Prodotti tipici del Salento

April 6, 2011 by · Leave a Comment
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Giunti a Maglie nel Salento si noterà subito che la cittadina è collocata in ottima posizione, sul declivio della collina, dove risplende sempre il sole e l’aria è fresca e salubre; qui ci si sentirà veramente accolti, pur nella piacevole confusione della festa di San Nicola. I festeggiamenti civili e religiosi animano il cuore di Maglie a Maggio. A Maglie il culto per il vescovo di Mira è molto diffuso per i poteri miracolosi attribuitigli dalla popolazione.
Il borgo non è completamente cinto da mura, ma è ben protetto da ponti e da muraglie di difesa.Vi è pure, sulla sommità del luogo, un castello semidistrutto del 1300, che guarda come una sentinella i piatti tipici che vengono serviti nei vari stend: orecchiette alle cime di rapa , laganelle con salsa alla Sangiovanniello, cozze gratinate alla pugliese, e polpi in umido.

Inoltre la sagra del vino che si tiene a gennaio a Villa Convento (Lecce), e gli ottimi taralli fragranti al pepe nero, delizieranno i palati dei visitatori che qui si recheranno per festeggiare Sant’Antonio Abate dove verrà accesa una grande “focara”. I taralli saranno ovviamente accompagnati dal vino e ci si potrà concedere squisite e saporite cenette con la famiglia o gli amici negli eleganti stand per gustare un morbido Salice Primofiore, un Primitivo, una Malvasia Nera, un Monaci.

A Nardò quel che maggiormente colpirà i turisti sarà la scelta di pietanze semplici ma raffinate, il giusto abbinamento dei vini, l’impeccabile servizio, per esaltare al massimo il sapore di ogni festa.
Il massimo della prelibatezza si raggiunge con il dolce dove la fantasia nelle varie preparazioni si arricchisce di zucchero come nella cotognata (mele con zucchero), nei mustaccioli alla cioccolata, nei biscottini detti tozzetti al sapore d’arancia. Durante la cosiddetta “Sagra della Zeppola”, a marzo, tantissimi banchetti saranno pronti per gustare le buonissime zeppole di tanti
maestri pasticceri neretini.

A Veglie, a 12 chilometri da Lecce, in aprile la sagra ti li mbruiatieddhri in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna dei Greci, si dedicheranno serate ai sapori della terra salentina. I mbruiatieddhri sono involtini gustosi preparati con fegatini e in ogni stand culinario
per tradizione si cerca, si sperimenta, si crea, unendo il tutto alle capacità e alla dote innata ed eccezionale dei cuochi, attenti e sensibili, con l’unico obiettivo di esaltare l’essenza dei sapori.
Si potrà approfittare per entrare a Veglie tra stradine strette, vicoli, gradini, cortili e le tipiche e deliziose piazzette. Passeggiare tra vie di Veglie e ammirare quelle casette farà viaggiare con la fantasia anche il più scettico dei turisti.

L’occasione della “sagra dei prodotti paesani” in onore della Madonna delle Grazie, nella piccola frazione di Tricase di Lecce, si potranno assaporare tantissime specialità salentine: sarà un modo anche per dedicarsi a sé stessi, fare un po’ di shopping: a Tricase si potranno trovare, oltre ai prodotti locali, e ai fantastici prodotti dell’artigianato, anche oggetti un contesto molto affascinante, iper moderno e con un pizzico di etnico.

Da non dimenticare le favolose Zucchine ripiene Pugliesi.

A Firenze sarà di scena il gusto per il cioccolato

December 10, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Cioccolato, Fiere 

 

Questo blog è dedicato al gusto italiano, ai prodotti tipici, al made in Italy.

Dal 4 al 7 febbraio a Firenze in Piazza Santa Croce torna la Fiera del Cioccolato Artigianale. Ormai giunta alla sua sesta edizione la fiera si conferma come il primo ma forse anche il più importante appuntamento col cioccolato d’autore, grazie anche alla confermata presenza dei migliori maestri cioccolatieri italiani ed esteri che fanno di questa mostra mercato un’opportunità irrinunciabile per tutti coloro che apprezzano il miglior cacao lavorato con sapiente maestria. La kermesse sarà arricchita da eventi collaterali ed altre attività ancora da confermare, mentre sarà sicuramente presente in piazza e per tutta la durata dell’evento un vero e proprio laboratorio dove un maestro cioccolatiere sarà impegnato nella dimostrazione della lavorazione del cioccolato. Dalle 10.00 alle 22.00 gli stand dei tanti cioccolatieri e quelli ormai tradizionalmente dedicati ai prodotti che ben si sposano col cioccolato: tè, birra, caffè, latte ed altri ancora, attendono il pubblico ed i tanti turisti che da sempre sono parte integrante di questa città dove il gusto e l’arte si incontrano quotidianamente.

 

www.fieradelcioccolato.it

 

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Regali di natale: il prodotto tipico a minor tasso di riciclo

November 23, 2009 by · Leave a Comment
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Regali di natale: il prodotto tipico a minor tasso di riciclo

Circa un italiano su sei (16 per cento) acquista i regali di Natale in anticipo per avvantaggiasi dei prezzi piu’ convenienti o per non dovere affrontare le lunghe file che caratterizzano il momento clou dello shopping delle festività. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2009” che evidenzia anche che il 63 per cento degli italiani acquisterà invece regali in possimià delle festività e che il 21 per cento aspetterà invece la fine.

A favorire l’anticipo nella corsa agli acquisti è – sottolinea la Coldiretti – la grande diffusione dei mercatini di natale dove tra le bancarelle è possibile trovare regali originali e caratteristici del territorio a prezzi convenienti. Quest’anno – secondo la Coldiretti – prevale l’orientamento verso l’acquisto di regali utili come quelli alimentari che sono quelli che fanno segnare il minor tasso di riciclo.


Secondo l’indagine Deloitte oltre un italiano su cinque ricicla il doni ricevuti per Natale direttamente nei negozi o su internet

Per i regali del prossimo Natale – continua la Coldiretti – quasi due italiani su tre (60 per cento) pensano di spendere la stessa cifra dello scorso anno ma c’è anche un 15 per cento che prevede di spendere di piu’ mentre un 25 per cento che conterrà gli acquisti.

La scelta di acquisto del cibo per le festività avviene per una stragrande maggioranza del 91 per cento sulla base del rapporto prezzo/qualità che – conclude la Coldiretti è particolarmente vantaggioso nei mercati degli agricoltori di “campagna amica” nelle piccole e grandi città dove è possibile garantirsi alimenti locali, genuini e di stagione direttamente dal produttore che ne garantiscono l’origine.


Nel 2009 record dei rincari sui prodotti, dal campo alla tavola. Carote + 1100.

September 23, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Prezzi dei prodotti alimentari, Prodotti tipici 

 

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PREZZI: NEL 2009 RECORD RINCARI DA CAMPO A TAVOLA. CAROTE + 1100%

Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro sugli scaffali

La moltiplicazione del 1100 per cento dei prezzi per le carote conferma che il 2009 si classifica come l’anno record nei ricarichi dal campo alla tavola per effetto del crollo dei prezzi alla produzione agricola medio del 16 per cento al quale ha corrisposto uno scandaloso aumento al consumo per gli alimentari (+ 0,9 per cento), nove volte superiore al valore medio dell’inflazione. E’ quanto ha denunciato nel corso dell’ “operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani dalla Coldiretti” in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) in Piazza Montecitorio a Roma.

I consumatori italiani – sottolinea la Coldiretti – non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne con il crollo delle quotazioni ala produzione che nell’ultimo anno sono calate dal 71 per cento per le carote, del 53 per cento per le pesche, del 30 per cento per grano e latte fino al 19 per cento per l’uva, secondo le rilevazioni Ismea ad agosto. Significativo è il caso del prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori che è oggi molto piu’ basso di quello di 25 anni fa con le quotazioni che sono scese su un valore di poco superiore ai 14 centesimi al chilo, il 35 per cento in meno rispetto al 1985.


Se nel 1985 – spiega la Coldiretti – il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 14 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo, con ricarico di oltre diciannove volte (+ 1828 per cento).

Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato che è stato quindi un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale – denuncia la Coldiretti – i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Nello specifico – precisa la Coldiretti – l’aumento è di oltre quattro volte per uva e latte, di oltre cinque per pasta e pesche e di piu’ di sei per la lattuga. Gli italiani – spiega la Coldiretti – spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19 per cento della spesa familiare ed è quindi necessario – continua la Coldiretti – interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica.

La grande distribuzione organizzata GDO con una quota di mercato nei generi alimentari che ha raggiunto il 71 per cento, rappresenta secondo la Coldiretti una vera e propria strozzatura nel passaggio degli alimenti dai campi alla tavola. Poche grandi piattaforme di acquisto – denuncia la Coldiretti – trattano sul mercato in condizioni di quasi monopolio. Formule contrattuali vessatorie, vendite sottocosto, promozioni civetta (esempio sul parmigiano reggiano) mettono a rischio le condizioni di competitività della produzione italiana. Occorre che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato verifichi se, come la Coldiretti ritiene, la GDO operi in abuso di posizione dominante e con prevaricazione delle centinaia di migliaia di imprese agricole che non hanno nessun potere contrattuale per opporsi a una sorta di diritto di accesso, pagando dazi per l’ingresso sul mercato. La GDO deve assumersi la responsabilità verso i consumatori, in attesa di avere un quadro normativo piu’ chiaro per quanto riguarda le informazioni dell’origine, di adottare comportamenti trasparenti separando sugli scaffali i prodotti autenticamente italiani da quelli ottenuti a partire da materie prime importate. La Coldiretti chiede anche di verificare le condizioni delle nuove autorizzazioni commerciali riservando scaffali dedicati ai prodotti italiani tipici e territoriali per renderli facilmente riconoscibili e chiaramente distinti. Diciamo no a marchi del falso Made in Italy, a pubblicità ingannevoli e occulte, a operazioni commerciali sottocosto che non evidenziano quanto effettivamente viene pagato agli agricoltori e quale è il margine vero della GDO.

Nel corso della manifestazione il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha annunciato che la maggiore organizzazione agricola italiana ed europea sta accelerando sul progetto per la realizzazione di una filiera agricola tutta italiana che è diventata una esigenza per la sopravvivenza stessa delle imprese agricole. L’obiettivo – precisa Marini – è quello di tagliare le intermediazioni ed arrivare ad offrire attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo. Il prodotto agricolo “cento per cento italiano” firmato dagli agricoltori, sarà offerto – spiega Marini – attraverso la piu’ estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare. L’effetto della riduzione dei passaggi e delle intermediazioni con un rapporto piu’ diretto tra agricoltori e consumatori – ha sostenuto Marini – garantisce maggiore efficienza per assicurare acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.

I PREZZI DEI PRODOTTI ALIMENTARI DAL CAMPO ALLA TAVOLA

PRODOTTO
PREZZO ALLA PRODUZIONE
PREZZO AL CONSUMO
RICARICO DA CAMPO A TAVOLA (%)

pesche
0,31 euro/kg
1,75 euro/kg
465

uva
0,47 euro/kg
2 euro/kg
326

lattuga
0,26 euro/kg
1,6 euro/kg
515

carote
0,10 euro/kg
1,2 euro/kg
1100

pasta (grano duro)
0,20 euro/kg
1,4 euro/kg
400 *

pane (grano tenero)
0,14 euro/kg
2,7 euro/kg
1828

latte
0,30 euro/litro
1,35 euro/litro
350

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati ISMEA e SMS Consumatori ad agosto

* La forbice per grano duro/pasta è stata calcolata considerando che sono necessari 1,4 chili di grano per produrre un chilo di pasta.

IL CROLLO DEI PREZZI ALLA PRODUZIONE AGRICOLA NEL 2009

Carote – 71 per cento

Pesche – 53 per cento

Grano duro – 30 per cento

Grano tenero – 33 per cento

Latte – 30 per cento

Uva – 19 per cento

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati ISMEA ad agosto rispetto all’anno precedente

IL PREZZO DEL GRANO E’ PIU’ BASSO DI 25 ANNI FA (euro al chilo)

1985 1990 1995 2006 2007 2008 2009

GRANO 0,23 0,19 0,16 0,15 0,22 0,24 0,14

PANE 0,52 0,83 1,03 2,4 2,6 2,65 2,7

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Camere Commercio, Ismea e Sos Consumatori

L E PRINCIPALI CENTRALI DI ACQUISTO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

QUOTA MERCATO %

1. Centrale italiana (Coop, Despar, Sigma, Il Gigante) 23

2. Intermedia (Auchan, Pam, Bennet, Sun, Crai, Lombardini) 19

3. Sicon (Conad, Interdis, Rewe) 17

4. GD Plus (Carrefour, Finiper, Agorà) 17

5. Esselunga (Esselunga) 9

6. Esd Italia (Selex) 9

7. Sisa – Coralis4 (Sisa, Coralis) 4

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Federdistribuzione


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