Nasce il Premio Giulio Gambelli per il miglior enologo “under 35” dell’anno

Promosso da A.S.E.T e dal gruppo I.G.P, in collaborazione con i consorzi di Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano, il riconoscimento, assegnato ogni anno, andrà al giovane enologo che più si mostrerà vicino all’”idea di vino” dell’indimenticabile Giulio Gambelli.
Il premio nazionale Giulio Gambelli al “Giovane enologo che più si sta ispirando alla maniera di fare vini di Giulio Gambelli” è promosso da ASET (la nuova Associazione Giornalisti Enogastroagroalimetari Toscani), e dal gruppo IGP (I Giovani Promettenti), formato dai giornalisti Roberto Giuliani, Luciano Pignataro, Kyle Phillips, Stefano Tesi e Carlo Macchi.
Il premio andrà al giovane enologo di massimo 35 anni che nell’anno solare (quindi, per la prima edizione, il 2012) abbia partecipato in prima persona alla produzione di vini aderenti all’idea di fare vino che fu di Giulio Gambelli: massimo rispetto per la materia prima e prodotti che esprimano in maniera chiara e netta sia i vitigni di provenienza che il territorio di origine.
La scelta del premiato sarà affidata a giornalisti del settore, tutti di riconosciuta fama.
Il regolamento è in corso di stesura.
Al vincitore verrà assegnato un premio in denaro offerto dalle aziende e dai consorzi aderenti all’iniziativa. La proclamazione avverrà nel corso di una cerimonia organizzata durante l’anteprima dei vini toscani, in una sede a rotazione tra i 3 consorzi.
Affiancheranno l’iniziativa i tre consorzi di tutela toscani con cui Gambelli ha collaborato per anni (Consorzio Chianti Classico, Consorzio del Brunello di Montalcino e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano), nonché alcune delle aziende vinicole a cui Giulio era più affezionato e i cui vini devono molto alla sua “mano”. Tra queste hanno finora aderito molte cantine ma si attendono altre
Falanghina del Beneventano, un vino bianco delicato e dal sapore armonico
Tra le bevande più apprezzate di sempre, almeno nella nostra penisola, c’è sicuramente il vino. Intorno al vino si sono create delle vere e proprie culture, agevolate dalle diversissime fragranze e composizioni che si possono infondere ad ogni uvaggio. Le caratteristiche che contraddistinguono un vino da un altro, ovviamente, possono variare a seconda dell’annata; ma un vino di una certa caratura è pur sempre un marchio da proteggere.
A proposito di questo possiamo nominare la falangina del Beneventano, un tipo di vino veramente adatto a tutti, con un profumo delicato ed un sapore inconfondibilmente leggero. Particolarmente adatto per accompagnare piatti a base di pesce, frutti di mare e formaggi cremosi. La falangina in questione è sicuramente uno dei vini più apprezzati in tutto il territorio nazionale.
Il suo nome, secondo molti, deriva dal latino “phalange”(che significa “legata al palo”) e la sua diffusione all’interno del territorio campano (e non solo), ha creato una certa fama intorno alla città di Benevento.
La falangina del Beneventano, come già detto, è un vino delicato, adatto ad accompagnare pietanze a base di pesce e che viene servito ad una temperatura di circa 9/10 gradi. L’uva dalla quale viene fuori questo vino bianco pone le sue basi intorno ad un terreno argilloso-calcareo e si vendemmia intorno alla metà di Ottobre.
La falanghina è uno dei vitigni con classificazione IGT più rinomati della Campania. In questo senso, la vendita vini è uno dei settori in cui la regione ha un ottimo riscontro dal mercato italiano.
Contrade di Montepulciano in gara per “A Tavola con il Nobile”

Monica Rubele, madrina di A Tavola con il Nobile
Dopo il successo di “Classe Nobile”, l’evento promosso dal Consorzio del Vino Nobile che ha portato nella Fortezza di Montepulciano centinaia di ex studenti dei Licei Classico e Scientifico, tutto è pronto per venerdì 19 agosto quando in Piazza Grande scenderanno oltre 30 aziende di Vino Nobile per Cantine in Piazza, il tradizionale appuntamento di fine estate ideato dal Consorzio del Vino Nobile e realizzato in collaborazione con il Magistrato delle Contrade con l’obiettivo di avvicinare il consumatore al produttore.
Un appuntamento aperto a tutti, con musica e spettacoli come sottofondo. A partire dalle ore 20 il cuore di Montepulciano, Piazza Grande, diventerà un grande banco di assaggio dove sarà possibile scoprire il Vino Nobile accostato ai prodotti del territorio. La passata edizione aveva fatto registrare oltre 3 mila presenze in una sola serata.
A fare da sottofondo alle degustazioni, come detto la musica, quest’anno portata in Piazza Grande dalla Fondazione Cantiere. Cantine in Piazza è ormai anche il prologo di un altro importante appuntamento nato dalla collaborazione tra il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e il Magistrato delle Contrade (ad una settimana dalla tradizionale corsa delle botti, il Bravìo): “A Tavola con il Nobile”, il concorso enogastronomico ideato dal Consorzio con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta, che con il 2011 raggiunge la nona edizione.
Il premio comincerà sabato 20 agosto, a cena, con le otto contrade del Bravìo delle Botti che presenteranno i primi piatti accogliendo nelle proprie sedi (incantevoli angoli della città, nel cuore dei palazzi storici o affacciate su panorami mozzafiato) le 4 commissioni in cui sono suddivisi i circa 20 giornalisti provenienti da tutta Italia e facenti parte della giuria tecnica. In questa serata le cucine delle contrade saranno aperte anche al pubblico proponendo piatti della tradizione in abbinamento ai vini del territorio.Domenica 21 agosto sarà la volta dei secondi piatti ed ogni contrada riceverà giudici diversi da quelli della prima giornata.
La somma dei punti conquistati da ciascuna determinerà la classifica generale e consentirà dunque di incoronare la contrada vincitrice che domenica 21 agosto, alle ore 17 presso il Teatro Poliziano, nel corso della presentazione del panno del Bravìo, riceverà il ricco montepremi consistente, naturalmente, in bottiglie di Vino Nobile di Montepulciano. Come nella passata edizione anche quest’anno un premio per il miglior abbinamento tra Vino Nobile e piatto in gara.
Tra i giurati “speciali” e Madrina di questa edizione Monica Rubele, la giornalista che al fianco di Osvaldo Bevilacqua conduce Sereno Variabile, storico programma di Rai Due che da anni porta gli italiani in giro per l’Italia. L’albo d’oro comprende ad oggi le contrade di S.Donato (2 volte), Collazzi (due volte), Gracciano e Voltaia, Cagnano mentre l’ultima edizione è stata vinta da Voltaia.
A Megavino protagonisti i vini autoctoni valdostani

Per la prima volta i vini DOC della Valle d’Aosta sono stati presentati a Megavino, il più importante salone internazionale vinicolo di tutto il BeNeLux, che si è tenuto a Bruxelles dal 22 al 25 ottobre. Nel corso delle quattro giornate di fiera più di 300 espositori provenienti da Paesi di tutto il mondo hanno accolto oltre 25 mila visitatori, dei quali circa 4 mila operatori di settore.
Nello stand istituzionale regionale, organizzato dall’Ufficio di Rappresentanza a Bruxelles della Regione Autonoma Valle d’Aosta, con il supporto dell’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali e dell’Assessorato Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, due sommelier professionisti dell’AISVDA, Angelo Sarica ed Enzo Gullone, hanno proposto in degustazione i vini che i produttori valdostani hanno offerto per l’occasione. Le degustazioni dei vini sono state accompagnate da quelle di tre prodotti DOP d’eccellenza: la Fontina, il Jambon de Bosses e il Lardo d’Arnad. Inoltre, nella giornata di chiusura, esclusivamente dedicata agli operatori e alla stampa specializzata, in un’apposita sala messa a disposizione dagli organizzatori si è tenuta una conferenza con degustazione sui vini autoctoni valdostani. All’incontro hanno preso parte in qualità di relatori il presidente dell’associazione Viticulteurs Encaveurs Vallée d’Aoste, Vincent Grosjean e l’enologoGianluca Telloli.
Apprezzamento per la qualità dei prodotti offerti in degustazione è stato espresso sia dal pubblico, sia dai rappresentanti della grande e media distribuzione, nonché dalla stampa specializzata. Entisiasmo e sorpresa da parte di tutti per la tipicità e il forte legame col territorio della produzione enogastronomica valdostana di tradizione.
L’interesse da parte degli operatori di settore è stato attestato dalle numerose richieste di informazioni finalizzate all’eventuale attivazione di futuri contatti diretti con i produttori.
Megavino è stata, dunque, un’ottima vetrina per la promozione della Valle d’Aosta e un’importante opportunità per stabilire nuovi contatti per un futuro rafforzamento della presenza dell’agroalimentare valdostano di eccellenza sul mercato belga.
