Archivio mensile:febbraio 2010

Fare la grappa

Fare la grappa in casa è molto pericoloso, oltre che illegale.

L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino torna sulla questione dopo i recenti fatti di cronacaGrappa “fai da te”: il no dell’Istituto di tutela grappa del Trentino
Il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli: «Non possiamo permettere a chiunque di mettere in circolazione dei prodotti che possono nuocere gravemente alla salute del consumatore». I produttori trentini: «Così si rovinano il lavoro e la tradizione centenaria dei nostri distillatori»

L’Istituto di Tutela della grappa del Trentino torna sulla questione della grappa fai da te in seguito ai recenti fatti di cronaca che hanno riguardato la denuncia di un cittadino di Monte Terlano (Tn) che distillava clandestinamente vinacce in quantità sicuramente non per uso personale. La questione riporta alla proposta di legge sulla grappa fatta in casa: 50 litri all’anno (250 bottiglie) da offrire agli amici o agli ospiti nel caso degli agriturismi. «Questo episodio conferma la pericolosità di questa proposta di legge – spiega Beppe Bertagnolli, presidente dell’Istituto di Tutela della grappa del Trentino – nei confronti della quale siamo stati fin da subito contrari sia come Istituto che come produttori di grappa; esiste già una legge che permette ad una azienda agricola, anche di piccole dimensioni, di ottenere il permesso per distillare fino a 300 litri per consumo interno il tutto in maniera controllata e legale. Permettere però a tutti di poterlo fare senza controllo sarebbe davvero un messaggio negativo, oltre che un rischio per la salute».


L’Istituto ribadisce anche la pericolosità della grappa “fai da te” nei confronti del consumatore. «Come Istituto – continua Bertagnolli – abbiamo portato avanti in questi anni una vera e propria campagna contro l’abuso dell’alcol promovendo prodotti di qualità quali quelli riconosciuti dall’Istituto che mensilmente applica dei rigidi controlli sanitari sulle aziende produttrici e di qualità sul prodotto che finisce in bottiglia; legalizzare il fai da te sarebbe come disperdere tutto questo lavoro e mettere a rischio la salute del consumatore».

Se davvero il Ddl andasse avanti a rischio sarebbero anche molte delle piccole distillerie trentine. «Si perderebbe il senso di questo mestiere – chiude il presidente dell’Istituto – una professione che negli anni ha visto da parte dei nostri distillatori accrescere gli investimenti aziendali in nuove tecnologie pur restando fedeli ai principi della distillazione artigianale. E’ grazie a questo che siamo riusciti a portare la grappa a diventare sempre di più un prodotto ricercato per le proprie qualità organolettiche. Dare il via libera alla grappa fatta in casa sarebbe un clamoroso declassamento dell’immagine di questo prodotto dopo che, non senza difficoltà, siamo riusciti a conquistare il favore dei consumatori».

L’Istituto di tutela della grappa del Trentino ha come finalità quella di garantire al consumatore una qualità certificata dall’Istituto agrario di San Michele all’Adige, attraverso analisi di laboratorio, e dalla Camera di Commercio di Trento, presso la quale è operante una Commissione per l’analisi organolettica. L’Istituto svolge un’azione di vigilanza sull’osservanza del regolamento di autodisciplina, recentemente aggiornato e sottoscritto dalla totalità dei distillatori, e promuove a livello locale e nazionale iniziative e studi atti a favorire il perfezionamento della produzione e l’incremento del consumo di Grappa trentina in Italia e all’estero.

Biologico Marche

Biologico Marche in vetrina in varie fiere di settore

Doppio appuntamento per la promozione del made in Marche di qualita`. Le eccellenze enogastronomiche regionali saranno in mostra alla 40^ edizione del Mia di Rimini, il salone internazionale dell’alimentazione, in programma dal 21 al 24 febbraio. A Norimberga, invece, dal 17 al 20 febbraio sono in passerella le produzioni biologiche marchigiane, protagoniste alla 21^ edizione del Biofach, la fiera internazionale del biologico piu` importante d’Europa. A Rimini saranno presenti 20 aziende marchigiane che troveranno ospitalita` all’interno della collettiva regionale organizzata al padiglione 7 in uno spazio allestito di 288 metri quadrati. Nella citta` tedesca la Regione Marche, che e` sempre stata presente con le sue aziende sin dalla prima edizione della fiera, partecipa con nove imprese e, novita` di quest’anno, ospita anche nella sua area – 160 metri quadrati posti al padiglione 4 dove trovano spazio anche altre importanti regioni italiane – la Provincia di Macerata che raccoglie un gruppo di piccole aziende biologiche.


Le Marche registrano una superficie dedicata al biologico che rappresenta il 10 ‘ 12 per cento della superficie agricola totale e un’importante tradizione cominciata gia` all’inizio degli anni “80.

Erbe aromatiche

Le erbe della forza protagoniste dell’edizione 2010 del Piatto Verde
A Riolo Terme (Ra) dal 22 al 26 marzo si svolgerà la rassegna gastronomica alla quale parteciperanno anche gli chef “stellati” Cannavacciuolo e Caputo.

Il comprensorio turistico delle Terre di Faenza ha nelle eccellenze enogastronomiche uno dei suoi punti di maggior valore. In questo spicchio di Romagna ci sono alcune delle aziende vinicole che nelle ultime edizioni delle guide di settore hanno ottenuto i massimi riconoscimenti. Ci sono prodotti gastronomici unici (dallo Scalogno di Romagna IGP all’olio di Brisighella DOP, passando per il carciofo moretto e i “frutti dimenticati”). A Casola Valsenio c’è l’importante Giardino delle Erbe officinali “Augusto Rinaldi Ceroni”, mentre la città di Riolo Terme è sede dell’IPSSAR “Pellegrino Artusi”, Istituto Alberghiero particolarmente attento alle tradizioni e ai prodotti del territorio.
E proprio a Riolo Terme si svolge da ben 19 anni la rassegna gastronomica “Il Piatto Verde” che quest’anno sarà dedicata a “Le erbe della forza” e prevede molte gustose iniziative, tra cui cene e corsi di cucina con rinomati chef (hanno già dato la loro disponibilità gli “stellati” Alfonso Caputo e Antonio Cannavacciuolo), un concorso aperto al pubblico e uno riservato agli Istituti alberghieri di tutta Italia e d’Europa. Appuntamento dal 22 al 26 marzo 2010 a Riolo Terme.

Fulcro della rassegna “Il Piatto Verde” è il concorso per la migliore ricetta realizzata con erbe aromatiche e rivolto agli Istituti Alberghieri di tutta Italia ed Europa e agli appassionati di cucina che si “affronteranno” a colpi di prelibatezze in due distinte sezioni.


Comune denominatore per entrambe le categorie sarà l’utilizzo delle piante cui per scienza, tradizione, credenza popolare si attribuiscono la proprietà di dare forza e vigore a chi le mangia. Sono state selezionate diciotto piante da utilizzare: aglio orsino, rabarbaro, chenopodio (detto anche piede d’oca o buonernrico), crescione, ribes, levistico (sedano di monte), panace (sedano dei prati), angelica, mirtillo, timo, ginseng, mirto, equiseto, rosa canina, coriandolo, menta, liquirizia, rucola.

In particolare, per quanto riguarda il concorso dedicato al pubblico, i finalisti (selezionati da un’apposita giuria di esperti) verranno ospitati nelle giornate dedicate alla gara e parteciperanno alla cena di gala nel corso della quale verrà proclamato il vincitore (venerdì 26 marzo). Vincitore che si aggiudicherà un weekend benessere al Grand Hotel delle Terme di Riolo. Per partecipare, occorre inviare la ricetta di un piatto a scelta fra antipasto, primo, secondo o dessert, che utilizzi tra i suoi ingredienti una o più delle piante selezionate, nelle parti indicate (foglie, fiori, semi, radici). Per informazioni e per richiedere il bando integrale del concorso: tel. 0546 71044,  progetti.sda@racine.ra.it .

Il programma de “Il Piatto Verde” sarà anche arricchito da “The First”, rassegna in cui chef di caratura nazionale terranno corsi di cucina riservati a professionisti della ristorazione e cene a tema aperte al pubblico, in cui gli stessi cuochi proporranno piatti inediti elaborati con le piante della forza e i prodotti tipici di questo territorio. Hanno già dato la loro conferma due chef da “2 stelle Michelin”: Antonio Cannavacciuolo del Ristorante Hotel Villa Crespi di Orta San Giulio (No) che sarà a Riolo Terme lunedì 22 marzo, e Alfonso Caputo della Locanda e Ristorante La Taverna del Capitano di Marina del Cantone – Massa Lubrense (NA), che invece ci sarà martedì 23.

Inoltre, fino a metà giugno nei ristoranti della zona aderenti all’iniziativa sarà possibile gustare i piatti con le erbe della forza. Ordinando il “Piatto Verde” si riceverà anche un omaggio legato alla tematica di questa edizione 2010 dell’iniziativa.
Info: tel. 0546 71044 progetti.sda@racine.ra.it

Prodotti aproteici

Dalla Regione 3 milioni di euro ai malati per l’acquisto di alimenti prodotti aproteici.

La Giunta Regionale ha approvato, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali e delle Sicurezze Luigina Di Liegro e del vicepresidente Esterino Montino, una delibera che prevede lo stanziamento di 3 milioni di euro a favore dei pazienti con insufficienza renale cronica di stadio 4 e 5, non ancora in dialisi, per l’acquisto dei prodotti aproteici.
Il provvedimento prevede di dare ai pazienti un contributo mensile di 120 euro per gli adulti e di 160 euro per quelli di età inferiore ai 12 anni che assumono latte ipoproteico.
“Questa delibera – ha detto l’assessore Di Liegro – è una risposta dovuta di aiuto ai pazienti affetti da questa grave patologia ed è stata possibile anche grazie al lavoro di condivisione che la Regione Lazio ha promosso con il Collegio dei Nefrologi responsabili delle strutture pubbliche e dei Policlinici Universitari, di Federfarma Lazio e delle altre associazioni di farmacisti, e alla collaborazione di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato e dell’Associazione malati di reni.”


“Si tratta di un atto doveroso nei confronti di una categoria di malati cronici a cui le istituzioni non devono mai dare la sensazione di essere lasciati soli – spiega il vicepresidente Montino – Con questo provvedimento quindi la Giunta Regionale mantiene l’impegno preso con i cittadini all’indomani del decreto n. U0076 del 23 novembre 2009 del Commissario per la sanità, che aveva determinato la sospensione dell’erogazione gratuita a carico del servizio sanitario regionale dei prodotti alimentari aproteici per pazienti con insufficienza renale cronica.”