempre questa l’occasione in cui si consuma di più. Fa parte ormai delle tradizioni Made in Italy, una di quelle radicate nel costume di giovani e adulti.

Cartizze: una scelta che mette tutti d’accordo

Optare per il Cartizze, magari acquistandolo comodamente a casa su siti come origini.it, è una scelta vincente perché mette d’accordo tutti i commensali. Difficile trovare qualcuno che non ami il prosecco o che comunque non lo trovi unico nel suo sapore e nella sua eleganza.

Come servirlo è uno dei quesiti che ci si pone spesso prima di organizzare una cena o un pranzo. Inutile sottolineare che come tutti i vini anche il Cartizze necessita di alcune regole per essere degustato al meglio, sia per quanto riguarda il modo di essere versato sia il tipo di bicchiere in cui servirlo. Insomma, dettagli semplici, ma che fanno davvero la differenza per noi e per chi condivide con noi il pasto, ancora di più se si tratta di un’occasione speciale.

Come servire il Cartizze

Per essere certi di poter degustare questo vino nel migliore dei modi si dovrà fare attenzione al tipo di bicchiere da utilizzare.

Prima di tutto la bottiglia deve essere tenuta in ambiente fresco e asciutto, si consiglia una temperatura tra i 12 e i 14 gradi, mentre la temperatura a cui è consigliato berlo deve essere intorno ai 6-8 gradi. Ecco perché si dovrebbe tenere in frigorifero prima di consumarlo o, se lo abbiamo in casa, si può utilizzare un secchiello riempito a metà con acqua fredda e ghiaccio, proprio come siamo abituati a vederlo nei ristoranti.

Quando si serve il vino il bicchiere giusto può fare la differenza. Per il Cartizze è necessario un calice a tulipano ampio in modo da poter apprezzare a pieno la ricchezza dell’aroma, un dettaglio che altri tipi di bicchieri come la coppa o la flûte non permetterebbero, nonostante quest’ultimo sia uno dei più utilizzati nei locali in Italia.

Sia per una cena ufficiale che una tra amici, è importante non dare mai per scontato il modo in cui si serve da bere, soprattutto se a essere protagonisti in tavola ci sono vini come il Cartizze, che non sarebbero valorizzati se serviti nel bicchiere da acqua o comunque in un bicchiere non adatto.

Il prosecco italiano: l’ascesa e le prospettive future

Il prosecco italiano negli ultimi tempi è molto richiesto e sta registrando un boom di vendite: circa 355 milioni di bottiglie all’anno per le bollicine più famose d’Italia.

Il merito dell’exploit? Gli esperti “puntano il dito” verso le donne, le prime fan del prosecco che da qualche anno a questa parte hanno sviluppato forti tendenze nel bere quanto c’è di migliore, consigliando anche gli uomini. Basti andare a fare un giro nei locali di tutto il mondo, e sarà facile notare che la maggior parte delle volte, sui tavoli di compagnie di sole donne, fa capolino una buona bottiglia di prosecco.

Parola ad un pioniere del settore

Giancarlo Aneri, un settantenne di origini veronesi, conosce bene il vino italiano e i gusti di chi lo compra da tutto il mondo: nonostante la sua età affronta la vita con energia ed entusiasmo, essendo produttore di olio e possedendo una torrefazione di caffè. Ma non si ferma qui: Aneri infatti è anche il produttore di poco ma ottimo vino, l’Amarone, oltre che del prosecco italiano Valdobbiadene docg. Il vino e le circa 360 mila bottiglie di bollicine prodotte ogni anno, finiscono nelle mani di “persone giuste” che le stappano nei momenti giusti. Giancarlo non si ferma mai e apre la strada ai colleghi che hanno meno capacità di comunicazione: ritiene che ciò sia frutto del fatto che è del segno zodiacale dell’ariete, determinato e carismatico. Competitivo ma non troppo, è in grado di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di lavorare in gruppo insieme agli altri italiano d el settore, per tener testa alla concorrenza estera.

Le bollicine sono donne

Aneri ha capito bene quanto il gusto del prosecco italiano sia al femminile, tanto da aver dato il nome delle sue tre nipotine Giorgia, Ludovica e Lucrezia, alle altrettante tre aziende agricole produttrici di bollicine e vino che lui stesso possiede. Si sente fiero della sua scelta, anzi, ritiene sia un’ulteriore passo per confermare la vicinanza alle famiglie di una bevanda così rinomata: come nonno ne è orgoglioso e guarda al futuro per brindare ed esibire i suoi prodotti sia in feste a casa che durante cerimonie o altri eventi importanti. Racconta di quanto questo settore si sia ormai evoluto in Italia, nell’arco di 40-50 anni: negli ultimi tempi gli stranieri cominciano a prediligere il gusto italiano, come in un matrimonio in Toscana di una coppia di stranieri vip, che hanno bevuto soltanto prodotti italiani, tra cui, per una chiusura in grande della cena, una magnum del prosecco di Aneri.

Un po’ di numeri

Analizzando il fenomeno di ascesa del prosecco italiano, è facile stupirsi: basti pensare che durante il 2015 sono state prodotte ben 355 milioni di bottiglie, che rappresentano un aumento del 15,8% rispetto al 2014, soltanto un anno prima. Tutto questo ad opera delle circa 10 mila aziende di vino, 1200 cantine e 365 case produttrici di spumante, che hanno la più alta concentrazione in 9 province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, che ospitano il vigneto Glera, dal quale derivano: Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno in Veneto; Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia in Friuli.

La prosperità di questi vigneti ha fatto sì che venissero create delle vere e proprie etichette doc e docg: una doc Prosecco e le docg Valdobbiadene e Asolo: proiettati tutti e tre verso i mercati stranieri, sui quali cercano di fare colpo, riuscendoci, dal momento che Aneri da solo riesce ad esportare metà dei suoi prodotti, mentre la frazione totale di export della produzione italiana si aggira intorno al 70%, ripartito per la maggior parte tra gli USA, la Germania e la Gran Bretagna.

I punti deboli della produzione italiana

Ma non bisogna fermarsi nonostante i buoni risultati, anzi, si deve puntare sempre più alto, puntando sui mercati emergenti e innalzando la qualità dei prodotti, dal momento che anche se le vendite sono maggiori della Francia, questi ultimi ci superano di gran lunga riguardo al fatturato generale. Ciò accade perchè negli ultimi 10 anni di ascesa, produttori con potenzialità sono migliorati sempre di più, mentre alcune aziende mediocri hanno avuto un peggioramento, ovvero sono ora disposte a vendere il prosecco a meno di 5 euro. Proprio questo è l’anello debole che deve essere rafforzato per affermare ancora di più le esportazioni e il fatturato delle bollicine made in Italy, in quanto tanta quantità ma a prezzo basso non è in grado di portarci lontano.

Comunicare per vendere

L’ultimo ma non meno importante fattore è il marketing: la giusta pubblicità e comunicazione servono per far conoscere i prodotti italiani agli stranieri, questo lo sa bene Giancarlo Aneri, che con la sua intraprendenza è riuscito a portare il suo vino sulle enormi navi MSC Crociere e sugli aerei Air Dolomiti, riuscendo a raggiungere un’ampia utenza. Tuttavia, non dimentica il piccolo consumatore italiano, anzi, è molto soddisfatto dei risultati raggiunti ultimamente dati dalle vendite del prosecco Lucrezia e Giorgia nelle grandi catene di supermercati Esselunga.

Uno sguardo al futuro

Come prossimo traguardo Aneri punta alla Casa Bianca: infatti è già riuscito a far bere le sue famose bollicine a Barack Obama per la sua elezione, ora tocca al prossimo neo eletto. Nonostante gli obiettivi internazionali, alla fine l’imprenditore veronese reputa il prosecco un prodotto semplice, la cui grandezza e segreto sta nel rendere felici le persone.

Come scegliere un buon vino online

L’Italia ed il vino sono da sempre un connubio perfetto. Il nostro paese non solo è uno dei posti con maggiore produzione di vino, ma lo è soprattutto per quelli pregiati, i quali sono conosciuti, apprezzati e diffusi in tutto il mondo.

In Italia i vini sono definiti da una denominazione, la quale può essere DOC e DOCG.

Nel nostro Bel paese, ogni regione produce vini, i quali non sono sempre pregiati, ma pur costando di meno, conservano la qualità.

I vini, vengono prodotti in vigneti, in Italia se ne contano migliaia, non sono tutti nella lista dei migliori e soprattutto costosi, nel nostro paese sono tanti i vini di buona qualità da comprare anche online, ad un buon prezzo.

L’enoteca è un posto dove poter degustare e acquistare del buon vino, nell’ultimo decennio sono andate a diffondersi sempre di più anche le enoteche online, le quali danno l’opportunità di scegliere un buon vino online, rassicurandosi anche non solo la qualità, ma anche il risparmio.

Online, grazie a tutte queste enoteche, in continua crescita, è possibile acquistare tutti i tipi di vino, ma quali sono i migliori vini online con un buon rapporto prezzo-qualità?

Per acquistare un buon vino è necessario sapere quali sono i particolari da sapere e tener presente, anzitutto, che un vino che costa al di sotto dei 5 euro, solitamente non potrà mai essere di ottima qualità.

Tenere sempre presente che sia stato prodotto in Italia o altro paese, ma che sia ben specificato tutto, luogo e vigneto di provenienza.

Infine, tenete sempre conto della denominazione, è essenziale, un marchio che ne dia la garanzia.

Tenendo presente questi tre aspetti fondamentali, elenchiamo qualche buon vino da scegliere online. Sono tutti vini che hanno un prezzo che si aggira intorno ai 10 euro.

Uno dei vini bianchi più apprezzati, è il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Gino, vino prodotto nella regione Marche, ma anche gli Eremi 2013 de La Distesa, anch’esso della regione Marche.

Per quanto riguarda un vino rosso, di ottima qualità e a buon prezzo, il Dolcetto di Dogliani SorìDij But, vino piemontese, è perfetto. Ma anche il Barolo di Bartolo Mascarelli è uno dei migliori acquisti a buon prezzo che possiate fare online.

Tosti: moscato e classico


Se dobbiamo parlare di qualsiasi vino al mondo, la prima cosa che vi può venire in mente è quale tipo di scelta decidiamo di fare, i palati non troppo raffinati non capiscono sempre bene quale sia la differenza tra un vino classico e un vino dal gusto leggermente modificato.
Un’azienda che produce vini di asti, deve per prima cosa venire incontro a esigenze tra di loro molto diverse e a palati che hanno gusti molto diversi, per questo motivo è difficile pensare di poter parlare di un solo tipo di vino, certamente tutto questo cambia a seconda del tipo di cliente con il quale abbiamo a che fare.
Il moscato non è semplicemente un vino che possiamo trovare in un’azienda che lo produce o magari negli scaffali di un determinato supermercato, per prima cosa è una lavorazione che può essere semplice o maggiormente complessa, questo a seconda del tipo di prodotto che andremo a presentare al cliente.
La domanda che dovremmo fare al nostro consumatore è se di tratta di un palato che apprezza maggiormente il gusto classico e quindi il gusto di un vino che da sempre viene lavorato in un certo modo o al contrario vuole gustare un vino dal gusto molto diverso.
Al di là della risposta che andremo a dare, possiamo affermare con certezza che il vino deve sempre rispecchiare in pieno il gusto del cliente che decide di comprarlo, questa regola vale sia per il moscato che per qualsiasi prodotto che decidiamo di preparare e immettere sul mercato.
L’azienda Tosti da sempre, consapevole dell’importanza di poter soddisfare la variegata a numerosa clientela, cerca di accontentare qualsiasi palato, proponendo di volta in volta gusti che rispecchiano il cliente che andrà a consumare il vino, una regola non scritta che un’azienda produttrice di vini italiani deve sempre tenere a mente.
Il cliente dal gusto tradizionale, con un palato innamorato magari del gusto classico non va mai trascurato, si parla di un segmento di persone che hanno nel gusto classico del vino, il centro del loro modo di bere, non dobbiamo mai dimenticare che non si devono sottovalutare i palati e il modo di considerare un vino.
Gusto classico e bollicine sono la regola per il prodotto di punta dell’azienda Tosti, da sempre consapevole del fatto che si devono sperimentare strade nuove, cercando però di non distogliere mai l’attenzione e l’amore per il prodotto che da sempre rappresenta il successo dell’azienda.
Il gusto classico è proprio questo, cercare di intercettare sempre il gusto del cliente che da sempre ama il moscato tradizionale, il suo gusto inconfondibile che è al centro del nostro modo mangiare e passare il nostro tempo quando siamo a tavola, una regola molto importante.
Il classico è non solo un vino, rappresenta anche in pieno un modo di essere e una tipologia di cliente specifico, quello che nel corso del tempo per quanto le cose cambino, ama avere a propria disposizione certi tipi di gusti e sapori, innamorato della tradizione del modo di servire il vino in un certo modo, sottovalutare un cliente del genere, vuol dire tradire in pieno lo spirito con il quale ci si accosta al mondo del vino un’azienda che vuole sempre rappresentare un marchio attento alla qualità e all’esigenza stessa del cliente, sempre e comunque.