Archivio mensile:dicembre 2009

Vino italiano: ancora controlli sul Brunello di montalcino

Arrivano le dichiarazione del ministro dell’agricoltura Zaia in merito al vino made in italy. Il ministro ha dichiarato che saranno prorogati al 30 giugno 2010 i controlli sull’intera filiera del Brunello di Montalcino per assicurarne la correttezza dei procedimenti. Tutte queste operazioni sono indispensabili per tener alta la bandiera del vino italiano all’estero.

“Abbiamo voluto prorogare i controlli lungo la filiera produttiva del Brunello di Montalcino per altri sei mesi per mantenere inalterato il flusso delle esportazioni verso gli Stati Uniti di questo grande ambasciatore del Made in Italy e rafforzare la fiducia nel sistema di controlli italiano, un sistema che abbiamo esportato insieme alla qualità e alla salubrità dei nostri prodotti agroalimentari”.

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la firma del provvedimento che proroga, fino al 30 giugno 2010, il termine di applicazione delle disposizioni contenute nel decreto 3 luglio 2008 con il quale erano stati adottati interventi per rafforzare il sistema dei controlli nella filiera produttiva del Brunello di Montalcino e salvaguardarne le esportazioni negli USA.


“La proroga, dal 31 dicembre 2009 al 30 giugno 2010, delle specifiche procedure di controllo attuate dall’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari – ha detto ancora il Ministro Zaia – rappresenta un’ulteriore garanzia per la tutela dei nostri prodotti di qualità e per l’immagine di un vino dalla storia e dalla tradizione antiche”.


Spumante: ultimo dell’anno con 80 milioni di tappi

Per l’ ultimo dell’anno sembra che saranno ben ottanta milioni le bottiglie di spumante stappate. Si raccomanda i consumatori di non disperdere tutti questi tappi e immetterli nel ciclo dei rifiuti riciclati

Secondo le prime stime della Cia, la notte dell’ultimo dell’anno i consumi di spumante e prosecco saliranno dello 0,5 per cento rispetto all’anno scorso, sfiorando quota 60 milioni di litri. Un appello per non disperdere i tappi nell’ambiente e anzi conservarli per il riciclo.

Gli italiani si apprestano al rituale brindisi di San Silvestro. Verranno stappate circa 80 milioni di bottiglie, tra spumanti, prosecchi e champagne. Consumi, quindi, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con un leggerissimo incremento nell’ordine dello 0,5 per cento. Queste le prime stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori che lancia anche un appello ai consumatori affinché vengano recuperati i tappi delle bottiglie, rispettando l’ambiente.
Infatti -spiega la Cia- i tappi di sughero utilizzati per le bottiglie pur non potendo essere riutilizzati per il medesimo scopo, possono essere riciclati e trovare nuovi impieghi. Con un minimo di accortezza -prosegue la Cia- circa 3 tonnellate di sughero, invece di diventare “indecorosi tappeti di immondizia stradale” possono essere reinseriti nei cicli produttivi senza gravare sul patrimonio ambientale.
In alcune realtà del Paese -segnala la Cia- sono attivi raccoglitori specifici per il sughero e comunque è importante differenziare i tappi dall’altra spazzatura.


Anche questo ultimo dell’anno -continua la Cia- verrà, quindi, salutato e bagnato con complessivi 60 milioni di prodotto versato nei calici, con una preferenza dello spumante rispetto allo champagne e con il prosecco che prosegue nel suo trend positivo. La Cia oltre a raccomandarsi con i consumatori per il rispetto dell’ambiente, invita ad un consumo sano e responsabile degli alcolici, anche nella notte di San Silvestro.


Menù di natale: come risparmiare

Preparare un bel cenone di natale o di capodanno e risparmiare? Sembra sia possibile:basta seguire i menù della tradizione culinaria regionale. Sembra che seguendo questi semplici consigli si possa arrivare ad avere un risparmio a tavola del 30%

Nove italiani su dieci trascorrono la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici, con una spesa di circa 120 euro a famiglia per gustare soprattutto i piatti della tradizione italiana: dal cappone in Piemonte alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche, dai Canederli in Trentino allo sfincione in Sicilia e molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che nonostante la crisi gli italiani non sembra vogliano rinunciare alla qualità, come dimostra il fatto che spenderanno circa 2,8 miliardi di euro a tavola per il Natale.

La tendenza è però quella di una crescita delle portate Made in Italy con l’abbandono delle mode esterofile del passato pagate a caro prezzo: meno caviale, ostriche, salmone o ciliegie fuori stagione e piu’ bollito, cappelletti in brodo, pizze rustiche e agrumi nostrani per recuperare le tradizioni del passato e arrivare a risparmiare anche il 30 per cento. . Peraltro in questo Natale si registra anche un aumento del numero di quanti colgono l’occasione per dedicare un po’ piu’ di tempo ai fornelli che, oltre ad essere motivo di svago, fa bene alle tasche.

A finire sulle tavole del Natale sono anche gli omaggi enogastronomici delle festività che, secondo un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it, per quasi quattro italiani su dieci (39 per cento) sono il “regalo che si vorrebbe trovare sotto l’albero“ seguito dal 21 per cento che sceglie un capo di abbigliamento, il 15 per cento cd/dvd, il 13 per cento l’ultima novità della tecnologia informatica del futuro e altro il 12 per cento. L’Italia ha conquistato in Europa il record nelle produzioni tipiche con 193 prodotti a denominazione di origine Dop/Igp (oltre il 20 per cento del totale riconosciuto dall’Unione Europea) senza contare le 4.471 specialità tradizionali censite dalle regioni e i 469 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (Igt). Tra i piu’ gettonati ci sono – continua la Coldiretti – i vini, i formaggi, i salumi, gli oli di oliva e legumi, frutta secca ed altri prodotti con una netta impennata per i prodotti tipici del Natale come gli spumanti.


Immancabile sulle tavole del Natale il panettone e il pandoro con una produzione in Italia di più di centodieci milioni, dei quali poco piu’ del 10 per cento con metodo artigianale, anche se – sottolinea la Coldiretti – si prevede che per le festività di fine anno saranno molti a riscoprire dolci tradizionali del territorio. Se – conclude la Coldiretti – in Calabria si consumano i fichi a crocetta ricoperti al cioccolato e i torroncini, dolci al cedro e al bergamotto, in Campania è il tempo di struffoli e roccocò, in Friuli della gubana (noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, avvolto in sfoglia), in Molise i calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, in Puglia i porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero), in Emilia il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi), in Liguria il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e marsala) e in Sicilia i buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi), cassate e cannoli, i mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano e cubbàita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi

I PIATTI TIPICI DI NATALE PER REGIONE

ABRUZZO : Minestra di cardi, zuppa di castagne e ceci, lasagna con macinato, mozzarella e parmigiano. Tra i secondi agnello arrosto e bollito di manzo. I dolci tradizionali, diversi per ogni provincia, sono: calcionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d’uva nera detta scrucchiata, ceci, noci tritate, mandorle triturate, mosto e cacao), ferratelle, ostie con ripieno di mandorle, noci e miele, neole, noci atterrati (mandorle con acqua e zucchero) e scrippelle.

BASILICATA : Minestra di scarole, verze e cardi cotta in brodo di tacchino e salami con aggiunta di formaggio grattugiato e a pezzettini, Baccalà lesso con peperoni cruschi (seccati al sole e calati per pochi secondi nell’olio d’oliva bollente), Strascinari al ragù di carne mista (pasta casereccia chiamata così perché strisciati a forza con le dita), piccilatiedd, pane con le mandorle, pettole (pasta lievitata fritta con alici) e come dolci i calzoncelli (panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o castagne lesse. Il tutto accompagnato da un buon vino: l’Aglianico del Vulture.

CALABRIA : Come antipasti, crespelle ripiene alle alici e salumi Dop come salsiccia, capicollo, pancetta e sopressata con aggiunta di pecorino crotonese e caciocavallo silano. Tre i primi, le scillatelle (o fileya) con ragù di maiale, minestra maritata con verdure di campo e fagioli, mentre tra i secondi capretto al forno alle erbe selvatiche con patate, pesce stocco di Cittanova (spugnato con l’acqua dello Zomaro) con la ‘ghiotta (sughetto di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi e uvetta). Come contorno, il broccolo calabrese saltato in padella e condito con peperoncino. Tra i dolci, fichi a crocetta ricoperti al cioccolato, torroncini, dolci al cedro e al bergamotto. Vini e liquori: Cirò, liquirizia e grappa al peperoncino.


CAMPANIA : Minestra maritata di cicoria scarole e “borraccia” (erba amara e pelosa) in brodo di cappone con – consiglia la Coldiretti – aggiunta facoltativa di uova sbattute con peperoncino e carne di vitello, spaghetti alle vongole, Cappone imbottito e – continua la Coldiretti – insalata di rinforzo (cavolfiore, sottaceti misti, peperoni detti papacelle olive di Gaeta e acciughe salate) accompagnate dalle immancabili friselle (crostini di pane circolari) e dai broccoli con aglio e peperoncino. Come dolci Struffoli, Roccocò e frutta secca.

EMILIA ROMAGNA : come antipasto il tradizionale culatello di Zibello, mentre tra i primi Tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini in brodo (con ripieno di carne) e passatelli in brodo. Tra i secondi, cotechino di Modena, zampone con lenticchie, puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba (mosto cotto e aromi naturali). Tra i dolci, il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi). Come vini il Pignoletto dei Colli bolognesi e il Sangiovese.

FRIULI VENEZIA GIULIA : Brovada e muset (zuppa di rape e cotechino) con polenta, trippa, sugo, formaggio, cappone e il dolce la gubana (noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, avvolto in sfoglia).

LAZIO : per la vigilia la tradizione privilegia fritto misto di verdure (broccoli e carciofi) e baccalà fritto, il capitone. Per il giorno di Natale, abbacchio al forno con patate e cappelletti in brodo, bollito misto e tacchino ripieno. Dolce: pampepato e pangiallo (frutta secca e canditi con farina, miele e cioccolato).

LIGURIA : Maccheroni in brodo, ravioli alla genovese (ripieno di vitello, animelle, uova, erbe, pangrattato e parmigiano), stecchi fritti (spiedini di rigaglie di pollo con funghi freschi, besciamella e parmigiano), cappone lesso e – sostiene la Coldiretti – cappon magro (piatto fatto esclusivamente di verdure o di pesce), salcicce e spinaci, Faraona al forno con carciofi e come dolce il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e marsala), canditi, torrone, uva, fichi secchi e noci innaffiati da un buon Rossese di Dolceaqua.

LOMBARDIA : Consumè di cappone in gelatina, tortellini o casoncelli in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella, accompagnato da mostarda di Cremona, Stecchini (spiedini di pollo e vitello) con insalata e come dolce il “Pan di Toni”, il panettone.

MARCHE : Maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo di carne, Vincisgrassi (timballo di manzo macinato, salsiccia, pollo tritato, prosciutto crudo, a volte con aggiunta di funghi) e cappone arrosto. Come dolci- rileva la Coldiretti – la pizza de Nata’ (pasta di pane con frutta secca, uvetta, cioccolato in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero) e il fristingo (impasto di fichi, cioccolato, canditi e frutta secca). Tra i vini, la Vernaccia di Serrapetrona, vino cotto e vino di visciole (ricavato dalle tipiche amarene).

MOLISE : Zuppa di cardi, Pizza di Franz in brodo caldo (pezzettini di pizza a base di uova parmigiano grattugiato e prezzemolo al forno), baccalà arracanato ( mollica di pane aglio prezzemolo origano uva passa pinoli e noci) o baccalà al forno con verza, prezzemolo, mollica di pane, uvetta e gherigli di noci. Per dolce i Calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, uova e vaniglia. Come vini il Montepulciano o il Trebbiano.

PIEMONTE : Cappone di Morozzo al forno, bue bollito di Carrù e Moncalvo, insalata di carne cruda all’albese, peperoni in bagna cauda (salsa a base di olio, aglio e acciughe), acciughe al verde, flan del cardo, tayarin con pancetta petto d’oca affumicato, agnolotti al plin con sugo d’arrosto e risotto con radicchio, cappone arrosto, misto di bollito con salse, carote e patate al forno. Dolci: mousse di mele rosse Igp, torta di nocciole e zabaione, torrone d’Alba.

PUGLIA : Cime di rape stufate, panzerotti fritti con ripieno di mozzarella, pomodoro e formaggio o con ricotta scuantr’, anguilla arrostita con alloro, baccalà in umido (con cipolla e olive), baccalà fritto, agnello al forno con lambascioni, cuturidd’. Come dolce le pettole (frittelle tonde che si possono anche intingere nello zucchero), le cartellate (dolci fritti a forma di rosa e guarniti con miele o mosto), il torrone e i porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero), fichi secchi e pasticceria di mandorle.

SARDEGNA : Tra gli antipasti, salsiccia, pecorino e olive “a schibeci”. Culurgiones de casu (ravioli ripieni di pecorino fresco, bietola, noce moscata e zafferano) conditi con sugo di pomodoro e pecorino grattugiato, gnocchetti sardi al sugo di salsiccia, agnello con patate al forno, porcetto al mirto. Tra i contorni verdura di stagione come sedano, finocchio e ravanelli. Tra i dolci, ricotta con miele, le seadas al miele. Tra i vini, Cannonau e Moscato.

SICILIA : Sfincione (pizza base di cipolla), scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, insalate di arance con aringa e cipolla, agnello al forno, sformato di anellini al forno con ricotta, pasta con le sarde e sarde a beccafico (ripiene di mollica, pinoli, bucce di arance, foglie di alloro e uva passa), carne con pancetta coppata con contorno di sparaceddi e caponata. Per dolci, buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi), cassate e cannoli, i mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano e cubbàita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi). Vini: di Alcamo e dell’Etna e Zibibbo di Pantelleria.

TOSCANA : Crostini di fegatini, brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata oppure cappone ripieno e sformato di gobbi. Dolci: i cavallucci e i ricciarelli.

TRENTINO : Canederli (polpettine di pane raffermo, speck, pancetta e salame, farina, uova, latte e brodo condite con spinaci, funghi o fegato di vitello. Possono essere conditi, una volta lessati, anche con burro fuso e formaggio oppure ragù di carne, strangolapreti conditi con burro, salvia e parmigiano, Capriolo o Capretto al forno con patate e Strüdel o lo zelten.

UMBRIA : Cappelletti ripieni di cappone e piccione, contorno di cardi umbri, cappone bollito e come dolce il panpepato (farina, noci, cioccolato fondente, mandorle, scorza di arancia candita, uva passa, miele, pinoli, nocciole, pepe macinato e vino rosso, le pinoccate fatte di zucchero e pinoli e il torciglione serpentello di pasta dolce con mandorle.

VALLE D’AOSTA : Mocetta in crostini al miele (Salume di muscolo di vacca, pecora o capra essiccata e aromatizzato con erbe di montagna, ginepro e aglio), lardo con Castagne cotte e caramellate con miele, Crostini con Fonduta e Tartufo, Zuppa alla Valpellinentze (cavolo, verza, fette di pane raffermo, fontina, brodo, cannella e noce moscata, Salsiccia con Patate e Carbonata Valdostana con Polenta (sottili strisce di carne macerate nel vino rosso con aromi). Come dolce Pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo e Caffè Mandolà molto robusto alle mandorle tritate e le tegole pasticcini secchi

VENETO : come antipasto salumi vari (soppressa e salsiccia luganega), tra i primi brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d’anatra. Come secondi, polenta e baccalà, lesso di manzo “al cren” (salsa di rafano) con contorno di purè di patate. Tra i dolci il pandoro di Verona, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. Per innaffiare il tutto – conclude la Coldiretti – un ottimo Amarone della Valpolicella o un buon Raboso delle terre del Piave e alla fine un brindisi augurale con le bollicine del Prosecco di Conegliano o di Valdobbiadene.

Natale in Cantina: i vini per brindare alle feste

Vacanze natalizie fra l’eccellenza del vino toscano: i vini più pregiati e le migliori taverne

La magica atmosfera del Natale all’insegna del gusto nei territori dove nasce l’eccellenza dei vini della Toscana. Brindare all’anno nuovo che verrà con vini Doc, vivere una giornata speciale nella tradizione toscana o l’occasione per pensare ai regali da portare sotto l’albero, è possibile con Natale in Cantina. I protagonisti sono il Brunello di Montalcino, il vino Nobile di Montepulciano ed il Chianti Classico. Ed è proprio dove vengono prodotti che si capisce il loro pregio, le loro caratteristiche uniche e una parte fondamentale dell’anima di questa regione.

La campagna chiantigiana è il panorama da cartolina per eccellenza di questa regione unica al mondo. In questa terra, dove i colori del cielo e della terra si mescolano, nasce il Chianti Classico. Greve, Radda, Gaiole e Monteriggioni, sono i luoghi dove nasce uno dei rossi migliori al mondo. La sua qualità incomparabile nasce non solo dal territorio eccezionale ma anche dai suoi produttori che hanno saputo mantenere nel tempo le tecniche tradizionali del passato.

Nel regno del Brunello di Montalcino, un itinerario per gustarsi un vino limpido, dal rosso vivace e dal gusto corposo, attraversando un paesaggio da fiaba, dove fra dolci colline e distese di vigneti si trovano le perle storico-artistiche della Toscana. Da Siena, la città del palio e patrimonio mondiale dell’umanità, un viaggio alla scoperta dei borghi medievali più belli, dove ancora si respira la loro atmosfera medievale.


Passeggiando nei centri di Castelnuovo Berardenga, Trequanda e Montalcino, non sarà difficile alternare soste degustative nelle taverne migliori con la scoperta delle loro ricchezze monumentali.

Antiche radici storiche e gusto sono le caratteristiche che contraddistinguono il Nobile di Montepulciano. La splendida architettura del borgo incantato di Montepulciano e Chiusi, la città etrusca più antica della regione, sono l’esempio del legame indivisibile di questo vino top con il suo territorio d’origine.

 

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