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Raccolta, molitura e gramolature olive: tutte le fasi della produzione dell’olio

Siamo abituati a prendere in mano una bottiglia di olio extra vergine di oliva senza neanche pensarci, abituati ad utilizzarlo per cucinare le nostre ricette migliori, abituati ad utilizzarlo per condire. Sarebbe bello però se almeno per una volta ci fermassimo a riflettere su quanto lavoro vi sia dietro alla realizzazione di quella bottiglia di olio, un lavoro che è lento, lungo, portato avanti ancora oggi secondo le più antiche tradizioni, un lavoro che senza passione e dedizione non potrebbe essere svolto nel miglior modo possibile.

Ogni fase della lavorazione necessita di tutto questo. Ecco spiegate le varie fasi in cui è necessario passare per poter ottenere un olio impeccabile, dal momento della raccolta delle olive ovviamente:

    • raccolta. In questa fase, da svolgere rigorosamente a mano, si raccolgono le olive dagli alberi, cercando di prestare attenzione al loro grado di maturazione. Le olive devono essere integre e questo significa che la raccolta deve prevedere lentezza e delicatezza.
    • trasporto. Entro 6 ore dalla raccolta, le olive devono arrivare al frantoio.
    • pulizia. Le olive devono essere accuratamente pulite, così che sia possibile eliminare la sporcizia che ovviamente si è posata su di loro mentre erano ancora sull’albero ed eventuali residui, altra fase che necessita di lentezza e dedizione per preservare l’integrità della materia prima al meglio.
    • molitura. Le olive vengono frantumate sino a quando non si trasformano in una vera e propria pasta.
    • gramolature olive. La pasta di olive che si ottiene tramite la molitura, viene in questa ulteriore fase mescolata, in modo davvero molto lento e delicato. La gramolatura delle olive continua sino a quanto acqua, olio e sansa non si separano.
  • centrifuga. L’olio di oliva viene centrifugato, per fare in modo di eliminare ogni impurità presente.
  • decantazione. L’olio viene poi inserito in appositi contenitori di acciaio inox che non lasciano passare i raggi del sole. I contenitori vengono posizionati in un ambiente fresco, a decantare.
  • imbottigliamento. L’olio viene poi imbottigliato nel vetro, in vari formati a seconda delle esigenze e delle richieste.

 

Sono davvero numerose quindi le fasi che le olive devono intraprendere per poter essere trasformate in olio extra vergine, numerose e anche davvero molto complesse. Basta infatti un piccolo errore per compromettere la buona riuscita della produzione. Adesso che sapete tutto questo, pensateci ogni volta che avete tra le mani una bottiglia di olio, un prodotto che date, che tutti anzi diamo, per scontato ogni giorno perché siamo ormai abituati ad utilizzarlo, un prodotto che ha invece dell’incredibile e che è prezioso come pochi altri.

E ricordate di non scegliere mai un olio qualsiasi, magari affidandovi a prezzi bassi, offerte e promozioni. L’olio deve essere di qualità perché sia davvero possibile dare sapore ai vostri piatti e perché sia davvero possibile parlare di un prodotto genuino, sano, che vi consente di apportare numerosi elementi nutritivi al vostro organismo. Sì, perché l’olio possiede i migliori antiossidanti naturali, i polifenoli, che vi offrono la possibilità di aiutare il vostro organismo a restare giovane più a lungo, aiutandolo a lavorare al meglio, nonché acidi grassi insaturi che aiutano ad eliminare il colesterolo e molte vitamine, un prodotto insomma che, ovviamente nelle giuste dosi, fa bene alla salute di tutta la famiglia.

Asti Secco, la scelta vincente per rallegrare il pasto

Oggi parliamo dello spumante per eccellenza, quello realizzato con le uve Moscato.
Quanto è affascinante la storia di questo antico vitigno, e quanti luoghi ha visto.
Passando dal bacino mediterraneo, è stato portato nella Magna Grecia e nelle regioni meridionali italiane dai Greci. Grazie ai viaggi e agli scambi commerciali dei mercanti veneziani, è salito fino ai territori più settentrionali e si è diffuso in tutto il nord Europa.
Oggi porta subito festa sulle nostre tavole, ad un lieto evento.

Il riconoscimento Docg

Questa è la storia di un’eccellenza tutta italiana, il vanto dei vigneti aziendali di Canelli che trasudano di storia e tradizione.
Visitando le colline piemontesi, in provincia di Asti, passeggiando tra i tralci colmi di grappoli, si possono sentire le voci di tutta la gente vocata alla passione della viticoltura che mette nel proprio lavoro entusiasmo e dedizione.
Ci troviamo a 190 metri sul livello del mare, in questi terreni ricchi di tufo, limo, scaglie di pietra calcarea, paesaggi che godono di un microclima speciale e mitigato, ideale per la produzione di uve di grande pregio.
Qui nasce l’Asti Secco che dal 1993 ha riconosciuto la denominazione Docg: si tratta di un vino la cui spuma fine e persistente ha valso questa importante onorificenza.
Il laboratorio di ricerca del Consorzio di Tutela ha seguito tutti i passaggi di vinificazione del prodotto, impegnandosi nella scelta di lieviti autoctoni, indigeni e del tutto naturali.
L’eccellenza del territorio di provenienza, Canelli, le Langhe, il Roero e il Monferrato, si riflettono su uno spumante di grande pregio, vestito con outfit elegante e raffinato, riconoscibile dalla bottiglia con l’ombelico.

Cura in tutte le fasi ci produzione, per un vino sorprendente

L’Asti Secco viene prodotto con un uvaggio composto da uve Moscato 100%.
La qualità del vitigno è Bianco di Canelli, allevato nei vigneti a sud-est, nelle colline più esposte tra le città di Asti, Cuneo e Alessandria.
Le uve vengono raccolte tra l’ultima settimana di agosto e le prime due di settembre, la vendemmia viene effettuata secondo il metodo tradizionale, a mano e in cassetta.
Dai vigneti si ottengono degli acini color giallo dorato, con un buon equilibrio aromatico e una nota acidula che permette di attendere la raccolta sino alla perfetta maturazione e al grado zuccherino soddisfacente.
Le uve ricevono una pressatura soffice, vengono conservate a freddo e successivamente fermentate e macerate su lieviti selezionati e del tutto naturali.
La presa di spuma è un altro passaggio fondamentale, viene realizzate in autoclave per circa una trentina di giorni, per poi concludersi con l’imbottigliamento.
Il risultato è una bollicina che entusiasma il palato, fresca, vivace, perfetta per rallegrare tutto il pasto, dall’aperitivo al dolce.

Come riconoscere lo spumante versatile per ogni momento conviviale

Il vino frizzante si presenta al calice con un colore oro brillante e con delle bollicine fitte e ravvicinate, aromatiche e che rinfrescano con garbo.
Il profumo manifesta un bouquet fiorito e fruttato, con sentori di agrumi, mela candita, pera, miele di acacia, ananas.
Il sapore è lievemente secco e molto gradevole, sapido e fresco, con una buona persistenza in bocca.
Lo spumante è una scelta vincente per accompagnare tutto il pasto, iniziando con un aperitivo di salumi e formaggi freschi o stagionati. Si sposa a meraviglia con il prosciutto crudo San Daniele, un’altra eccellenza italiana, e con un formaggio erborinato come il gorgonzola.
Trova una buona alchimia gustativa anche con un risotto, con un secondo piatto di carni bianche.
L’Asti Secco è perfetto per accompagnare una cena di pesce, dei piatti di crostacei e molluschi, rinfresca il palato e riesce a sgrassare una frittura di scampi, pulendo la bocca e rinnovandola ad ogni boccone.

Uova di Pasqua: qualche consiglio per stupire

Lo stupore fa sempre meno parte purtroppo della nostra società contemporanea. Sempre connessi alla rete, con un’immensa disponibilità di informazioni sempre fresche e aggiornate, capaci di scovare notizie e curiosità in pochi istanti appena: in una situazione di questa tipologia riuscire a trovare qualcosa che possa stupire davvero sembra infatti praticamente impossibile. Lo stupore allora dovrebbero essere ricercato nelle piccole cose, in quei dettagli che sono capaci di condire la vita con emozioni e sensazioni che pensavamo di aver peso per sempre. Pensate per un attimo, ad esempio, alle emozioni che provavate da piccoli scartando un uovo durante le feste di Pasqua, emozioni che da tempo ormai non provate più, emozioni che sarebbe bello far rivivere anche ad amici e parenti, non credete? Ovviamente affinché delle emozioni di questo tipo e uno stupore intenso possano davvero mostrarsi in tutto il loro splendore, è di fondamentale importanza evitare di scegliere le uova di cioccolata della grande distribuzione.

Meglio optare per le uova di Pasqua di una cioccolateria artigianale, realizzate magari ancora oggi del tutto a mano. Uova di questa tipologia sono prima di tutto realizzate con i migliori ingredienti, cioccolato quindi finissimo, dal sapore inconfondibile, che nulla ha a che vedere con la classica cioccolata da banco che potete acquistare in ogni supermercato. Non solo, uova di questa tipologia sono anche belle a vedersi, eleganti, chic e raffinate, la scelta ideale insomma per un regalo davvero di altissimo livello. Sono uova che sanno stupire, che sanno cogliere la meraviglia del mondo, che riportano la mente ad uno stile di vita più genuino, sano, a contatto con le più antiche tradizioni, quelle tradizioni artigiane che sono alla fine il fulcro stesso dell’economia del nostro Bel Paese. Spesso le uova di Pasqua di questa tipologia hanno un altro asso nella manica, il packaging. Sono arricchite infatti da raffinati nastri e sono racchiusi in scatole regalo che hanno davvero dell’incredibile.

E a nostro avviso le uova di questa tipologia non sono la scelta ideale solo per stupire amici e parenti. Sono perfetti anche come dono aziendale. Un datore di lavoro potrebbe decidere di offrire ai suoi dipendenti proprio un dono di questa portata per la Pasqua, un modo per ringraziarli del lavoro svolto e di tutti i sacrifici che sono soliti fare per l’azienda. Potrebbe trattarsi però della scelta ideale anche come dono per i clienti più importanti, un modo anche in questo caso per ringraziarli e per fidelizzarli, per far sì insomma che non si dimentichino di voi e che vi scelgano nuovamente in caso di bisogno.

L’importanza del forno ventilato in una cucina professionale

Allestire una cucina professionale è senza dubbio uno dei momenti fondamentali, per quanto riguarda la ristorazione. Per questo motivo la scelta dei componenti è così importante, e non deve essere fatta in maniera casuale, cercando di risparmiare su strumenti che verranno poi impiegati con costanza e nel tempo. Se dovessimo chiedere ai più prestigiosi e rinomati chef, a livello nazionale, quale elemento caratterizza e rende grande una cucina professionale, nove volte su dieci la risposta sarà sempre uguale: il forno. In particolare i forni a convenzione sono la soluzione perfetta per ogni cucina professionale adibita a scopo di ristorante.

Ci sono diversi tipi di forno, ma quelli principalmente utilizzati nella maggior parte delle cucine professionali sono a gas oppure elettrici. Negli ultimi tempi i forni a convenzione elettrici risultano essere i più venduti e diffusi, per una questione di maneggevolezza e duttilità. Possono variare da 3 a 7 teglie, in base al tipo di cucina che andremo ad allestire, e quindi bisogna regolarsi molto rispetto allo spazio che possiamo dedicare per questo tipo di prodotto. Capita spesso di vedere cucina di ristoranti che sono provviste anche di più forni e fuochi, questo è dovuto al numero di coperti che si hanno in un locale. In genere scegliendo un forno a convenzione con un numero di teglie superiore o pari a cinque, vi consentirà di preparare e gestire più portate contemporaneamente. Spesso oggi i ristoranti più in voga e capaci di rispondere alle esigenze di una nuova clientela, sempre più consapevole, sono quelli che puntano specificamente su una linea di prodotti alimentari. Per questo motivo la scelta di un forno a convenzione andrà a stabilire la linea di un ristorante e quindi le scelte culinarie di un cuoco.

Nonostante la grande enfasi e il rilievo mediatico, la cucina resta ancora un mistero per i più. Solo le persone esperte del settore conoscono davvero i trucchi e sanno cosa serve per rendere la cucina di un ristorante davvero competitiva e di livello. Quando abbiamo a che fare con la clientela, è importante saper rispondere a ogni tipo di esigenza. Per questo motivo bisogna sempre puntare sulla qualità di un prodotto realizzato in Italia e certificato, al fine di garantire i processi lavorativi nell’attività di ristorazione. Il forno all’interno di un ristorante può essere utilizzato principalmente per tre scopi: gastronomia, pasticceria e panetteria. Spesso infatti il pane viene preparato dal ristorante stesso, e quindi in questo caso c’è bisogno di forni a convenzione capace di rispondere a tutti i tipo di utilizzo possibile. I forni elettrici multifunzione, sono spesso provvisti di umidificatore interno, al fine di garantire che il prodotto lavorato al suo interno non si bruci e risulti quindi cotto a puntino. La ventilazione rende omogenea la temperatura interna del forno. Questo procedimento è importante per tutti quei prodotti che devono essere gratinati e per la cottura dei principali alimenti come verdura, pesce e quant’altro. Questo tipo di forni pur avendo bisogno di un po’ di manutenzione, sono estremamente semplici nel loro utilizzo e costituiscono la base per ogni cucina professionale che si rispetti.