Il latte è sottopagato agli allevatori
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LATTE: MUCCHE SOTTOPAGATE (- 30 % ). COLDIRETTI IN PIAZZA MONTECITORIO
Truffe, importazioni di falso Made in Italy e le speculazioni fanno chiudere le stalle
Le mucche sono sottopagate per il latte ad un prezzo inferiore del 30 per cento rispetto allo scorso anno e gli allevatori “occupano” Piazza Montecitorio per denunciare che il latte fresco viene pagato in media dai consumatori 1,35 euro al litro con un ricarico di quattro volte e mezzo rispetto ai 30 centesimi riconosciuti in media alla stalla. L’iniziativa è della Coldiretti che ha promosso ”l’operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani”, in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) in Piazza Montecitorio a Roma, durante la quale è stato distribuito gratuitamente latte Made in Italy.
Nel corso della mobilitazione è stato possibile assaggiare il vero latte italiano gratuitamente per ricordare che il prezzo alla stalla – ha sottolineato la Coldiretti – ha raggiunto il minimo da oltre venti anni su valori che non coprono i costi di produzione e stanno mettendo a rischio stalle, mucche e lavoro che hanno garantito all’Italia fino ad ora il primato mondiale nella produzione formaggi tipici con il record di 35 riconoscimenti a livello comunitario. A rischio – sottolinea la Coldiretti – ci sono 43 mila stalle con quasi 2 milioni di mucche e circa 200 mila occupati che producono un valore di oltre 22 miliardi di euro che rappresenta la voce più importante dell’agroalimentare italiano.
Se le preoccupazioni sono diffuse in tutta Europa, l’Italia è però – ha precisato la Coldiretti – l’unico paese produttore comunitario in cui il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori si è verificato nonostante una sostanziale tenuta dei consumi e l’insufficiente produzione nazionale che arriva a coprire appena il 60 per cento del fabbisogno.
La realtà è che si moltiplicano le truffe ed i sequestri dei Nas mentre – ha sostenuto la Coldiretti – nei supermercati e nelle industrie arrivano ogni giorno 3,5 miliardi di litri di latte sterile, semilavorati e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori che cadono nell’inganno del falso Made in Italy. In Italia secondo i dati presentati dalla Coldiretti in un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi. Il risultato è che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri e la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta.
Anche per questo molti allevatori indossavano magliette gialle con la scritta “gli italiani lo fanno meglio” e “stop al falso Made in Italy” e tra gli striscioni si leggevano slogans che inneggiavano alla trasparenza come “Mamma difendiamo il latte italiano” e “Vogliamo l’etichettatura di origine del latte”.
La nostra presenza in Piazza Montecitorio è in continuità con il presidio ai valichi di frontiera, ai porti e nei punti vendita della grande distribuzione attuato dai nostri imprenditori durante l’estate per una operazione di trasparenza che ha portato il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia al varo del decreto per rendere obbligatorio l’indicazione di origine del latte e derivati in etichetta ora al vaglio dell’Unione Europea” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel chiederne “l’immediata operatività e l’estensione a tutti i prodotti alimentari come previsto da provvedimenti all’esame del Parlamento”.
IL MERCATO ITALIANO DEL LATTE IN CIFRE
Numero vacche 1.839.000
Numero aziende di produzione latte 43.861
Montagna 20.835
zone svantaggiate 3.809
Produzione totale di latte 111.054.000 quintali
Caseifici e centrali del latte 1.516
Cooperative 637
Centri di raccolta 82
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
IL SETTORE LATTIERO OCCUPA CIRCA 178.800 ADDETTI.
Occupati totali 178.800 di cui:
negli allevamenti da latte bovino 129.000
nell’industria lattiero ? casearia 27.800
nei servizi e commercializzazione 22.000
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
LE IMPORTAZIONI DI LATTE E DERIVATI IN ITALIA
Latte liquido sfuso in cisterna e confezionato 21, 3 miliardi di chili
(tra cui 13 miliardi di chili di latte sterile)
Formaggi 4 miliardi di chili
(tra cui sono comprese 86 milioni di chili di cagliate)
Polveri di latte:
(tra le quali caseinati/concentrati proteici per 15 milioni di chili) 130 milioni di chili
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
PREZZO MEDIO ANNUO DEL LATTE ALLA STALLA
(riferimento Regione Lombardia)
Anno Prezzo (centesimi al litro)
1996 39,22
1997 36,20
1998 33,54
1999 33,13
2000 33,87
2001 36,65
2002 35,13
2003 33,96
2004 33,83
2005 33,76
2006 32,07
2007 34,45
2008 39,48
2009 da 27 a 32 cent/kg
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
CONSUMI NAZIONALI PROCAPITE DI LATTE E CASEARI (KG)
Latte fresco 20 kg
Latte UHT 26 kg
Yogurt 8,7 kg
Burro 2,2 kg
Formaggi 24 kg
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
Con la pioggia la stagione dei funghi al via

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MALTEMPO: COLDIRETTI, CON PIOGGIA STAGIONE FUNGHI AL VIA
L’arrivo del maltempo con la pioggia che interrompe bruscamente l’estate accende gli entusiasmi degli appassionati raccoglitori di funghi dopo che la ridotta piovosità e il caldo record di agosto avevano fatto temere il peggio. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’estate del 2009 si è posizionata al quarto posto tra le piu’ calde degli ultimi duecento anni con il mese di agosto che si è classificato al terzo posto per temperatura media e all’ottavo per scarsa piovosità, sulla base delle rilevazioni effettuate dal Cnr (Isac-Cnr).
Il cambiamento del clima gioca a favore dei molti cercatori e buongustai che dedicano il proprio tempo libero nelle montagne e nei boschi italiani alla ” caccia “, nel sottobosco o sulle tavole, dei gustosi miceli. La nascita dei funghi per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali – precisa la Coldiretti – terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. L’attività di ricerca – afferma la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge in autunno moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.
Si stima che – riferisce la Coldiretti – i quasi 10 milioni di ettari di bosco che coprono un terzo dell’Italia possano offrire una produzione di circa 30mila tonnellate tra porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità note agli appassionati .
E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica.
funghi – continua la Coldiretti – sono prodotti di valore medio sotto il profilo nutrizionale e contengono in prevalenza acqua, ma anche proteine, carboidrati, sostanze minerali e vitamine, in percentuali variabili a seconda del livello di maturazione, ma essendo poveri di calorie e ricchi di cellulosa non ingrassano chi li mangia. Le vitamine prevalenti sono quelle del gruppo B e i sali minerali sono rappresentati principalmente da potassio e fosforo. I funghi – conclude la Coldiretti – possono essere consumati freschi, congelati, essiccati o conservati sottovetro, ma l’attitudine alle diverse preparazioni differisce a seconda delle diverse varietà: ad esempio porcini e trombette non devono essere sbollentati prima di essere congelati mentre il lattario è perfetto se viene cotto.
Gusto e mangiare sano: in 100 piazze la campagna che porta il biologico a casa degli italiani
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Domenica 4 ottobre 2009
Biodomenica 2009. In 100 piazze la campagna che porta il biologico a casa degli italiani
Per il decennale della campagna promossa da Aiab, Coldiretti e Legambiente, tante novità: Degustazioni, spettacoli, laboratori, incontri, e un concorso con tanti premi bio in palio.
Le piazze d’Italia al centro di un appuntamento ormai immancabile per gli amanti del buon cibo. la Biodomenica 2009, la campagna che da dieci anni porta il mondo della produzione biologica dentro le città italiane, proprio sotto lo sguardo curioso e partecipe di famiglie e consumatori. Domenica 4 ottobre, la campagna nazionale organizzata da Coldiretti, dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica e Legambiente, riempirà cento piazze italiane con i prodotti biologici locali e con tante iniziative: Spettacoli, laboratori, convegni, concerti e degustazioni. Quest’anno il tema di approfondimento legato alla campagna sono gli acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni (Gpp), uno strumento che serve a favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica. In particolare, nella piazze della Biodomenica i cittadini troveranno materiale informativo riguardo la ristorazione collettiva a base di prodotti biologici presente nelle mense scolastiche e ospedaliere di tutta Italia.
Una buona pratica che fa bene all’amministrazione pubblica e soprattutto al cittadino che andrebbe ulteriormente incrementata in Italia. E quest’anno Biodomenica anche un concorso per gli amanti del bio, realizzato in collaborazione con la Webtv Ecozoom.tv. Inviando un breve video o una foto divertente, chiunque potr vincere i premi messi in palio da Biodomenica, come un soggiorno per due in un Bioagriturismo o delle ceste di prodotti biologici. Per saperne di pi sul concorso, sulle piazze in cui sar presente la campagna e sui rispettivi programmi, consultate il sito www.biodomenica.it . Noi siamo felici di essere bio, e voi?
Cibo e salute: fermezza contro i “killer” della tavola
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Salute: bene l’operazione dei Nas. Fermezza contro i “killer” della tavola. La sicurezza è al primo posto nelle scelte alimentari degli italiani
La Cia commenta positivamente i sequestri operati in tutta Italia da parte dei carabinieri. Occorre “tolleranza zero” verso chi sofistica ed inquina il cibo e provoca gravi danni alla credibilità del settore agroalimentare italiano.
Il sequestro di prodotti alimentari destinati al consumo in pessimo stato di conservazione, invasi da parassiti e privi di sistema di rintracciabilità, conferma l’esigenza di colpire con la massima fermezza i criminali della tavola, chi sofistica ed inquina il cibo, chi truffa e specula sulla salute pubblica. E’ quanto ribadisce la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel commentare in modo positivo l’operazione condotta in tutta Italia, nell’ultima settimana di agosto, dai carabinieri dei Nas in strutture agrituristiche, alberghi, ristoranti e nelle aziende che li riforniscono.
L’operazione dei Nas dimostra che i controlli nel nostro Paese funzionano e che -sottolinea la Cia- vanno, quindi, mantenuti sempre molto rigorosi proprio per garantire al massimo i consumatori.
D’altra parte, la stragrande maggioranza degli italiani (nove su dieci) -ricorda la Cia- vuole massima sicurezza alimentare e chiede misure efficaci per reprimere sofisticazioni e adulterazioni dei prodotti; mentre sette su dieci sono favorevoli ad un’etichetta “trasparente” che permetta di riconoscere la provenienza del prodotto. Non solo. Oltre il 65 per cento dei nostri connazionali guarda alla qualità.
La sicurezza è, quindi, al primo posto nelle scelte alimentari degli italiani. Una tendenza -avverte la Cia- che è stata rafforzata anche dagli ultimi scandali alimentari e dalle vicende che hanno riguardato i sequestri di prodotti “pericolosi” per la salute.
Per la Cia occorrono misure drastiche per contrastare l’adulterazione e la truffa nell’alimentazione. E’ necessaria “tolleranza zero” contro chi, attraverso azioni criminali, fraudolente e illegali, mette a repentaglio la stessa salute dei cittadini e provoca gravi danni alla credibilità del settore agroalimentare italiano.
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