Archivio mensile:febbraio 2013

3 ristoranti a Barcellona: il meglio

 

Se viaggiate a Barcellona, mangiare non sarà un problema. La città è piena di locali di ogni tipo, dai buffet, alle pizzerie, kebab, ristoranti… Insomma, qualsiasi siano i vostri gusti è sicuro che troverete un posto dove mangiare che vi soddisfi: uscite dal vostro appartamento a Barcellona, mangiate al ristorante, e poi una passeggiata sulla spiaggia. Qui vi ho fatto una lista di 3 tra quelli che secondo me sono i migliori posti della città. I primi due sono un po’ cari, ma non preoccupatevi: mangiare a Barcellona si solito è veramente economico!

Saüc: ristorante di ottima qualità, addirittura premiato con le stelle Michelin. Non c’è bisogno di scappare subito pensando al prezzo; anche se non è il massimo del risparmio a soli 37€ è possibile avere tre piatti, dessert e caffè. Sempre che si vada nei weekend o all’ora di pranzo.
ABac: senza dubbio di altissima qualità (e prezzi!), è un ristorante con 2 stelle Michelin. Purtroppo i prezzi frenano un po’ chiunque: il costo medio di un piatto è sui 50€ e il menù si aggira intorno ai 125€. Se potete permettervi di spendere tanto, però, non ve ne pentirete: in questo ristorante l’esperienza va oltre il semplice mangiare.
Ken: citato tra i preferiti di Puyol, giocatore del FC Barcellona, questo ristorante giapponese è perfetto per tutti. Con 13€ è possibile mangiare in menù (pranzo durante la settimana). Si tratta di cucina giapponese tradizionale, teppenyaki. Oltre ad essere economico è molto gettonato, per cui vi conviene decisamente prenotare per trovare un posto!

Cucinoterapia, risotto con mele e melissa

 

Al giorno d’oggi la parola d’ordine più utilizzata quando si parla di alimentazione è bio:dagli ortaggi coltivati senza agenti chimici agli allevamenti a terra, passando per la riscoperta delle piante officinali e aromatiche come preziosi alleati per la salute, le esigenze del consumatore moderno si rivolgono soprattutto alla riscoperta della natura come fonte inesauribile di benessere.

 

Proprio per questo la cucinoterapia, ossia la cura di disturbi dell’organismo di vario genere attraverso un’alimentazione ricca di piante medicinali, è divenuta una pratica molto diffusa e utilizzata.

 

Sul web è possibile consultare gratuitamente moltissimi portali specializzati, che illustrano le proprietà benefiche dei vegetali utilizzati da secoli nel campo delle scienze erboristiche, proponendo inoltre varie possibilità di utilizzo delle erbe officinali in cucina.

 

Alcune di queste come il basilico, il rosmarino e la salvia sono già ampiamente presenti nella cucina mediterranea (soprattutto in quella italiana), ma il rinnovato interesse per questo approccio naturalistico all’alimentazione stimola sempre di più la curiosità degli utenti, a caccia di ricette gustose e originali ma nello stesso tempo “curative”.

 

Risotto con mele e melissa, proprietà benefiche e ingredienti

 

Un esempio di pietanza a base di erbe officinali è l’ottima ricetta del risotto con mele e melissa.

La melissa è una pianta profumatissima e dal gradevole sapore di limone, usata storicamente nella fitoterapia per curare stati di ansia e stress, ma anche per lenire stati infiammatori di vario genere.

Svolge inoltre un’efficace funzione antispasmodica e carminativa, ed è pertanto consigliata nel trattamento di disturbi della digestione, dolori mestruali, colite, nausea e crampi addominali.

La ricetta di questo risotto è molto semplice e di facile realizzazione, ma nello stesso tempo ha un gusto raffinato e originale.

 

Gli ingredienti necessari per tre persone sono i seguenti:

  • 300 grammi di riso carnaroli (o della qualità che si preferisce),
  • 4 cucchiai da tavola di olio extravergine d’oliva,
  • 2 cipolle piccole fresche comprensive di gambo,
  • 1 mazzetto di melissa, possibilmente fresca,
  • 2 mele di qualunque tipo,
  • parmigiano quanto basta
  • Un litro e mezzo di brodo vegetale.

 

Preparazione del risotto

 

La prima operazione da compiere è tagliare le cipolle a rondelle e farle imbiondire nell’olio in una pentola a fiamma bassa, per poi aggiungervi le mele tagliate a tocchetti (per far si che non anneriscano, si consiglia di innaffiarle con del succo di limone prima di cuocerle).

 

Passati 3 minuti circa, si potrà aggiungere il riso, facendolo tostare per qualche minuto. A questo punto, il composto andrà innaffiato con parte del brodo caldo, aggiungendone poco a poco dell’altro fino ad ultimare la cottura del riso.

 

Per completare il piatto si dovrà aggiungere a questo punto il parmigiano e la melissa tritata finemente. Il piatto potrà essere infine guarnito con delle foglie di melissa intere e una spruzzata di pepe nero macinato fresco.

Dolcifica responsabilmente

 

Sapere e sapore sono termini provenienti dalla stessa radice. Ogni essere, all’inizio della propria esistenza, ne dà conferma: il neonato per conoscere assaggia. Nel sapore delle cose è contenuta e rivelata la verità, l’essenza. Il gusto conosce più del tatto e della parola perché non ha il dualismo della separazione, né i limiti della spiegazione – sapreste spiegare il sapore di una fragola? Il gusto attua l’identità, non a caso si dice “siamo ciò che mangiamo”, ma è più esatto dire siamo ciò che assimiliamo, perché diventiamo simili solo a ciò entra a far parte del nostro corpo, formando un’unità.

 

L’evoluzione ha generato un sistema di vita sofisticato, in cui sapori e saperi sono stati modificati da continue trasformazioni. Lo zucchero, come il sale, altera e involgarisce la vita con effetti piacevoli, ma a lungo andare nocivi per la salute fisica, e forse peggiori per quella psichica. Lo stato di avanzamento di questo processo è ormai tale che diventa utopico tentare una restaurazione dei “Sapori”. È un ritorno più impossibile che difficile, il tempo conosce una sola direzione e non ha la retromarcia.

 

Nel nostro tempo resta comunque doveroso provare a recuperare e conservare la conoscenza del sapore in un cammino che va compiuto per gradi. Non è pensabile di poter cancellare lo zucchero dalle nostre credenze, ma possiamo limitarne l’uso, rieducandoci alla naturale dolcezza della vita. I dolcificanti appartengono alla sfera del superfluo. Può essere ridotta, un cucchiaino alla volta, usando le soluzioni meno tossiche fino a quando, si spera, non ne avremo più bisogno. Questa è la nostra missione: ritrovare il gusto di una dolcezza responsabile.

Prezzi al cunsumo della verdura triplicati rispetto a quelli all’origine. I consumatori preferiscono acquistare nei discount

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“Mentre a gennaio crescono i prezzi al consumo (+0,2% a gennaio rispetto a dicembre 2013), si contraggono invece quelli dei prodotti agricoli”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione ai dati definitivi sull’inflazione a gennaio, diffusi oggi dall’Istat.

Confagricoltura fa presente, sulla base dei dati Ismea, che le quotazioni agricole sono calate dell’1,2% a gennaio su dicembre; gli ortaggi segnano a gennaio un incremento sul mese precedente del 3,2% all’origine.

“La dinamica al consumo penalizza i consumatori e conferma il potenziale deflativo della produzione primaria – osserva Confagricoltura -. I vegetali freschi a gennaio, rispetto a dicembre, sono costati ben il 9,2% in più ai consumatori”.

“Aumenti dei listini all’origine delle verdure a gennaio e febbraio sono fisiologici – spiega Confagricoltura – perché pesano i fattori meteorologici e gli incrementi dei costi, ad esempio, per il riscaldamento di serre e stalle. Resta la forte discrepanza di quotazioni, con i prezzi al dettaglio triplicati rispetto a quelli all’origine”.
Confagricoltura pone in evidenza, sulla base dei dati Istat, il calo delle vendite al dettaglio (-0,8% nel 2012 rispetto all’anno precedente quelle alimentari) che si stanno concentrando sempre più nei canali della grande distribuzione (+0,6%) ed in particolare del discount (+1,6%). “Tendenze – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – da tenere presenti nelle strategie d’impresa, anche quelle volte ai nuovi mercati”.