Archivio mensile:dicembre 2010

Si è chiusa Etnafood, la vetrina dei prodotti tipici siciliani

Solo la Sicilia può permettersi il “lusso” di rivisitare la tradizione, grazie a quella innata capacità di reinventarsi, facendo della maestria e delle materie prime isolane, il proprio punto di forza. C’è tradizione e tradizione: c’è quella del cioccolato, del torrone, del panettone e dell’amaro, ognuna con un suo “identikit” storico e geografico, e poi c’è il “girellone”, “il panbacco” e il “Barocho”. Nessun gioco di parole, sono le prelibatezze “made in Sicily” che solo un Salone come Etnafood poteva regalare: seconda giornata ricca di novità, quella di oggi – 12 dicembre – che ha visto il centro fieristico Etnaexpo colmo di visitatori che hanno assaporato l’alta qualità dei prodotti provenienti da ogni angolo dell’Isola. Dall’inedito quanto mai indovinato matrimonio con la pasta di cioccolato e il pan di spagna, unito ai segreti carpiti nella capitale del cioccolato, Torino, e all’esperienza tramandata di padre in figlio in un’azienda ennese, nasce il “girellone”, il multistrato di cioccolato, torrone e pan di spagna, ricoperto di pistacchi. Si chiama “Barocho”, ed è prodotto a Caltanissetta l’unico amaro biologico al 100% in tutta Europa riconosciuto dal laboratorio chimico doganale nazionale e proposto al Salone da Slow Food Sicilia, nato dall’infusione di piante, frutti e di oltre 60 erbe aromatiche e officinali che vengono macerate singolarmente.
La Lombardia e la Francia l’hanno “adottato”: è il “panbacco”, panettone farcito con crema al pistacchio di Bronte e ricoperto da una glassa in “oro verde”. Basato sulla ricetta tipica del “panettun” milanese, ciò che lo distingue è il pistacchio. Ed è proprio una piccola azienda paternese (in provincia di Catania) che distribuisce il “panbacco” nel nord Italia – soprattutto in Lombardia e in Francia.

Ma Etnafood – promosso dalla società Agrorà, diretta da Rosario Sallemi – non propone solo assaggi ma veri e propri “viaggi” dei sensi attraverso i sapori e la storia del buon cibo siciliano: stamattina si è svolto infatti il laboratorio del gusto “Pane e cioccolato” curato da Slow Food Sicilia, una vera e propria didattica del gusto per rendere il consumatore consapevole di ciò che mangia. Un docente spiega le qualità organolettiche degli alimenti mettendo a confronto quelli di produzione industriale con quelli artigianali. Il laboratorio del gusto si svolge in due momenti dopo una prima fase teorica, segue quella pratica in cui i partecipanti vengono invitati a degustare gli alimenti in base ai principi dell’analisi sensoriale, secondo un percorso ben preciso: ogni alimento deve essere prima osservato, poi annusato e infine mangiato. Su questa scia la terza e ultima giornata di domani – 13 dicembre – a partire dalle 10.30, proporrà il seminario “Analisi Sensoriale nella valorizzazione dei prodotti tipici siciliani” organizzato in collaborazione con la Facoltà di Agraria di Catania: dopo i saluti del preside Agatino Russo, interverranno Giovanni Spagna – presidente Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari della Facoltà di Agraria etnea – sul tema “Tecnologie alimentari e prodotti tipici”; Annamaria Grasso – fiduciaria Slow Food Catania – su “Alimentazione nella storia della Sicilia: un’isola mille isole”; C. Maria Lanza – responsabile Laboratorio di Analisi Sensoriali del Dofata della Facoltà di Agraria di Catania – che approfondirà il tema “Introduzione all’analisi sensoriale dei prodotti tipici”, cui seguirà il “Laboratorio di analisi sensoriale: la creazione di un profilo”. Gli interventi saranno coordinati dal giornalista Umberto Teghini. Alle 17.30 la degustazione guidata della Cuccia di S. Lucia.